Stampa contro Formato Elettronico. Cronaca live!

5 anni fa  •  Di  •  0 Commenti

Stampa e formato elettronico. Due avversari di alto livello con stelle di prima grandezza tra le loro fila capaci di rendere i loro scontri sempre equilibrati e combattuti. Ancora non abbiamo capito chi sia il più forte. Questa è la storia dell’ennesimo confronto.

La partita inizia

Ormai da molti anni possiamo pubblicare il nostro materiale promozionale in formato digitale e renderlo disponibile attraverso il nostro sito web o attraverso servizi on line: ebook, pdf, pagine web… È anche possibile rendere molto naturale l’esperienza di lettura sfogliando il nostro lavoro sullo schermo come fosse di carta. Soluzione molto appetibile specie quando si pubblicano dei cataloghi.

Tutto praticamente gratis! Un bellissimo goal e il digitale passa meritatamente in vantaggio. Sembra in totale controllo della partita ma siamo solo agli inizi…

Nonostante possa sembrare l’occasione perfetta per azzerare i costi di stampa e che costi visto che per un catalogo di un centinaio di pagine si può arrivare a migliaia di euro, la stampa resiste e comincia a riorganizzarsi e puntare sui giocatori migliori per ritrovare morale e gioco.

La stampa non è affatto morta, rispolvera la sua tattica migliore e sembra poter recuperare subito lo svantaggio. Anche quando cataloghi e brochure vengono sviluppati in digitale si tratta quasi sempre di una versione del prodotto stampato cui le aziende non rinunciano. Così come non rinunciano ad affissioni, spot, pagine pubblicitarie ecc.

A sorpresa il digitale raddoppia

Mi piace ripetere che il web non è pubblicità. Il web è contenuti. Possono essere informazioni o servizi. Anche io uso il termine “sito vetrina”. In realtà tale termine mi fa un po’ ridere. Un sito “vetrina” è un fallimento. Alle vetrine vere la gente passa davanti. Ai siti ce la devi portare. Le solite pagine  “chi siamo”, “cosa facciamo”… “perché lo facciamo” e …” come lo facciamo”, fatte di poche righe scritte male e brutte immagini hanno ben poca capacità di attrarre cliente.

Se non potete offrire una buona immagine, meglio non offrirne nessuna, mi verrebbe da dire. Lasciamo che sia il cliente a costruirsela.

Il web funziona se lavoriamo duro, molto duro, sui contenuti. A quel punto lo possiamo usare per fare pubblicità, per esempio attraverso dei banner o una newsletter e naturalmente attraverso i motori di ricerca che a un certo punto iniziano ad apprezzare i nostri sforzi e a posizionarci in modo decente.

Un sito dovrebbe parlare con un buon linguaggio pubblicitario, presentarsi in maniera professionale ed avere molte visite. A quel punto basta rendere ben chiaro come contattarvi ed avrete il miglior strumento di pubblicità possibile. Se ci riuscite potete vivere di rendita.

Non saprei dire quanto costa un sito capace di fare questo, sicuramente molto più dei 1.000/2.000 euro con cui la realizzazione di molti siti web viene proposta. Credo che 4.000/8.000 sia una cifra più attendibile per una piccola azienda. In un modo o nell’altro, il digitale raddoppia. Sembra fatta a questo punto ma la reazione della carta stampata è furibonda.

La stampa accorcia con un’azione fulminea…

Quando dobbiamo piazzare in faccia un annuncio alle persone, così: subito, non c’è niente di meglio del supporto tradizionale. Un poster in una via trafficata viene sicuramente notato, una brochure nella sala d’attesa o anche solo un biglietto da visita consegnato hanno il loro peso nel confronto. La stampa  riduce così lo svantaggio e la sua azione non sembra arrestarsi.

…e pareggia con furbizia e mestiere

Ci si stanca di meno a leggere sulla carta. Chiunque può confermarlo. È dovuto al supporto in sé che non emette luce, al suo formato e al senso tattile che dà. L’esperienza è un pochino più reale, la carta sa avvicinarci all’oggetto vero un po’ di più di uno schermo.

Un foglio, anche grande, rientra completamente nel nostro quadro visivo. Gli “zoom” e gli “scroll” sono quasi istantanei, così anche il cambio pagina. Vantaggi che sono ancora più evidenti quando consultiamo un disegno tecnico o una planimetria.

La stampa, dopo aver per lungo tempo pressato l’avversario sulla sua metà campo, segna ed è 2 a 2. Un goal allo scadere quando ormai la partita sembrava segnata. Siamo agli sgoccioli. L’arbitro fischia la fine. Una partita dai due volti che finisce pari.

Ci sembra il risultato giusto. Forse c’è stata qualche decisione arbitrale a favore di una o dell’altra squadra. Ma il match, nel complesso è stato equilibrato. Qualcosa, comunque, ci dice che non è finita qui. Entrambi gli avversari sembrano avere in servo altre carte importanti da giocare. La prossima partita, forse, ci mostrerà veramente chi è il più forte.

Il bookbook IKEA

Adesso giriamo canale e troviamo un programma un po’ leggero per abbassare il livello di adrenalina, altrimenti faremo fatica a dormire. Ecco il film giusto: la presentazione del “bookbook” di IKEA. Come capirete, il successo di questo innovativo prodotto si preannuncia inarrestabile. Buona visione.

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