Scrivere per il marketing

La mia proposta per migliorare in modo istantaneo all'incapacità di scrivere. Un suggerimento ragionato e solo in apparenza un po' oltraggioso e contrastante con gli insegnamenti canonici che può servire perlomeno per sbloccare il vostro talento di scrittori in attesa che lo studio e la pratica consolidino le vostre abilità

Sommario

Prova a scrivere come parli

Questa è la mia proposta eretica. Le persone in genere hanno diversi problemi a scrivere. Credo influisca una sorta di barriera mentale, sto alludendo al convincimento che lo scrivere sia molto diverso dal parlare.

In effetti, nella pratica, spesso lo è e negli insegnamenti spesso ci viene rimarcato. Ma lo è solo perché le persone quando parlano, strano a dirsi, sembra gli interessi poco farsi capire oppure perché sopperiscono col gesto alla carenza di linguaggio.

In realtà, linguaggio o scrittura, l’obiettivo è il medesimo: “comprensione”. La vera differenza è che mentre si parla possiamo correggere e approfondire in modo diretto quanto proponiamo all’interlocutore, nello scrivere abbiamo, in un certo senso, una sola possibilità e si deve perciò essere più tecnici ed esaustivi.

Scrivere o parlare, sempre comunicazione è, e spesso chi ha problemi a scrivere ha problemi anche a farsi capire quando parla.

Questo “deficit” è frutto, sì, di ignoranza lessicale ma anche di un’idea che forse proviene dall’insegnamento scolastico dove si fa una grande distinzione tra “orale” e “scritto” e dove si dà una grande enfasi alle regole grammaticali senza spiegarne il loro utilizzo pratico nel linguaggio corrente.

Vi ricorderete tutta l’insistenza sullo “scrivere bene” e la zero-insistenza sul discorrere in modo appropriato.

“Dove metto la virgola?” è un classico esempio di come ci si perda in un bicchier d’acqua a causa di questa forma-mentis. Chissà perché quando si parla le virgole sono sempre al posto giusto mentre quando si scrive no.

A dire il vero il perché è molto semplice: non si ha capito cosa significhi qeueto segno. La virgola è una breve pausa nel discorso. Pausa che crea significato.

Ufficio Complicazioni Affari Semplici

Non va mai in vacanza il personale dell’UCAS. Molto diligente, è sempre pronto a offrire giudizi e suggerimenti che complicano le cose.

Quando ci rivolgiamo ad un amico, parlando, diciamo: “Ciao Giuseppe, sai, ieri al cinema ho visto un film che mi ha fatto morire dalle risate!” Una frase perfetta, che c’è da complicare?

Eppure l’Ucas la correggerebbe così: “Ciao Giuseppe, ti scrivo per informarti che ieri sono andato a vedere un film al cinema. Volevo dirti che mi sono molto divertito e ti vorrei consigliare di andarlo a vedere…”

Perché queste complicazioni?

In realtà non dovrebbe cambiare molto tra scritto e parlato. Se non fate brutte figure quando parlate, non le dovreste fare neanche quando scrivete.

Un bravo scrittore “sembra che parli”. Allo stesso modo, si potrebbe che un grande oratore “sembra che scrivi”.

La retorica ovvero l’arte del parlare e dello scrivere

“Non parlare in maniera retorica!”, abbiamo sentito spesso dire. In realtà sarebbe più utile la critica opposta “metti un po’ di retorica nei tuoi discorsi!”

Retorica: “Arte del parlare e dello scrivere in modo persuasivo, efficace ed esteticamente pregevole” – Dizionario Sabatini-Coletti. Cosa c’è quindi di male nella “Retorica”?

Ma la retorica non viene insegnata perché ha assunto un significato negativo di linguaggio artificioso, bugiardo.

“Rapido come un fulmine”, “agile come una gazzella”, “sei un pozzo di scienza”, “un vulcano di idee”. Sono esempi di retorica. Non è un semplice colorare il linguaggio. È far arrivare il messaggio in modo chiaro e rapido. La retorica può essere imparata iniziando con un semplice libro sulla scrittura, appunto.

L’uso della retorica ricorda molto il linguaggio pubblicitario, specialmente quando si voglia creare un posizionamento istantaneo. I pubblicitari dovrebbero dare qualche lezione agli scrittori noiosi!

Conclusioni

Come faccio a pubblicare il mio blog? Come metto in atto una strategia di “article marketing”? Come faccio a riempire il mio sito web di pagine interessanti? La mia proposta è: scrivere come si parla.

Certo, esiste l’Intelligenza Artificiale. Meglio di niente, un’arma potente se usata da un copy esperto. Una soluzione illusoria nelle mani del dilettante.

Dopo un po’ ci si scontra con questo problema. Scriviamo i nostri primi articoli, le nostre prime pagine e poi, dopo molti ostacoli superati o aggirati a fatica, si rallenta, si incespica e non ci si rialza più di fronte alle insidie dello scrivere.

Vorremmo raccontare una nostra esperienza, una nostra proposta, una riflessione che troviamo interessante. Vorremmo rendere più interessanti le nostre pagine web, qualcosa in più di semplici schede tecniche ma la barriera è lì davanti.

Se si vuole avere un bel sito web bisogna saper scrivere bene o dovete farlo fare a qualcun altro e pagare un bel po’ di soldini. Una scorciatoia potrebbe essere quella di fare vedere i vostri testi da qualcuno che sa scrivere bene. Un’altra è l’intelligenza artificiale, come accennato.

Ogni prodotto, ogni servizio, ogni loro aspetto, ogni esperienza di lavoro contengono un’avventura interessante da raccontare – se la si sa raccontare. La lettura di un semplice libro sull’arte dello scrivere è un ottimo punto di partenza.

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