Content Marketing – un parolone che significa: marketing fatto coi contenuti. Uno strumento del content marketing è il libro aziendale. Ma è possibile scriverlo senza essere scrittori? Ecco dei suggerimenti.

Il titolare di una officina che realizza un libro svelando i segreti della buona manutenzione, l’impresa di serramenti che pubblica un manuale in cui spiega come far durare a lungo le finestre e distinguere una buona posa in opera… sono entrambi esempi di Content marketing.

Il principio è semplice: scrivere qualcosa che interessa al tuo pubblico. Non concentrarsi su quello che “dovrebbe sapere” ma su quello che “vorrebbe sapere” e non considerarla una forma pubblicitaria ma di informazione.

D’accordo, mettere in pratica tutto questo non è facile e mi sono chiesto perciò: è possibile dare qualche consiglio per alleggerire il fardello? Credo di sì.

Ho attinto quindi alla mia lunga esperienza e a qualche utile consiglio che ho trovato sul web selezionando quello che è applicabile al content marketing.

Insomma, come scrivere un libro anche se non si è scrittori? Dove trovare l’ispirazione? Come dargli una forma professionale?

Come scrivere un libro per il content marketing
Graphic design: studio grafico carlo gislon, stampa + epub

Che genere di contenuti?

Così, per dissipare ogni possibile dubbio, esordiamo con un’affermazione semplice se non ovvia: i contenuti devono essere attinenti il tuo mercato.

Di cosa parlare quindi? Semplice: del prodotto, della sua realizzazione, della su valutazione. Consigli sulla manutenzione, sull’utilizzo, su come trarne tutti i possibili vantaggi, ecc.

Si può però essere anche molto più creativi e prenderla molto “larga”, l’importante è ricondurre tutto a una attività di marketing e, per ribadire il concetto più importante: l’importante è scrivere qualcosa che sia di interesse alla clientela potenziale.

La scrittura

Il primo consiglio che mi sento di dare è “concentrarsi inizialmente –solo – sui contenuti”. Prendi appunti, non preoccuparti dell’ordine e nemmeno dare troppo peso al senso di quello che scrivi, lavora sulla quantità.

Concentrarsi sui dettagli, cominciare col considerare “questo non è adatto, quest’altro è inutile, questo è eccessivamente tecnico, questo è scritto in modo sbagliato…” sarà solo un ostacolo alla creatività e alla produttività.

Scoprirai infatti che lo scrivere libererà nuove idee e ne perfezionerà altre. Te lo assicuro: nel farlo troverai perfino argomenti e spunti anche per ulteriori libri futuri.

Scrivi, scrivi, scrivi. Gli appunti servono apposta a… far casino. E, come ultima àncora di salvezza, sappi che esistono professionisti capaci di dare ai tuoi contenuti la forma dell’opera d’arte.

L’investimento può valere la pena, cerchiamo però di portarci avanti il più possibile.

Quale strumento di Content marketing, il testo dovrebbe garbatamente rimandare alla tua specifica attività. Molto garbatamente, citandola di tanto in tanto, solo quando necessario.

È tutto all’insegna dell’informazione. Prendi nota: il libro che stai realizzando è un servizio. Aggiungi ulteriori contenuti finché non ottieni la forma grossolana finale dell’intero corpo del testo.

Esempio di content marketing

Graphic design: studio grafico Carlo Gislon

La grammatica

Curioso come le persone, pur sapendosi spiegare benissimo quando discutono, si trovano a volte paralizzati dall’idea di scrivere.

Ah se solo avessi preso un po’ più sul serio le lezioni di italiano! Il problema è che nessuno a quei tempi ti disse: «Ehi, guarda che un giorno dovrai occuparti di content marketing».

Scherzi a parte, l’arte dello scrivere non si impara in poco tempo ma c’è un consiglio che mi sento di dare per superare il blocco: scrivere come si parla.

Tempi e coniugazioni li sistemerai dopo, se scriverai frasi inutili le eliminerai dopo, se ne mancano ne aggiungerai, se qualcosa che scrivi ti sembra ingarbugliato, prova a metterla giù in modo più semplice o ad usare altre parole.

Quando parli, sono sicuro, certe forme metaforiche, tipo “sono pieno di lavoro fino ai capelli; sono stato un fulmine a finire; arrivo in un attimo; è buono da impazzire…” ti vengono molto bene.

Sono tutte forme retoriche, sono espressione di arte superiore del linguaggio e le usi continuamente con disinvoltura! La scrittura è uguale, lasciati andare.

Facciamola breve: al diavolo la paura di commettere errori!

Documentarsi

Anche se sei esperto del settore, la scrittura del libro o del manuale richiede di documentarsi e di approfondire aspetti pratici dell’attività: della vostra, di quella della concorrenza, del settore in genere.

Da questo punto di vista, scoprirai che scrivere un libro è un’azione molto formativa e che solo questo renderebbe meritevole affrontare lo sforzo.

Cerca testi simili, libri o articoli sul web, vai in biblioteca. Scova quello che le persone hanno già scritto, non per copiare, ma per ispirazione e per offrire qualcosa di nuovo.

A corto di idee? Leggi, studia, parla con le persone, coi dipendenti, coi fornitori e col cliente, scopri ciò di cui hanno bisogno, che problemi hanno e quello che gli piace.

Come fanno i giornalisti ad avere sempre qualcosa da scrivere, ogni giorno? Semplice: studiano, si informano, leggono, osservano… vivono.

La struttura del libro

Ordina in una sequenza logica i contenuti che hai stilato fin qui, crea una struttura (una sequenza di capitoli provvisoria) che faccia da linea guida per ciò che devi ancora scrivere.

Un’azione molto saggia è osservare come sono organizzati i libri migliori, magari quelli delle case editrici più importanti o, meglio ancora, quei libri che hai trovato essere molto chiari e comprensibili.

In genere fai attenzione agli aspetti che seguono.

Capitoli

I capitoli sono le parti principali del libro, gli argomenti fondamentali, il cuore del lavoro. A loro volta possono essere divisi in paragrafi.

Crea capitoli più o meno della stessa lunghezza. Sembrerà altrimenti (e magari lo è veramente) che certi argomenti siano trattati in modo superficiale. Dividi il libro in capitoli e paragrafi. Rende la lettura più facile e il testo più comprensibile.

Se ti ritrovi a scrivere poche righe su un soggetto, valuta se inserire quei contenuti in un capitolo già esistente. Il lettore si troverà spiazzato nel leggere capitoli molto lunghi ed altri molto brevi.

Appendici e “box”

Per gli argomenti un po’ fuori contesto o per degli approfondimenti che andrebbero a interrompere il filo conduttore, usa le Appendici, non creare dei capitoli, non cercare di forzare questi contenuti nel flusso principale del racconto.

Puoi anche creare dei riquadri, dei box, come li chiamo io. Evidenziati e separati dal testo principale mediante una cornice o un fondino.

Come dice il nome, l’Appendice è un’aggiunta, un complemento, un arricchimento. Se il libro “funziona” anche senza, allora è un’appendice, se è un argomento indispensabile, va all’interno dei flusso principale.

Premessa e introduzione

Precedi tutto con un premessa. Perché hai scritto il libro? Che criteri hai usato? Da dove nasce l’ispirazione? Perché dovrebbe essere letto? La premessa tratta gli antefatti.

Scrivi un’introduzione. Non partite a tutto gas. Scrivi un paragrafo introduttivo che possa anticipare i contenuti generali, qualche ausilio su come affrontare la lettura, una spiegazione della struttura. L’introduzione è una chiave di lettura.

Indice

Indice e contenuti si influenzano a vicenda. È possibile che lavorando sull’indice ti accorga che manca qualcosa, che sia necessario un capitolo o del contenuto in più.

È anche vero il contario: che nuove idee e nuovi contenuti richiedano delle modifiche all’indice.

L’indice del libro non è solo un modo per cercare contenuti ma è un importante strumento per verificarne la corretta struttura e facilitarne la compresione.

Se il libro è molto tecnico puoi pensare di inserire più indici. Uno per i capitoli e paragrafi principali. Uno per le illustrazioni, uno per gli schemi e le tabelle. È possibile anche aggiungere un indice alfabetico alla fine.

Copertina

Il titolo si deve notare, il carattere con cui è scritto deve essere “esagerato”. Hai presente la segnaletica dell’autostrada? Deve essere breve e accompagnato da un sottotitolo altrettanto breve. Aggiungi il tuo logo in copertina. Sei l’editore.

Come immagine, puoi scegliere un tuo scatto fotografico o una foto d’archivio reperibile su internet. Assicurati che sia di libero utilizzo. Anche in tal caso potresti assoldare un professionista se ti serve un tocco di qualità superiore.

La copertina deve avere un retro, detto anche quarta di copertina. Va inserita una sinossi: una brevissima anticipazione dei contenuti. Aggiungi la biografia dell’autore o degli autori. Si può aggiungere il logo della società e il codice a barre, se l’hai acquistato apposta.

Dovresti considerare anche un dorso, che riporta il titolo e serve a trovare il libro sugli scaffali.

Aggiungi una biografia alla fine del libro e sul retro della copertina. Puoi parlare brevemente della tua vita, della tua carriera, della tua azienda.

La revisione

Stampa il libro. Non verificarlo solo sullo schermo, nemmeno se è solo un ebook. Sulla stampa è molto, molto più facile notare gli errori. Se a video ne noti dieci, sulla carta ne noterai venti (e la proporzione è prudente).

Il libro va letto da altre persone prima di essere pubblicato. L’autore passa così tanto tempo sul testo che dopo un po’ non si accorge nemmeno se è capovolto.

Eventualmente potresti rileggerlo solo tu stesso ma dopo che hai fatto passare alcuni giorni e rileggerlo ancora un’altra volta, dopo un altro paio di giorni.

Potresti chiedere la collaborazione di dipendenti dell’azienda. Potrebbero perfino dare il loro contributo per quanto riguarda i contenuti, rilevando parti mancanti o punti male espressi o perfino inesattezze tecniche.

Concentrati su alcuni aspetti. La copertina e i titoli dei capitoli non devono avere errori, nemmeno in quelli riportati sull’indice, dove va controllata molto bene la numerazione delle pagine.

Gli errori che si notano di più e quelli che rischiano di affibbiare l’etichetta “dilettante” al lavoro sono quelli nelle pagine iniziali. Come si suol dire “non c’è una seconda occasione per dare una prima impressione”.

A questo punto, se non sei uno scrittore professionista, il tuo libro conterrà ancora errori grammaticali, errori di battitura e paragrafi scritti in modo poco chiaro.

Cerca di fare il meglio che puoi e poi assolda un professionista. A questo punto è fortemente raccomandato. Meglio avrai fatto i punti precedenti e meno ti costerà e migliore sarà il lavoro finale.

Non farti comunque frenare dalla possibilità di fare errori, di qualsiasi tipo. Abbiamo l’abitudine a concentrarci troppo su di essi. Se un libro ha buoni e utili consigli sarà un libro molto più apprezzato di un libro perfetto e perfettamente inutile.

La pubblicazione

Ora il libro è pronto per essere impaginato in modo professionale: scegliere il carattere del testo e dei titoli, le dimensioni della pagina e dei margini, il tipo di allineamento del testo, le ultime correzioni, la preparazione per la stampa, la realizzazione del formato ebook (Epub e/o pdf).

Anche per questo esistono professionisti molto titolati ma nulla ti vieta di avventurarti anche in questo aspetto tramite servizi on line di pubblicazione.

Amazon e Streetlib, per esempio, pubblicano in formato digitale e cartaceo senza che l’utente debba anticipare spese (a meno che non desideri acquistare copie per sé stesso). Accettano diversi formati e danno tutte le indicazioni necessarie per interno e copertina.

Conclusioni

Il lavoro su un libro non finisce mail al 100%. È quasi certo che dopo la pubblicazione il libro necessiti di piccole modifiche e correzioni. È normale, leggendo e rileggendo un libro trovare sempre qualcosa da migliorare.

È possibile notare perfino interi argomenti tralasciati. Non è questione di sbagli. È semplicemente il segno che la propria competenza aumenta.

Una prima edizione ha sempre qualcosa da sistemare e perfino le successive. Annota tutte le correzioni necessarie, potrai pubblicare più avanti una seconda edizione.

Pubblicare un libro ci immerge in un settore che fino a quel momento avevamo solo sfiorato. Ti avviso: sarà un’avventura, pericolosa e piena di imprevisti. Perciò, che aspetti?