Restyling del logo. Tradizione o innovazione? Superare la paura

8 mesi fa  •  Di  •  0 Commenti

Come superare il terrore del restyling del logo? Molte imprese di fama mondiale hanno fatto stravolgimenti quasi totali ma hanno seguito una logica che puoi applicare con successo anche tu.


Capita che le aziende giungano a un punto in cui sentono di dover fare un restyling del logo. Per qualche motivo non è più adatto: poco immediato, poco estetico, poco funzionale, non più capace di riflettere il prodotto aziendale. Allo stesso tempo il cambiamento incute timore e si rimane così nel dubbio. Alcuni esempi e considerazioni vi aiuteranno a superare l’impasse.

Infatti, anche aziende molto famose nel corso degli anni hanno stravolto il loro logo. Anch’esse nate con un logo “fatto in casa” si sono poi trovate nella necessità di compiere un restyling.

Alcuni logo iniziali erano veramente pessimi se raffrontati col corrispettivo attuale. Molti cambiamenti sono stati radicali eppure ne sono uscite sane e salve.

Restyling del logo Apple

Uno degli stravolgimenti più evidenti lo troviamo nel logo Apple, soprattutto nel restyling del logo iniziale ma anche nel passaggio dalla “mela a righe colorate” alla “mela monocromatica” come vediamo nell’immagine sotto.

restyling del logo apple

La mela di Newton, il collegamento originale, è rimasto. Il resto è stato ultra-semplificato. Il restyling che ha coinvolto la mela a righe colorate del ’98 ha segnato il boom per l’impresa.

Semplicità, immediatezza, equilibrio estetico. Il senso del prodotto apple è meglio comunicato con semplici elementi grafici piuttosto che con storie complesse come nel primo tentativo del ’76.

Restyling del logo Shell

Un altro bel esempio è quello del logo Shell. Le prime versioni assolutamente dilettantesche hanno visto nel dopoguerra una salto netto nella progettazione fino ad arrivare all’attuale logo che non viene nemmeno accompagnato dal nome.

restyling del logo shell

L’originale conchiglia rimane in tutta la sua storia. Il restyling è principalmente grafico, per la ricerca di un equilibrio estetico e dei colori.

Il caso del logo Audi

Una storia un po’ più… indecisa è quella dell’Audi, a dimostrazione che anche una grande azienda può avere dei ripensamenti completi in termini di immagine.

Attualmente il logo riprende i cerchi originali che rappresentano i “sottobrand” aziendali originari. Tutto molto stilizzato e ridotto all’osso.

restyling del logo audi

Il restyling del logo Juventus

Caso molto particolare è il logo Juventus. Le squadre di calcio sono ossessionate dal mantenere il loro logo originale. Il tifo è una fede e la fede ha bisogno di simboli eterni. Ma la Juventus ha osato infrangere questo tabù. O quasi.

In realtà, anche qui, le origini sono state rispettate. A parte i colori ovviamente, anche la forma che si sottintende e le strisce bianco-nere sono rimaste. Un restyling ardito considerando il soggetto ma necessario considerando l’espansione degli interessi aziendali.

Probabilmente una strada che altre squadre percorreranno se vogliono continuare a competere in quello che è diventato uno dei più grandi business al mondo. Se volete approfondire quale miglior riferimento se non il loro sito web ufficiale?

restyling del logo juventus

Che dire: fine di un’era. È giusto? Certo, è giusto anche questo. Potremmo dire che vi è qualcosa di ancora superiore all’identità aziendale ed è l’individualità aziendale. In altre parole “chi si decide di essere”.

Conclusioni. Identità o Individualità?

La comunicazione istituzionale, quella che parte dal logo e si esprime in tutti gli elementi grafici e di stile che contraddistinguono l’azienda (forme, colori, tono della comunicazione…) non può prevaricare il “chi si decide di essere”.

La fedeltà assoluta alle tradizioni rischia di diventare una prigione. L’individualità è superiore all’identità. Dobbiamo conservare il diritto ad evolverci e di sviluppare nuove o migliori tradizioni.

Perciò spesso, un restyling del logo anche pesante, è necessario. Il confine tra tradizione e innovazione ha molte sfumature e bisogna abilmente riuscire a muoversi nel mezzo.

Se teniamo un collegamento grafico col nostro passato, il cambiamento risulterà più facile. Ed è questo il segreto di un restyling del logo di successo.

È vero che ciò che avete creato, fosse solo un’idea, acquisisce valore anche solo dal passare degli anni. Ma è anche vero che il pubblico non cerca solo affidabilità, competenza, tradizione e storia.

Il pubblico cerca anche innovazione, evoluzione, cambiamento, novità. Questi elementi creano interesse. La tradizione e la stasi si assomigliano molto ma una è vita, l’altra è morte.

I pochi decenni o i secoli di storia di un’azienda sono un capitale ma anche le tradizioni vanno continuamente ricreate altrimenti muoiono. Così rafforzare la nostra identità aziendale passa anche attraverso il cambiamento.

E, visto che ci siete, è l’occasione per creare un logo perfetto, senza compromessi, come spiegato, per esempio, in questo articolo.

 

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