Marketing a km (e costi) zero

10 anni fa  •  Di  •  0 Commenti

Il modo più semplice per iniziare una campagna di marketing e far cominciare un  passaparola è partire dalla propria azienda: tenere aggiornati i propri dipendenti, a qualsiasi livello, i propri fornitori e partner e i clienti migliori sui nuovi prodotti, sui servizi, sui conseguimenti (espansione dell’azienda, nuovi punti vendita ecc.), sulle attività promozionali (fiere, eventi ecc.). È un’attività semplice, redditizia ed economica.

Uno dei motivi per cui questa azione potrebbe mancare e che non esistono delle buone linee di comunicazione tra i membri del gruppo. Spesso non esiste nemmeno un tabellone degli avvisi, spesso non vengono fatte riunioni settimanali o tantomeno giornaliere, spesso non viene ritenuto minimamente importante informare i dipendenti di quanto succede, spesso si pensa che non succede nulla di rilevante che valga la pena di essere divulgato. È una situazione comune.

Può sembrare ininfluente informare pochi dipendenti, magari solo 4 e 5 nelle imprese più piccole. Cosa possono mai incidere nelle vendite? Cosa può contare l’opinione di poche persone nei confronti di un mercato così ampio? Sono tutte considerazioni sbagliate. Sono sbagliate perché esiste il passaparola, la più efficace forma di pubblicità. Esiste quello positivo, quando si parla bene di qualcosa ma esiste anche in senso negativo, quando se ne parla male. L’atmosfera di un’azienda si riflette all’esterno. Il personale sulle vendite ha naturalmente l’impatto maggiore perciò dovrebbe essere tenuto costantemente informato ma non trascurate il restante.

In questi schemi si può fare un raffronto tra pubblicità “diretta”  e passaparola:

Schema pubblicità passaparola o virale

Nella pubblicità diretta del primo schema, l’azienda deve direttamente comunicare col suo pubblico. Questo costringe a investimenti maggiori e più organizzazione. Nel passaparola, come si vede nel secondo schema, è sufficiente che la comunicazione inizi  con un numero limitato di individui per iniziare a diffondersi a macchia d’olio.

Quando il management o semplicemente il titolare, nelle piccole imprese, si trova a “non aver niente da dire”, a non aver niente di rilevante da comunicare ai suoi dipendenti,  significa che  sta semplicemente trascurando questo aspetto oppure che si sta trascinando nel lavoro quotidiano privo di stimoli e di scopo. Se questo è il caso significa che è venuto il momento di pensare a stabilire delle nuove mete e a lavorare in quella direzione.

Si dovrebbe trovare sempre qualcosa da promuovere, un prodotto o un servizio dove concentrare per un certo periodo i propri sforzi di marketing. Un messaggio deve essere ripetuto per diventare vero. Una campagna dovrebbe iniziare all’interno dell’azienda e tutti dovrebbero contribuire. Ci sono molti modi per farlo. Il più economico è iniziare da chi si  trova nell’azienda e da chi ne è in stretto contatto. Si possono appendere avvisi su un tabellone delle notizie, si può distribuire un volantino “fatto in casa” o una lettera. Si possono inviare email a fornitori e collaboratori. Si può consegnare un gadget, del vestiario come una maglietta, un berrettino ecc. e farli indossare come divisa.  Se vengono stampati dei poster, esponetene qualcuno anche nell’azienda, in tutti i reparti. Se vengono stampati del volantini, metteteli su degli espositori in varie aree dell’azienda (non liberi sui tavoli e sulle scrivanie). Se avete creato un nuovo prototipo, create un’esposizione in un’area di passaggio. Si possono escogitare tante cose che valorizzino il prodotto.

Si crea così un passaparola che parte dall’azienda.

Il passaparola non dipende solo dalla qualità del prodotto. Il passaparola è alimentato ancora di più dal “mito” del prodotto. Ciò che si sente dire è più importante di ciò di cui si è certi. Mettere in giro notizie vaghe e misteriose è più efficace che dare informazioni precise. Le persone sono attratte dal mistero e tenderanno a chiedervi nuove informazioni. Lasciare intravedere ciò che sta sotto è molto meglio che mostrarlo. Questo è sempre vero. Un messaggio promozionale non è un manuale tecnico. Altrettanto efficace è creare attesta per un prodotto che deve ancora essere rilasciato (un po’ come i trailer dei film). Comunque, mistero o non mistero, il passaparola va alimentato.

Anche le condizioni di chi lavora determinano un passaparola, positivo o negativo. L’istituzione di un’area dove i dipendenti possono mangiare o trovare qualcosa con cui distrarsi nelle pause, per fare un esempio, si riflette in un passaparola positivo che arriverà anche ai clienti stessi.

I social network

Questi strumenti sono un amplificatore del passaparola. Ecco che ogni evento, ogni nuovo prodotto, ogni conseguitmento, piccolo e grande, dovrebbe riversarsi sui social network per approfittare di questo recente sviluppo del web. Quando segnalate sulla vostra pagina facebook una novità essa inizierà ad entrare in un giro di segnalazioni tanto potente quanto è importante è la vostra segnalazione e quanto più ampio è il vostro numero di amici e il numero di amici di questi amici e così via. Quando inserite una notizia nel vostro blog, non solo la rendete disponibile ai lettori di quel blog ma facilitate la sua segnalazione da parte di questi lettori ad altri blog, ad altri siti e nei social network in una reazione a catena.

Naturalmente vi trovate a competere con molte altre aziende, perciò la qualità della comunicazione è molto importante. Il modo in cui vi proponete, la qualità dei servizi e dei prodotti, faranno la differenza. Ma non restate fuori da questo circuito. Il web ha ancora molto potenziale da sviluppare.

Cominciate il vostro maketing da dove non costa nulla: dalla vostra impresa, dai vostri dipendenti, dai vostri collaboratori e dai migliori clienti creando un passaparola.

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