Cosa serve per scattare una buona foto da catalogo?

Quanto buona deve essere una foto per essere "buona"? Bisogna sempre ricorrere a foto ultra-professionali (e ultra-costose) o va bene anche una foto "da cellulare"? Entrambe le soluzioni hanno i loro sostenitori. In realtà esiste una terza via capace di unire qualità ed economicità e venirci incontro quando proprio (ma proprio) non possiamo o non vogliamo far fare uno scatto professionale

Di | Pubblicato il: 03.09.2015 |
Ultimo aggiornamento: 21.07.2024 | Categoria: Immagini |

Sommario

A dire la verità, si potrebbe farla breve e dire: se hai un budget adeguato rivolgiti a un professionista. Punto. Cerchiamo di non mettere in circolazione foto scadenti, è quasi una missione sociale.

Ma sappiamo che tra “nessuno scatto fotografico” e lo “scatto professionale” c’è il mare. Quella che propongo è una piccola barchetta per navigarci abbastanza sicuri.

Quanto è importante una foto di qualità?

Ho visto tante foto indecenti, spesso scattate con vecchi cellulari, utilizzate per realizzare depliant e cataloghi on line e su carta. Queste foto fanno veramente perdere clienti e affari e sono una delle cause più frequenti per cui la promozione “non funziona”.

Un modo sicuro per aumentare di 2/3 volte i contatti provenienti dal tuo sito web è quella di migliorare la qualità delle foto. La qualità del prodotto è fondamentale nella vendita ma le persone vi contattano per l’immagine che hanno di voi.

Cosa fare allora? Dilapidiamo il nostro budget per poche foto di qualità professionale? Certamente no. La buona promozione deve essere finanziariamente sostenibile.

Fortunatamente esistono vie di mezzo tra la foto perfetta di un abile professionista e la foto che fa scappare il pubblico. Riuscire a fare delle buone foto pubblicitarie, per cataloghi o depliant è perfettamente possibile, in determinati ambiti, anche senza spendere grandi cifre.

Cosa serve per scattare una buona foto?

Il minimo essenziale è presto detto: il punto di partenza è una compatta di alto livello. Sono macchine fotografiche compatte nate per battere la concorrenza sempre più sostenuta dei cellulari di ultima generazione, capaci in effetti di scattare foto molto buone.

Canon Power Shot, Lumix LX, Sony RX, sono solo alcuni esempi tra un’offerta molto ampia. Sono macchine in vendita, la maggioranza, tra i 250 e i 400 euro. Posso essere corredate di un cavalletto e naturalmente si possono impiegare in un angolo del nostro ufficio, in un piccolissimo set, corredato di luci e pannelli riflettenti.

Un’attrezzatura base può essere costituita da macchina compatta di alto livello, cavalletto, un pannello riflettente. Gli scatti vanno realizzati con luce diffusa, in giornate soleggiate altrimenti sono necessari strumenti per illuminazione.

Canon Power Shot s120, in grado di realizzare ottime foto da catalogo. Sta comodamente in tasca ma può essere posta su cavalletto e regolata completamente in manuale. Luminosissima, per ottime foto in interni. La sto utilizzando da un po’ di tempo.

Certo, una buona foto non si scatta da sola, è consigliabile prendere confidenza almeno con le basi della fotografia. Composizione e illuminazione sono probabilmente gli aspetti principali, saper padroneggiare lo strumento per ricavarne tutto il potenziale è altrettanto importante.

Forse questa è la parte più difficile che nessuna attrezzatura può dare ed è il valore aggiunto principale del fotografo professionista al quale dovrete per forza ricorrere per foto ad hoc di alto valore tecnico e artistico.

Così possiamo elencare i due ingredienti minimi indispensabili per una buona foto: una macchina fotografica compatta di alto livello e una padronanza minima del soggetto (che un buon libro o qualche articolo on line può darvi).

Piccoli macchinari, piccoli attrezzi, componentistica, elementi meccanici, ritratti di persone al lavoro, tutti questi rappresentano tipici soggetti per una foto scattata in economia.

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Alcuni miei scatti “sperimentali” eseguiti con una canon power shot s120, una digitale compatta da 300 euro. I soggetti sono stati appoggiati su un foglio bianco sulla mia scrivania, la macchina posta su un cavalletto. Un foglio bianco dalla parte opposta della finestra, unica fonte di luce, è stato usato per schiarire le ombre eccessive. Le foto non hanno subito la alcuna elaborazione post-scatto.
Va da sé che la foto scattata da un professionista è a volte irrinunciabile: prodotti con un alto valore di design (arredamento, vestiti, automobili ecc…), foto aeree, foto architettoniche, foto ad elevato contenuto creativo, foto destinate a stampe di altissima qualità.

Questione di punti di vista

Il produttore conosce così bene ogni dettaglio tecnico ed estetico del prodotto prodotto che in una sua foto vede molto più di quanto sia realmente presente e ne compensa abbondantemente i difetti di contenuto ed esticici.

Il pubblico purtroppo, no, ed è la sua opinione che conta quando osserva del mostro materiale pubblicitario o editoriale.

Non chiedetevi perciò: «questa foto descrive correttamente il mio prodotto?». Ma piuttosto «il cliente la troverà interessante?», oppure: «valorizza il prodotto?», oppure: «La comprenderà?».

Spostatevi in poche parole, dal vostro punto di vista a quello del pubblico, utente, lettore, consumatore che di si voglia. Così potrete –veramente– rispondere alla domanda: «Quanto buona deve essere una fotografia per essere “buona”?»

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