Sì Logo! Come realizzare un marchio di successo

10 anni fa  •  Di  •  0 Commenti

Come dovrebbe essere realizzato un marchio (logo)? Ovvero, quali caratteristiche dovrebbe possedere? Che funzioni dovrebbe svolgere? Perché dovrebbe avere un proprio valore artistico? A queste e ad altre domande ho provato a rispondere in questo articolo.

Cos’è veramente un marchio?

Il marchio è fondamentalmente uno strumento per la comunicazione d’impresa. 

Un marchio è un simbolo corredato o meno da un elemento di testo (parola o frase) che identifica un’azienda, un prodotto o un servizio. Può anche essere costituito solo dall’elemento di testo. In questo caso si può chiamare “Logo”. Tutti quanti usiamo un marchio già da qualche istante immediatamente dopo la nascita, anzi, pensandoci bene, qualcuno lo usa per noi da qualche mese prima: il nostro nome. Un chiaro e lampante esempio di marchio.

Questo mostra  quale sia lo scopo essenziale del marchio: identificazione. Il marchio non è l’immagine. L’immagine è il concetto che le persone hanno dell’azienda e si realizza anche attraverso un marchio che la trasmetti correttamente.

Proprio come un nome è indispensabile agli esseri umani per comunicare tra loro, così un marchio è uno strumento indispensabile alla comunicazione tra imprese e pubblico.

Il marchio deve essere univoco e descrittivo

Martini, Ferrari, Porche, Valentino, Armani non sono altro che nomi. Non saltano fuori da elucubrazioni di qualche studio psicologico o di marketing ma probabilmente sono stati ideati in quattro e quattr’otto dal fondatore dell’impresa. Eppure sono diventati famosi.

Detto questo mi verrebbe da trarre un paio di considerazioni iniziali che potrebbero stabilire la prima regola importante:

1) Scegliere un nome univoco. I casi sopra dimostrano che persino il nome del fondatore va bene. In riferimento ai famosi marchi citati sopra, non sarebbe bastato dire: Liquori, Auto Sportive, Vestiti. Troppo generico. È come se tutti si chiamassero Carlo o Maria o Persona. Allo stesso modo anche l’mmagine deve essere il più possibile originale.

Marchio

Nella nostra carta d’indentità non c’è scritto solo il nome. Troviamo altre informazioni quali caratteristiche fisiche, nazionalità ecc. Così un nome trova nella sua unicità un elemento essenziale ma anche un limite finché il prodotto non diventa noto. Così, un marchio il cui nome o il cui simbolo non ricordano il prodotto, vanno accompagnati da una descrizione concisa.

Quando si ha raggiungere, nell’ambito di un certo mercato, una vasta notorietà, si può fare a meno di questa descrizione e addirittura si può usare solo l’elemento grafico del marchio. Questo è possibile perchè ormai il marchio ha raggiunto tale notorietà da comunicare un serie infinita di sensazioni che una descrizione invece che amplificare smorzerebbe. È valido anche a livello locale e più limitato.

Possiamo quindi stabilire la seconda regola:

2) Accompagnare al marchio (simbolo e/o testo) una breve descrizione. Es: Omnialux – impianti elettrici civili e industriali.

Il fattore artistico nel design del marchio

Lavorare sull’immagine rappresentativa del marchio può avere degli sviluppi molto interessanti. Elaborare un’immagine artisticamente valida che sia, in poche parole, evocativa, gradevole, immediata, magari “trendy”, faciliterà l’utilizzo del marchio come gadget e per altri scopi, specie se produciamo prodotti con alto valore estetico.

Alcuni marchi famosi come Apple col simbolo della mela morsicata, sono molto simpatici di per sé stessi. Questo permette di diffondere il marchio in prodotti e accessori di abbigliamento e in un’infinità di altri oggetti. Se la apple avesse come marchio solo la parola “Apple” , senza simbolo, scritta con caratteri normali, avrebbe poco significato riprodotta su elementi quali magliette, cappellini, portachiavi, spille.

Se ne può ricavare un’altra regola?
3) Il simbolo del marchio deve avere un valore artistico di per sé stesso. Deve evocare concetti gradevoli, bellezza. In poche parole, deve essere estetico.

applicazioni del marchio su gadget

Le applicazioni del marchio

Un marchio ha un’infinità di applicazioni. Dalla carta intesta alla vela di una barca. Dal biglietto da visita a una vetrina. Dal quotidiano a un portachiavi. Da una penna a un manifesto di sei metri. Deve rendere bene in ognuno di questi casi.

Un marchio deve essere immediato, deve essere distinto in una frazione di secondo. Non deve essere confuso con altri o sembrare qualcosa di diverso, come, per esempio, un’illustrazione.

Quarta regola quindi:
4) Il marchio deve essere semplice. Graficamente e nel testo. Semplice nell’uso delle forme e dei colori perché sia distinto anche se riprodotto in modo minuscolo e perché possa essere riprodotto senza problemi su superfici di qualsiasi tipo. Deve avere una buona resa se riprodotto tridimensionalmente come può succedere nella realizzazione di gadget o elementi decorativi per negozi, fiere ecc. Anche privato del testo deve mantenere un concetto univoco e pertinente.

 

Marchio

Conclusioni

Questo non è sicuramente un trattato esauriente sul marchio e qualche esperto potrebbe storcere il naso. Esistono altre cose veramente importanti? Non lo escludo ma in vent’anni di lavoro e di studio non ne ho trovate.

Stabilite le regole, il problema è il come metterle in pratica. Qui entrano in campo una serie di fattori come la capacità artistica e tecnica di chi lo realizza, la disponibilità di sondaggi, la conoscenza del prodotto e del mercato, i propri obiettivi.

Nel frattempo provate a vedere se queste cinque regole funzionano. Se vi riesce di applicarle o se almeno migliorano un po’ il vostro approccio, allora vuol dire che sono buone.

 

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