Il processo creativo. Prima parte: la tecnica del brainstorming

4 mesi fa  •  Di  •  0 Commenti

Creativi si nasce o si diventa? La risposta questa volta è chiara e ben argomentata. Dal concetto iniziale alle abilità tecniche e pratiche che permettono di dare forma alle migliori idee.


Naturalmente tutti sanno che “creativi si nasce” e non lo si diventa. E come molte cose che tutti sanno, anche questa idea è utile come un paracarro in mezzo alla strada. Creativi si diventa, eccome! Esiste una tecnologia della creatività e la tecnica del brainstorming ne è il grimaldello. Ecco spiegato come funziona. Alla fine un esempio reale nel settore grafico.

Definizione e metodo della tecnica del brainstorming

Non esiste una traduzione italiana poiché il termine brainstorming nasce in ambito pubblicitario americano molti decenni fa e si è ormai consolidato come tale. La traduzione letterale potrebbe essere: “Tempesta di cervelli”, una buona: “Pensiero libero”.

Per definizione è una riunione in cui ogni presente esprime le sue idee riguardo la soluzione di un problema senza che vengano espresse censure e autocensure. In pratica, ognuno dice la sua e si prende nota di tutto, vietato esprimere giudizi negativi, biasimo o scartare a priori qualsiasi suggerimento.

tecnica brainstorming

Tranquilli però, si può fare benissimo anche da soli, come mostrerò nell’esempio finale. Alcuni studi rilevano, anzi, come la procedura da singolo sia più produttiva. Tuttavia in un team di persone il gruppo può contribuire e deve necessariamente arrivare a un accordo.

Il processo continua quindi a ruota libera, una proposta tira l’altra, ne stimola di simili o di completamente diverse. Stranamente le idee prendono comunque un percorso e prenderanno forma in un concetto nuovo definito e condiviso.

libro tecnica brainstorming
Il libro originale dove è apparsa per la prima volta la spiegazione della tecnica del brainstorming, pubblicato nel 1957 e disponibile on line. Esiste perfino la versione originale, un po’ caruccia a 130 euro. Un pezzo di storia.

Le basi filosofiche della tecnica del brainstorming e i nemici della creatività

Perché funziona la tecnica del brainstorming? Non so se troverete altrove spiegazioni altrettanto semplici di quella che vi sto per offrire. Funziona semplicemente perché ci libera del nemico principale della creatività: la logica, il raziocigno di basso livello, la realtà consolidata.

Accordandosi che nessuna idea possa essere criticata, lasciamo libero sfogo ad esse. Abbattiamo qualsiasi steccato e fiduciosi della nostra insita capacità creativa cominceremo la nostra esplorazione in territori sconosciuti e tabù in barba alle… autorità.

Potrebbe quindi esistere anche il processo contrario al brainstorming, “l’ammazza-cervelli”, bisognerebbe chiamarlo. È quello di far intervenire il più grande nemico della creatività, come Joker contro Batman: la logica, il ragionamento basato su fatti, prove e deduzioni. Molti sadicamente la usano. Non ci credete? Avete presente qualcuno che vi mette continuamente degli stop?

Si dice che gli artisti siano un po’ folli, è vero solo se per persone sane di mente intendiamo coloro i quali sono servi della logica e del raziocigno. “Se c’è il sole è caldo”, “Se ti arriva acqua addosso ti bagni”, “2 + 2 fa 4”, “la pelle delle persone è rosa”. Tutte cose molto logiche, tutto molto aderente alla realtà.

Tutto giusto quando bisogna avere i piedi per terra e la testa non tanto lontano. Ma il creativo è colui che crea nuove realtà. E per costui non è per forza vero che se ti arriva acqua addosso ti bagni o che 2 + 2 faccia 4. Non si arrende così presto.

Si dice che gli artisti siano un po’ folli, è vero solo se per persone sane di mente intendiamo coloro i quali sono servi della logica e del raziocigno.

Così inizia il brainstorming e succede che qualche persona, pensando a ruota libera, abbia inventato l’ombrello o più recentemente la matematica quantistica. Qualche altro creativo si accorge che il colore della pelle dipende da come il sole ti illumina e casomai di solito è marroncino, non rosa, e osserva come certe giornate di sole siano gelide. Diciamo che un pochino se ne è fregato del “tutti sanno che”.

E poi, chi se ne importa se una cosa esisterà solo nell’universo della nostra immaginazione? Chi dice che sia un universo di secondo ordine? Non siamo forse continuamente animati dalla nostra immaginazione?

Capacità di osservazione e logica superiore

Così abbiamo invenzioni e forme artistiche ma abbiamo anche una migliore capacità di osservazione della realtà. Il che può sembrare strano ma Il pensiero ora fluisce libero di osservare le cose piuttosto che intrappolato in dati preconfezionati. Perciò, riformuliamo la domanda, chi è il vero pazzo?

Abbiamo inventori e artisti bistrattati o addirittura soppressi che cambiano il nostro modo di pensare e il mondo intero e qualche scienziato, magari, troverà qualche forma logica che darà loro ragione e creerà un bel pacchetto di regole preconfezionate, qualche legge, che il prossimo creativo, ovviamente, calpesterà senza rispetto e il ciclo ricomincerà. Insomma, l’avete capito. Non è la creatività che deve attenersi alle regole ma il contrario.

Un Tizio, un certo Gesù, si dice che un paio di migliaia di anni fa avesse cominciato a raccontare qualcosa che non stesse ne in terra né in cielo anche se lui affermava stesse proprio in cielo. Il raziocinio e la logica del periodo lo ha fatto a pezzi. I romani erano molto razionali in effetti.

Ma anche un più modesto Van Gogh è uscito pazzo e morto povero. A molti altri creativi, nell’arte e nella tecnica, è andata decisamente molto meglio ma giusto per dire che la nostra società è spietata con chi si mette in testa che le cose potrebbero andare diversamente.

Picasso, stufo di dipingere come Raffaello, ha esplorato nuovi mondi e inventato lo stile cubista. Si dice che sia sua la frase “c’è chi dipinge il sole come una macchia gialla e chi fa sembrare la macchia gialla il sole”. Una cosa del genere.

La logica si basa sulla realtà del presente e sarà sempre ostile alla creatività, non lasciate che vi dica “questo non può andare bene” o “questo è illogico” o peggio ancora “non va bene perché si è sempre fatto in altro modo”, oppure ancora “questa idea non piacerà”.

“Questa idea non piacerà” (al pubblico, al cliente, ai colleghi…), è proprio qualcosa che dovete estirpare dalle vostre considerazioni. Vediamo come essere più tecnici nella spiegazione: dovete fottervene se qualcosa piace o no agli altri.

Se è illogico siete proprio sulla strada giusta! Ed in verità, se siete sulla strada giusta, non sarà nemmeno illogico, è forse una logica più elevata, è forse è la logica del “questo universo è come lo facciamo. Punto e basta”.

Sapete che la scienza ha scoperto che un elettrone si comporta diversamente a seconda che lo si osservi o meno? Sapete che ha scoperto che l’osservazione stessa modifica la misurazione della materia? La scienza lo dice, non qualche folle al manicomio. La scienza quantistica per essere precisi, la scienza che sta per spiegare ciò che il creativo intimamente ha sempre saputo.

Per ora accontentiamoci del nostro brainstormiing che, come vi ho accennato, si può fare benissimo anche da soli. Già, purtroppo, i peggiori critici siamo spesso noi stessi, lasciate quindi fluire le vostre idee e non date retta al piccolo demone che vi sussurra “questa è una stupidaggine”.

…purtroppo, i peggiori critici siamo spesso noi stessi, lasciate quindi fluire le vostre idee e non date retta al piccolo demone che vi sussurra “questa è una stupidaggine”.

Esempio di brainstorming nel settore grafico

Volete l’esempio di un mio brainstorming, non una seduta di gruppo ma indivduale? Ho riportato qui sotto alcuni appunti di brainstorming, questi appunti mi hanno portato a una prima soluzione del problema che ho realizzato come bozza. Successivamente la realizzazione di tale bozza ha ispirato una proposta migliore.

Di solito inizio scrivendo su un foglio di carta ogni idea mi venga in mente, ogni parola, ogni concetto, ogni forma geometrica, ogni immagine, frase famosa, personaggio. Qualsiasi (sottolineato) cosa.

Questo apre il flusso delle idee, toglie qualsiasi inibizione. Non c’è parola o scarabocchio che non conti, non c’è banalità, non ci sono idee cattive, non ci sono cose “che non c’entrano” poiché questi sono tutti freni.

È molto importate l’atto stesso di scrivere o abbozzare le idee. Fondamentale. Non vanno lasciate in testa, a parte il fatto che se ne perdono gli appunti, sembra quasi che così inizi un flusso uscente che fa spazio a nuove idee, proprio come quando si toglie il tappo allo spumante. Scrivete, scarabocchiate, abbozzate, bene o male, non importa.

Avrete l’impressione che messe giù le prime cose che vengono in mente, da sotto facciano capolino le idee buone. Le prime ispirazioni saranno le più banali e scontate, le più legate alla logica, all’esperienza attuale, le più prudenti, le successive mostreranno una logica e realtà nuove, più profonde, più ampie.

Non c’è parola o scarabocchio che non conti, non c’è banalità, non ci sono idee cattive, non ci sono cose “che non c’entrano” poiché questi sono tutti freni.

Non scartate proprio nulla, nemmeno un’idea, un’immagine che sembra non avere nulla a che fare. Solo il chiedersi “perché?” è un enorme freno alla creatività. Questa è la logica, lo status quo al lavoro, è la realtà del presente.

Veniamo all’esempio pratico (reale). Un cliente mi ha assegnato questo compito: realizzare copertina per rivista che richiami il concetto di paura e speranza assieme. Inizia il brainstorming.

Inizio la mia seduta di brainstorming. Appunti su carta: coraggio, superamento ostacolo, ostacolo, la vita continua, nonostante tutto la vita trionfa, paura, bad news, non farsi abbattere, tv, telegiornali che bombardano di bad news, Covid 19, paura contagio, ansia, ansia nel seguire bad news, nel vedere tg, bad news > tv > tg, persona davanti tv, ansia > cambiare canale > fame di notizie, vita, sopravvivenza, vegetazione, piante che crescono, natura si riprende il suo spazio, persona preoccupata guarda tv, foglie piante attorno, la avvolgono, crescono su di essa, la natura si riprende il suo spazio, oltre l’uomo, sopravvive nonostante tutto, uomo, foresta, tv, tg, mentre la foresta cresce.

Prima idea che si fa largo tra tutte: persona guarda la tv preoccupata mentre attorno crescono a lei piante: persona con mascherina nella foresta guarda tv, oppure: persona che mentre guarda tv, preoccupata una pianta inizia germogliargli attorno.

Provo a da abbozzarla, lavoro di solito con immagini stock che fondo ed elaboro con Photoshop. Inizialmente ne esce qualcosa di troppo complesso:

realizzazione bozza copertina rivista
Immagine per copertina rivista. © 2020 Carlo Gislon. Tutti i diritti riservati. Qualsiasi utilizzo è vietato senza il permesso dell’autore.

Non va bene. Non vedo ansia paura e nemmeno speranza. Solo una immagine “curiosa”. In questo processo si arriva a considerare di aver messo giù delle idee sbagliate, di aver sprecato tempo. Niente di più sbagliato, si tratta semplicemente della strada che è stato necessario fare.

Non ci sono idee sbagliate o perdite di tempo. Se parti da Padova e pensi di essere arrivato a Milano mentre sei solo a Verona, non significa che tu abbia sprecato tempo o che hai fatto la strada sbagliata. Semplicemente non sei ancora arrivato.

E, detto tra noi, le idee che non possono andare bene per un progetto potranno andare bene per il prossimo, quindi: non buttate via niente.

Il brainstorming continua allora… ragazza timida, angoscia, speranza, natura che viene in soccorso, la speranza rappresentata dalla natura, l’angoscia dal degrado sociale, anime pure, anime grandi ma fragili, inquinamento, ragazza, fiore, rampicante, inquinamento, città in rovina.

Stavolta sembra affiorare l’idea giusta, abbozziamola. Si è giusta, qualche aggiustamento tecnico e sarà perfetta.

realizzazione immagine copertina rivista
Immagine per copertina rivista. © 2020 Carlo Gislon. Tutti i diritti riservati. Qualsiasi utilizzo è vietato senza il permesso dell’autore.

Conclusioni

A questo punto possono rimanere da compiere altre decisioni creative, ad esempio la scelta dei caratteri da abbinare all’immagine quando trattasi di realizzare, per esempio, la copertina di un libro, di una rivista o un poster e sotto questo aspetto può iniziare un nuovo brainstorming.

Il ciclo si ripete e si applica ad ogni fase del lavoro artistico o creativo in genere, può essere anche solo una faccenda quasi istantanea rappresentata da qualche schizzo o frase messa giù, fatta per proprio conto.

Potremmo definire il brainstorming semplicemente come un esercizio per liberare un pensiero troppo vincolato a schemi e soluzioni preconfezionate, incapace di osservare ed elaborare nuove idee. Le applicazioni sono infinite, sia tecniche che artistiche.

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Bene, avete l’arma più potente per diventare dei creativi. Scusate se è poco. Ora conoscete un segreto custodito così bene che nemmeno i migliori creativi sanno di custodirlo!

Nella seconda parte seguiremo il processo creativo e tecnico degli esempi mostrati e come essi si traducono nel prodotto finale che in questo caso è la copertina di una rivista.

Daremo un’occhiata alla tecnica, ai principi del design, del colore e alla integrazione di testi e immagini.

 

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