Come deve essere la struttura di una rivista? Lo schema è consolidato, nei suoi aspetti essenziali è piuttosto rigido ma con diverse eccezioni, specie nelle riviste più “creative”.

Che sia un periodico commerciale, che sia una rivista aziendale, questo modello si mostra sempre molto valido per esporre con chiarezza contenuti, per stimolare l’interesse del lettore e per facilitare la comprensione.

Riviste periodiche

Tuffiamoci quindi in questa nuova piccola avventura e scopriamo com’è fatta una rivista! Oltre che dalla mia esperienza personale di lavoro in almeno una decina di riviste diverse e la curiosa osservazione dei migliori esempi editoriali, questo articolo ha tratto giovamento dalla lettura di un libro che considero tra i più esaustivi e utili in materia tra i tanti da me letti finora: Editorial Design — Digital and Print di Cath Caldwell e Yolanda Zappaterra.

La struttura di una rivista

Premessa

Prima ancora della struttura e delle regole che la accompagnano, è però opportuno formulare un principio fondamentale o se vogliamo almeno una premessa: quale che sia la struttura di una rivista l’elemento più importante è la coerenza.

In altre parole, nulla ci vieta di essere molto creativi o addirittura “trasgressivi”, come molte riviste sono ma proprio perché ci si propone con qualcosa di molto originale, è ancora più importante in tal caso essere coerenti nella disposizione dei contenuti.

La rivista è una pubblicazione complessa ed è fondamentale non disorientare il lettore con cambiamenti nella sequenza dei contenuti.

Fatto salvo questo principio, andiamo a considerare quella che nel corso dei decenni è andata ad affermarsi come la struttura più comune dell’impianto di una qualsiasi pubblicazione periodica, rivista commerciale o house organ (rivista azienale) che sia.

Concentriamoci sull’interno, dando per scontato che esiste una parte iniziale e finala costituita dalla copertina.

Nello schema essenziale più comune di una rivista troviamo tre sezioni interne principali: 1. Attualità, novità, opinioni; 2. Articoli principali; 3. Informazione. Possono esistere sfumature e varianti, così come altre “filosofie” e altre spiegazioni teoriche che includono più sezioni o sottosezioni.

Però, se dovessi stringere all’osso la narrazione completa, non si potrebbe prescindere da questi tre elementi fondamentali. A ben esaminarle, in esse possiamo includere ogni parte di una rivista senza scendere in inutili complicazioni o in eccessive semplificazioni.

struttura di una rivista - parti fondamentali
Lo schema applicato alla rivista “National Geographic Italia”. Questa rivista è abbastanza “normale” da poter essere presa da esempio scolstico per insegnare come è fatta la struttura-tipo. Nè banale, né troppo creativa (e mi si perdoni la valutazione). Questo non significa affatto che non si possa essere molto più originali, ben venga anzi un contributo di novità. Clicca per ingrandire.

1. La sezione Attualità

È uno spazio dedicato a chi lavora nella redazione e ai giornalisti “di punta”. Contiene anche brevi notizie molto attuali. Troviamo quindi news, anticipazioni dei contenuti interni, fatti e avvenimenti in linea col soggetto principale della rivista. Una sorta di “telegiornale”.

Nel realizzare un periodico aziendale potrei, invece, inserire l’intervista a un nuovo membro del consiglio, l’inaugurazione di una nuova linea di montaggio, la consegna di un nuovo servizio, novità tecnologiche del settore, nuovi regolamenti e leggi.

È lo spazio delle opinioni influenti e autorevoli. Vi scrive il capo redattore della rivista o addirittura il direttore, vi scrivono anche i giornalisti più importanti con articoli che anticipano i contenuti successivi e offrono il loro punto di vista su avvenimenti e soggetti.

struttura di una rivista - le notizie
struttura di una rivista - le notizie
La struttura di una rivista - indice
Anteprima dei contenuti, informazioni editoriali, brevi articoli dei giornalisti di punta. Il sommario che anticipa i contenuti e orienta il lettore è ovviamente tra le prime pagine

2. La sezione della rivista Articoli (Features)

Trattazioni approfondite, dettagliate e precise, non necessariamente di strettissima attualità anche se valutate in base ai trend di interesse del momento. Per continuare il paragone, se quello di prima era il telegiornale, questo è “l’approfondimento giornalistico”.

Gli argomenti trattati sono spesso allineati con il soggetto principale del numero in uscita e possono uniformarsi di volta in volta su un soggetto o aspetto di attualità o semplicemente essere selezionati in base a piani e programmi aziendali o editoriali.

I contenuti sono sviscerati nei dettagli e ben corredati di immagini spettacolari, diagrammi, schemi e quant’altro possa servire a rendere agevole un’approfondita lettura. È il cuore della rivista, la parte più importante e curata.

All’interno degli articoli possiamo trovare perfino gli “ospiti”, con dei brevi “articoli negli articoli” o con una intervista dedicata. Possiamo trovare anche una piccola sezione informativa contenente, per esempio, la revisione di un libro o l’appuntamento a un evento.

Un articolo lungo e complesso potrebbe essere visto come “una rivista nella rivista” e organizzato di conseguenza.

La struttura di una rivista - articoli principali
La struttura di una rivista - articoli principali
Pagine di un articolo principale. La cura è massima nell’impaginazione, nell’illustrazione, nella scelta delle immagini. Gli articoli sono molto approfonditi.

3. La sezione della rivista: Informazioni

Si va da piccole cose come “l’elenco delle filiali” o dei “punti vendita” a racconti veri e propri. Può contenere moduli di richiesta, informazioni di contatto, schede tecniche. Contiene di solito recensioni di libri e film, un catalogo con tanto di modulo d’ordine, anticipazioni dei numeri successivi.

È un’area più tecnica, più sintetica e che fa da ponte da un numero al successivo. Idealmente dovrebbe essere infatti in grado di creare una certa aura di mistero e curiosità attorno al prossimo numero che invogli a rimanere sintonizzati.

Potrebbe anche contenere articoli brevi che saranno, o meno, approfonditi in futuro o rubriche che, come dei programmi di tarda serata, tanto per continuare con le stesse metafore, riproporranno a ogni numero un’esposizione ispirata all’argomento generale della rubrica stessa (scientifico, tecnico, politico, economico…).

La struttura di una rivista - le rubriche
A sinistra recensioni. A destra un approfondimento storico-medico sull’uso della canapa, nello stesso numero del National Geographic, alla nostra terza sezione.

Il progetto grafico della rivista

Tale suddivisione va resa evidente nella progettazione grafica che servirà a guidare il lettore nel comprendere i contenuti e ad orientarsi. Esistono una infinità di trucchetti che i grafici esperti padroneggiano con disinvoltura.

Le colonne di testo

Variare il numero di colonne di testo. Il tre è il numero perfetto anche in questo caso, perciò lo potremmo usare negli articoli principali e magari usare le due colonne per le sezioni 1 e 3. È tuttavia un mero esempio, da non prendere come regola.

I caratteri

Possiamo usare un carattere diverso ma non dovremmo usarne troppi in una rivista. Tre con le rispettive varianti di solito è già più che sufficiente per un rivista coi “piedi per terra”. Potremmo invertire il carattere dei testi con quello dei titoli e sottotitoli, abbiamo a disposizione grassetti, corsivi, maiuscole, minuscole, colori…

La gabbia

Le sezioni principali potrebbero avere i titoli disposti sempre sulla pagina sinistra, potrebbero avere delle testatine scritte in modo diverso, potrebbero avere dei riquadri per gli autori. Le altre sezioni sono di solito più snelle.

Tenersi ai principi dell’arte e della comunicazione

In generale lo studio dei migliori esempi e la comprensione delle leggi della composizione grafica e dei fondamenti della comunicazione e dell’arte rappresentano i reali strumenti su cui basare una impaginazione professionale.

Conclusioni

Come accennato, nel progetto grafico di una rivista, si possono sperimentare le cose più creative purché si mantenga fermo un principio di coerenza e vale sempre una vecchia massima: imparare molto bene le regole e poi buttale, compreso quelle scritte qui!

Il problema è che alcuni le buttano… prima di impararle. Non fare questo errore, avvicinati al soggetto con umiltà.

Mi rendo conto sia stata una veloce carrellata e che abbiamo semplicemente sorvolato un territorio di cui non abbiamo forse neppure intravvisto in confini e nemmeno valutato la precisa morfologia.

Potrebbe già bastarvi se il vostro intento è, per esempio, una semplice rivista aziendale o un breve periodico gratuito. D’altronde le cose si imparano un po’ alla volta.

Se volete i dettagli e se volete diventare dei professionisti consiglio lo studio critico delle riviste più importanti o la lettura di un libro come quello indicato sopra. Ce n’è finché volete, dalla prima elementare al master accademico! E ovviamente serve tanta, tanta, tanta pratica.

Se invece decidete di affidarvi a uno studio grafico, avete ora una comprensione di base per interloquire in maniera più profiqua.

Certo sembra un luogo comune: il 3 è il numero perfetto. Eppure mi accorgo di quante volte questa cifra appaia anche nella grafica e nella struttura di un progetto grafico, qui e in altri articoli da me trattati e in altri soggetti.

Di solito “il tre” è una logica che dà un discreto dinamismo e imprevedibilità senza eccedere. Il “due” è troppo semplice, il “quattro” troppo statico. Mi verrebbe da consigliare al principiante: “pensa sempre a una logica a tre” o “nel dubbio dividi tutto per tre” .

Come al solito, alla fine divento un po’ filosofo e allora rimedio con una proposta sufficientemente gretta: se vi serve una consulenza, qualche informazione o se proprio vi serve qualcuno per realizzare la vostra rivista, contattatemi senza indugio!

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