Il processo creativo. Seconda parte: composizione, illustrazione, fotoinserimento

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Anche le migliori idee falliscono pietosamente se non sono sostenute da solide capacità tecniche ed esperienza pratica. Dopo il brainstorming, ecco il secondo aspetto principale del processo creativo. Scopriamo cosa c'è dietro le quinte della realizzazione di un progetto grafico professionale.


Come promesso eccoci alla seconda e ultima parte dell’articolo su quello che ho chiamato “processo creativo”: dal concetto alla realizzazione finale del nostro prodotto. Come sul primo continueremo a riferirci al flusso di progettazione di un lavoro reale in ambito grafico:  la copertina per una rivista.

Eravamo rimasti alla tecnica del brainstorming, creatività allo stato puro: come stimolarla, come liberarsi dai luoghi comuni, dai preconcetti, dai seguaci della religione dello status quo, che tengono le menti schiave in recinti immaginari, per diventare invece noi stessi artefici di nuove regole e paradigmi.

Processo creativo: l’importanza della tecnica

Ma nessuna idea, neanche la migliore e più funzionale, prenderà forma senza la capacità di metterla in pratica. Molti principianti e dilettanti pensano di non avere idee abbastanza buone. È più probabile che difettino, invece, nella capacità di mettere in pratica la propria creatività.

Così continuano a tuffarsi in tentativi disperati e non si rendono conto che il loro destino è spacciato, attratti dalla trappola del “ciò che conta è essere creativi”.

Se un pittore non sapesse come mescolare i colori per ottenere quello preciso o come accoppiarli per fare risaltare il soggetto, non arriverebbe a produrre un’opera artistica degna di chiamarsi così.

Se un grafico non sapesse come mettere assieme dei caratteri diversi, come creare interesse disponendo gli elementi sulla pagina, dove creare dello spazio bianco o come creare contrasti, molto difficilmente riuscirebbe a produrre una pagina o un poster capaci di mettere in atto l’idea proveniente dal brainstorming.

Se un architetto non conoscesse proprietà e caratteristiche strutturali dei materiali e il loro modificarsi nelle intemperie non saprebbe mettere in pratica la sua idea innovativa.

Gli esempi possono continuare all’infinito. Come dice il proverbio? “Le vie dell’infermo sono lastricate di ottime idee”. Non è proprio così ma suona molto simile.

Molti principianti e dilettanti pensano di non avere idee abbastanza buone. È più probabile che difettino, invece, nella capacità di mettere in pratica la propria creatività.

La strada per diventare dei “folli e geniali creativi” passa probabilmente dalle esercitazioni più banali e noiose che esistono, da una ottusa e irragionevole disciplina. La sua mancanza è la causa principale del naufragio dei migliori aspiranti artisti e creativi in generale.

Quando un pittore, un musicista, uno scrittore o un architetto si saranno liberati dal fardello delle loro incertezze tecniche, solo allora potranno in modo quasi naturale produrre degli elaborati capaci di illuminare e incantare le persone.

La tecnica come valore artistico in sé

La tecnica è così importante che da sola, ai suoi massimi livelli, è capace di dare tutto il valore artistico a un’opera. Molti artisti basano il loro successo solo sulla tecnica. Non si può però dire l’opposto: che il concetto sia così importante da annullare il fattore tecnico. Un quadro surrealista appare tecnicamente “sconclusionato” solo a occhi non esperti.

Non è una foto e neanche un 3D. È un dipinto a olio “iper-realista” – fatto a mano insomma, con tecniche “pre-digitali”. La padronanza tecnica raggiunge così alti livelli che è capace da sola a dare un alto valore a un’opera anche priva di concetto creativo. Autore Pedro Campos
Questo è un esempio in un certo senso opposto al precedente. La realtà viene distorta a favore del concetto. Tuttavia, solo chi conosce perfettamente le proporzioni della figura umana, sa distorcercela in modo sapiente come in questo caso. Dipinto surrealista dell’artista vietnamita Duy Huynh.

Mentre la capacità di originare un’idea è in sé è una qualità innata che occorre solo liberare dai vincoli del nostro stesso pensiero, ad esempio tramite la tecnica del brainstorming citata, il processo creativo nel suo insieme e la sua realizzazione pratica, sono frutto di studio ed esercizio costanti e intensi.

Non esiste quindi una lezione di qualche ora che ci permette di diventare artisti o creativi in genere. Esiste però una tecnologia precisa, a volte con qualche variante, per ogni settore, che è possibile, di certo, imparare.

Conosco quella del mio mestiere, quello del grafico che potremmo semplicemente prendere ad esempio. In questo settore esistono metodi ed esistono strumenti la cui padronanza, a un livello tale da saperli usare “senza doverci pensare”, assieme a una buona idea creativa, possono produrre risultati professionali.

Torniamo al nostro caso-studio

Torniamo quindi alla nostra copertina. Dal concept partorito in fase di brainstorming, è partita la faticosa ricerca delle immagini più adatte per metterlo in pratica. Dopo almeno un’ora e diverse altre immagini scaricate dalla mia banca immagini rivelatisi inadatte, finalmente alcune si mostrano promettenti:

 

Per questo lavoro utilizzo infatti una tecnica di illustrazione basata sull’utilizzo di immagini d’archivio. Consiste nel mettere assieme, modificare ed elaborare con filtri e aggiunte pittoriche immagini pre-esistenti.

Le azioni principali che hanno portato al risultato dell’immagine definitiva in basso sono state: 1. Scontorno e riflessione dell’immagine della ragazza, 2. Deformazione dell’immagine dell’edera, 3. Sovrapposizioni e mascherature, 4. Aggiunta ombre, 5. filtri speciali.

Aspetti che mettono alla prova la padronanza di Photoshop, della pittura, del disegno e della conoscenza del colore. L’idea ha preso finalmente forma: una persona affranta –dalla– e –nella– desolazione di un paesaggio moderno e decadente che tuttavia viene soccorsa dalla vita, che pur sempre trionfa e che pur sempre prosegue, rappresentata dall’edera, simbolo a sua volta di tenacia.

Missione compiuta. Era quello che volevo. Una piccola avventura andata a buon fine per la soddisfazione mia e del cliente. Una piccola ma vera avventura perché in effetti non si è mai certi a priori come si andrà a risolvere il problema e la soluzione finale è sempre in parte un’incognita.

Non so mai quale sarà la soluzione a una richiesta del cliente ma so che la troverò se lascerò che la creatività fluisca libera da vincoli e pregiudizi.

Questo è quanto succede quando una buona creatività è sostenuta da una solida competenza tecnica. Si applica al grafico, all’artigiano, al progettista. Ho già trattato in maniera precisa e pratica molti aspetti tecnici: l’uso del colore, le regole della composizione, la tecnica del fotoinserimento. Ti rimando a tali articoli per un approfondimento.

Tali sforzi tecnici sono ben distinti dal concept creativo ma sono assolutamente indispensabili per metterlo in pratica. Esistono libri in abbondanza, corsi ed esercitazioni preconfezionate che ci consentono di saperli padroneggiare ed esiste, naturalmente, la necessaria esperienza sul campo, su lavori “reali” che mette il suggello alle nostre abilità e ci rende quei professionisti sicuri di noi stessi che vogliamo essere.

Non so mai quale sarà la soluzione a una richiesta del cliente ma so che la troverò se lascerò che la creatività fluisca libera da vincoli e pregiudizi, sostenuta dalla capacità tecnica necessaria.

Terminiamo il lavoro

Manca ancora una cosa. La grafica è fatta ma ci sono altri elementi da inserire e coordinare. Ecco quindi scelto il colore per la testata (il nome della rivista), il colore e le dimensioni dei titoli, la loro disposizione. Naturalmente tutto in linea col progetto grafico generale e in linea di massima prestabilito. Voilà, la copertina è bella e finita.

Ora è il momento della stampa e anche qui troviamo alcune questioni che è meglio prendere in seria considerazione per un buon risultato finale. Aspetti tecnici e in un certo senso “meccanici” come la risoluzione delle immagini, le smarginature, il formato pdf adatto, i profili colore, la ricerca maniacale di refusi.

Così siamo alla fine di questa sintesi del processo creativo, dal brainstorming per l’idea generale che abbiamo ben descritto nella prima parte, al prodotto finito tramite le regole e gli strumenti della composizione grafica.

Il risultato finale del nostro caso di studio è quindi quello che si vede nella figura in basso. Una copertina per la rivista nazionale Nexus New Times. Capolavoro o esecuzione mediocre? Non è questo il problema. Un lavoro fatto professionalmente? Sì, ed è questo il problema.

Conclusioni

Se tentate una ricerca sul web con parole chiavi come “processo creativo”, scoprirete che questo è uno dei settori in cui “L’Ufficio Complicazioni Affari Semplici” si è dato più da fare. Il ben noto UCAS, con centinaia di migliaia di dipendenti. Al suo interno vi lavorano alacremente illustri psicologi, filosofi e artisti falliti in veste di critici d’arte.

Sarcasmo a parte, perfino in queste alte sfere, troverete alla fine una conferma degli elementi base che ho illustrato in questi due articoli: una fase di ideazione e una più tecnica di realizzazione.

Lasciamo quindi le interminabili dissertazioni alle menti più sofisticate e accontentiamoci, noi persone semplici, della gioia più grande che in fondo l’essere umano possa sperimentare: quella del creare.

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