Struttura del libro. Organizzazione dei contenuti

13.02.2021 | 

Rev. 04.05.2025 | 

Carlo Gislon

Come dovrebbe essere organizzata la struttura del libro? In altre parole: di quali sezioni è composto, a cosa servono e in che ordine vanno disposte? Cosa sono e dove vanno inseriti, ad esempio, la premessa, l'introduzione e il colophon? In questo articolo, una guida ragionata all'organizzazione del libro

Sommario

Un libro di qualità (ma, in verità, ogni tipo di pubblicazione) è anche un libro ben organizzato. Per capirci: cosa va dopo la copertina? Dove vanno scritti, per esempio, il nome dell’autore, la data di pubblicazione e i copyright? Dopo il titolo si parte in quarta col testo o ci sono sezioni intermedie?

Questi elementi, e il loro corretto posizionamento, non sono solo una questione amministrativa, informativa o legale di qualche tipo ma hanno decisamente a che vedere con la comprensione e la fruibilità dei contenuti.

La grafica editoriale è un settore ricco di peculiarità, distinte dalla grafica pubblicitaria. Per una comprensione generale del soggetto ti rimando caldamente all’articolo Grafica editoriale. Elementi di criticità.

Struttura del libro. Forma e contenuto

Uno scrittore alle prime armi pensa al corpo principale del testo e poi pensa a un titolo e crede (o spera) che la questione finisca lì e che si possa passare alla preparazione per la stampa o alla pubblicazione della versione digitale.

Egli stesso si accorge però, strada facendo, che manca qualcosa. Se ne accorge da solo o grazie all’amico o all’editore che controlla il testo o comunque “sente” che qualcosa sfugge.

La sensazione è corretta. In realtà, oltre al corpo principale e al titolo, mancano diverse cose, probabilmente più di quanto egli stia immaginando. Insomma, la struttura del libro zoppica un po’.

Perfino una pubblicazione commerciale come un manuale, un catalogo, un libro per il content marketing trarrebbero enorme beneficio da una struttura corretta.

Spesso la differenza che passa tra il prodotto del dilettante e quello dell’editore professionista è prevalentemente nella struttura. Non nei contenuti. Ma la struttura non è solamente “forma”, è contenuto stesso come lo è il testo.

Tra l’altro, sapevi che esistono alcuni elementi obbligatori per legge e altri raccomandati dagli standard internazionali? Niente paura, li sto per elencare.

Elementi obbligatori per legge

Non molti. In base alla Legge 8 febbraio 1948 n. 47, vanno indicati luogo, nome, anno e domicilio dello stampatore, il nome dell’editore e del direttore responsabile (per i giornali) .

La legge parla di qualsiasi lavoro destinato alla pubblicazione, non necessariamente a pagamento e non necessariamente un lavoro editoriale e non necessariamente contenuto in ciò che si può definire comunemente libro o rivista.

Rimando comunque alla consulenza di un professionista per dipanare dubbi e perplessità in tal senso. Nel dubbio consiglierei comunque di inserire tali elementi poiché, come accennato, non rappresentano solo una formalità.

La struttura del libro “minima sindacale”

La copertina, il frontespizio, il colophon, il corpo del testo

Potremmo dire che la struttura più semplice, ad esempio quella di un romanzo o di un saggio, presenta come minimo:

  1. Copertina. Eviterei di darne una spiegazione. Ma puoi trovare alla pagina Grafica per Copertine, Libri e riviste.
  2. Frontespizio. È la prima pagina dopo la copertina che di solito contiene il titolo, l’autore e l’editore col suo logo. Fanno parte del frontespizio ma di solito sono su una pagina separata altre informazioni come i copyright e altre note di redazione.
  3. Corpo del testo. Il contenuto vero e proprio che a sua volta può essere suddiviso in parti e sezioni (es. capitoli).
  4. Colophon. In senso stretto contiene informazioni di stampa (chi l’ha stampato e quando almeno). Di solito si trova a fine libro o all’inizio.

Un frontespizio senza il logo dell'editore

Nel colophon vanno incluse informazioni di stampa, legali, commerciali
Inizio capitolo
Le prime due immagini mostrano il frontespizio. La terza, l’inizio del capitolo nel corpo del testo. Dal libro Il colore dei capelli – per Trend Color – progetto grafico Carlo Gislon
Pagina contenente il colophon, ultima pagina del libro di solito

Colophon libro Anatomia di Base per Artisti, Piccin Editore

Orientare il lettore e fornire un’anteprima

L’indice generale

Quanto sopra è il minimo sindacale che purtroppo raramente si dimostra sufficiente per un prodotto professionale.

Anche se il nostro è un libro breve, si rende necessario offrire a colpo d’occhio un’idea dei contenuti e un orientamento per una facile ricerca utilizzando l'”indice generale”. Il nostro elenco ragionato dei contenuti si evolve e diventa quindi:

  1. Copertina.
  2. Frontespizio.
  3. Indice generale. Contiene l’elenco dei capitoli e di altre sezioni eventuali nel loro ordine e serve sia come ricerca che per offrire un quadro complessivo dei contenuti.
  4. Corpo del testo.
  5. Colophon.

(Vedi l’articolo Come scrivere un indice)

Il “Capitolo Zero”

L’introduzione

È probabile che l’autore si ritroverà quasi in modo naturale a sentire la necessità di fornire un’anteprima dei contenuti o informazioni basilari o propedeutiche alla storia che preferisce distinguere dai contenuti principali.

L’introduzione è “quasi” un capitolo del libro ma diciamo che è fuori dalla narrazione o dal flusso temporale principale. Potrebbe servire a dare un quadro generale di partenza, delle informazioni generali per comprendere l’opera, come la descrizione degli antefatti o dei personaggi.

La struttura del libro si arricchisce quindi dell’introduzione:

  1. Copertina.
  2. Frontespizio.
  3. Indice generale.
  4. Introduzione. Contiene informazioni generali e basilari per una migliore comprensione della trattazione che segue.
  5. Corpo del testo.
  6. Colophon.

E perché mai dovrei leggerlo?

La struttura del libro e il ruolo della premessa

Se vogliamo spiegare cosa c’è all’origine del nostro lavoro, come vada interpretato, cosa ci ha spinto a scriverlo o perché si dovrebbe leggerlo, dobbiamo aggiungere un altro tassello: la premessa o prefazione.

La premessa è un messaggio dell’autore ma potrebbe esserlo anche del narratore, quel personaggio di cui a volte l’autore si serve in un romanzo per raccontare la storia. L’ordine diventerebbe:

  1. Copertina.
  2. Frontespizio.
  3. Indice generale.
  4. Premessa/Prefazione. Gli antefatti, il contesto, le basi del ragionamento.
  5. Introduzione.
  6. Corpo del testo.
  7. Colophon.

La premessa o prefazione viene prima dell’Introduzione e differisce da quest’ultima perché non tratta dei contenuti esposti ma delle motivazioni e del soggetto in generale.

Inizio prefazione

Struttura del libro e illustrazioni

L’indice delle immagini

In un libro dove le illustrazioni, le foto e le tabelle vestono un ruolo di per sé importante, si rende consigliabile un ulteriore indice. Aggiornando la sequenza…

  1. Copertina.
  2. Frontespizio.
  3. Indice generale.
  4. Indice di immagini e tabelle. Riporta il numero di riferimento, titolo o abbreviazione delle didascalia.
  5. Premessa/Prefazione.
  6. Introduzione.
  7. Corpo del testo.
  8. Colophon.

Vedi come già a questo punto stia diventando più articolato il discorso? E vedi quanto sia migliore la comunicazione complessiva che ne risulta? Comprendi come questi “accessori” arricchiscano il lavoro? Ne stavamo tralasciando di cose, no? E si può fare molto di più. Vediamo.

I contenuti “extra”

Le appendici del libro

Spesso abbiamo la necessità di inserire contenuti che non sono strettamente correlati alla narrazione, che non troverebbero spazio in una specifica sezione o capitolo. Si tratta appunto di “appendici”.

Cosa sono le appendici? Sono tutti quegli argomenti che per soggetto e formato si discostano dal flusso generale del testo. Vanno impaginati a chiusura del libro. Aggiorniamo quindi il nostro schema:

  1. Copertina.
  2. Frontespizio.
  3. Indice generale.
  4. Indice immagini e tabelle.
  5. Premessa/Prefazione.
  6. Introduzione.
  7. Corpo del testo.
  8. Appendici. Tutti i contenuti che non rientrano nel normale flusso del testo o che per il loro formato (ad esempio una mappa) non possono essere, per questioni tecniche, inseriti nella giusta sequenza.
  9. Colophon.

Nei libri più complessi troviamo ulteriori elementi…

Ora facciamo proprio i fenomeni…

Il glossario, la bibliografia, le note, l’indice analitico, la sinossi

Un libro di saggistica o tecnico contiene spesso delle note. Sono disposte a fondo pagina o alla fine del capitolo o del libro (è una scelta di redazione o dell’autore).

Un altro elemento è il glossario che contiene la definizione di termini specifici. È anch’esso a volte necessario, specie in un libro scientifico.

Altro elemento ancora: la bibliografia che raccoglie i titoli di riferimento necessari per approfondire gli argomenti trattati.

Nei libri molto complessi e laddove si voglia aiutare il lettore in modo preciso nella ricerca degli argomenti di maggiore interesse, viene incluso l’indice analitico.

Questo è un indice in ordine alfabetico dei termini o dei soggetti più importanti usati nel testo indicante le pagine dove il termine viene usato. È l’indice per antonomasia ed è quello che intendono gli anglosassoni che chiamano table of contents l’indice posto a inizio libro.

In realtà è un elemento che non dovrebbe mancare quasi mai in un libro di saggistica, scolastico o in un manuale. Un romanzo, invece, non ha bisogno di indice analitico e spesso neanche di quello generale.

«La regola la conosciamo tutti: la saggistica ha un indice analitico (o almeno dovrebbe averlo), la narrativa no.» Dennis Duncan, Indice, storia del, Ed. it. 2022, UTET.

La sinossi è, etimologicamente parlando, un veduta d’insieme. Poche righe, di solito nell’ultima pagina di copertina o su un suo risvolto, dalle quali si può ricavare un’idea completa e concettuale dei contenuti.

La nostra struttura, che potremmo definire quasi completa, arriva quindi a comprendere:

  1. Copertina.
  2. Frontespizio.
  3. Indice generale.
  4. Indice immagini e tabelle.
  5. Premessa/Prefazione.
  6. Introduzione.
  7. Corpo del testo.
  8. Appendici.
  9. Note. Quando non sono definite lungo il flusso del testo a pié pagina.
  10. Glossario. Soprattutto nei volumi tecnici ma non solo.
  11. Bibliografia. I volumi di saggistica e i trattati scientifici in genere hanno corpose bibliografie.
  12. Indice analitico. Quando è importante, per esempio in un libro scolastico, rimandare il lettore nel punto esatto dove viene trattato uno specifico argomento o viene citato un preciso termine.
  13. Colophon.
  14. Sinossi.
La struttura del libro: glossario
Pagina bibliografia

Glossario e bibliografia. Libri vari – studio grafico carlo gislon

La struttura abbastanza complessa di un indice analitico sfrutta rientri e stili di carattere

È finita? A seconda della categoria editoriale specifica potrebbero mancare altri elementi, ad esempio, nei testi scientifici e scolastici, un indice delle abbreviazioni utilizzate da inserire nelle pagine iniziali.

Potremmo, e secondo il mio parere sarebbe vivamente consigliato, aggiungere una sezione conclusioni che fa da contrappunto all’introduzione e potrebbe fare da ponte ad opere presenti o di prossima pubblicazione.

Potremmo inserire delle pagine dedicate alle biografie degli autori se non presenti in copertina e se vogliamo dedicare loro un discreto spazio. Abbastanza spesso vengono aggiunti anche i ringraziamenti.

E l’occhiello? L’occhiello è il titolo che –da solo– appare a inizio libro. Spesso non viene aggiunto lasciando al frontespizio l’incombenza di cominciare il libro ma a voler essere raffinati è giusto che il titolo sia lasciato da solo e non confuso con altri elementi dell’opera come l’editore o l’autore.

Un editore potrebbe poi voler introdurre o annunciare l’opera o fare riferimento a una collana. Il libro si arricchirebbe quindi, prima ancora della Premessa, anche della Presentazione.

struttura libro. Capitolo conclusioni

Dire che è finita è una parola un po’ grossa ma non certo dire che l’elenco che ho fornito sia esaustivo. È un bel po’ di roba, no?

In linea di massima potresti quindi usare questo elenco, al quale siamo giunti con un ragionamento progressivo, come lista di verifica e come corretta sequenza dei contenuti prima di passare il manoscritto all’editore, al grafico o prima di iniziare noi stessi la lavorazione finale.

La questione “organizzazione” è un… capitolo fondamentale nella realizzazione del libro, di solito una grana dell’editore che spesso perde la testa nel sistemare la confusione provocata dall’autore.

Si può dire che poi subentri un’altra bella gatta da pelare, l’impaginazione/progetto grafico che offre il tocco finale in senso organizzativo e di chiarezza dei conenuti e anche estetico.

Struttura del libro e accessibilità

Ultimo ma non ultimo, l’accessibilità dei documenti elettronici trae enorme beneficio da una struttura del libro ordinata e completa.

La produzione di un file accessibile, un pdf e negli ultimi anni sempre più un Epub, impone fondamentalmente che dei tag (letteralmente: etichette) identifichino l’ordine di lettura e la tipologia degli elementi come: titoli, sottotitoli, sezioni, immagini ecc. in modo che il lettore vocale possa identificarli e proporli nel modo corretto all’ascoltatore.

Se la struttura del libro è incompleta o scorretta, il disorientamento in un lettore ipo-vedente è anche maggiore rispetto a quello del normo-vedente.

Per verificare l’accessibilità di un libro, come di un qualsiasi documento, è possibile intervenire in modo molto semplice se disponi di un programma come Word.

È sufficiente fargli riprodurre i testi ad alta voce con l’apposito comando e seguire la narrazione senza guardare la pagina scritta.

I passaggi che faticherai a seguire, sono quelli che richiedono un intervento. Può essere solo una questione di punteggiatura ma potrebbero mancare spiegazioni fondamentali, titoli di paragrafo o potrebbe essere necessaria una migliore organizzazione.

Sono sicuro che queste indicazioni ti saranno di valido aiuto.