I nemici della creatività

11 Dicembre 2011

In questo articolo:

Gran parte del successo di un’impresa dipende dalla creatività. La creatività è l’impulso base di ogni artista ma è anche quello di ogni persona a questo mondo, qualsiasi lavoro faccia. Creare, in senso lato, causare cose, pensieri, azioni…

Ma non tutti sentono di esserlo come vorrebbero. Molti pensano di non poter produrre o attuare delle buone idee. Probabilmente dipende dal fatto che nessuno ha spiegato loro come diventare. Eppure creativi si diventa.

Dei pazzi creativi che tentano di far volare qualcosa di più pesante dell’aria

Il “creativo”, chi è costui?

Tanti anni fa ammiravo chi faceva un lavoro come quello che faccio io adesso. Ammiravo chi sapesse creare un impaginato gradevole o una composizione sorprendente o scrivere un testo che sapesse calamitare l’attenzione del lettore. L’ammiravo e mi chiedevo da dove diavolo gli uscissero certe idee. Poi ho capito che non sono le idee il problema.

Molte persone hanno grandissime idee. Pochissime, però, hanno la capacità di metterle in pratica. Creativo è chi si sforza di creare qualcosa che prima non c’era. Molti sminuiscono il lavoro dei creativi (unicamente perché non sono in grado di esserlo) dicendo che in fondo non si crea mai nulla di nuovo, che è tutto frutto di insegnamenti ed esempi altrui.

Non è così. Il fatto che l’esperienza e lo studio siano determinanti è assolutamente vero ma ciò non dimostra che il risultato finale non possa essere nuovo. Il fatto che qualcosa assomigli a qualcosa che già esiste non significa che non sia nuova.

In apparenza ha una vita più agiata che lavora in campi non-creativi. Mi vengono in mente dottori, avvocati, notai, contabili, bancari, impiegati, operai. Arrivano a guadagnare più facilmente di chi punta alla carriera artistica, si “sistemano” prima.

Credo però che non avranno mai la possibilità di assaporare l’enorme gioia e soddisfazione di chi riesce a creare una nuova attività commerciale o addirittura ad avere successo come artista.

Purtroppo questo post non vi farà diventare creativi ma vi propone una strada percorribile che, come per tutto il resto di cui scrivo, è frutto della sovrapposizione di studio ed esperienza.

Veniamo quindi al dunque, a quelli che secondo me sono i più grandi nemici della creatività.

Il primo nemico: la mancanza di competenza

Il primo nemico della creatività è la mancanza di competenza tecnica. Qualcuno disse che la creatività è 90% fatica e 10% talento. Una cosa del genere. Approvo completamente.

Non sudare sui fondamenti tecnici è il primo e più grande ostacolo alla creatività. Non studiare a sufficienza (non necessariamente a scuola) e non fare la gavetta necessaria sono un grosso error

Per esempio ho avuto degli allievi che si arrabbiavano perché non riuscivano a creare una buona composizione o ad ottenere certi risultati col programma di fotoritocco.

A loro non passava per la testa che semplicemente non erano preparati ancora a sufficienza nell’uso degli strumenti coinvolti, non pensavano che erano ancora troppo impacciati nell’uso delle tecniche e degli strumenti per poter sfornare qualcosa di buono. Studio, studio, studio, pratica, pratica, pratica. Non ci sono scorciatoie.

Best billboard

La mano che afferra la birra da dietro, un’illusione tridimensionale. L’idea è ottima ma come fai a realizzare l’effetto se non sai padroneggiare la fotografia e il fotoritocco? Fonte: la rete

Il secondo nemico: il giudizio altrui

La paura delle brutte figure, la paura di sbagliare, la paura dei commenti negativi, la paura di essere giudicati, la paura che il proprio lavoro sia rifiutato sono un altro nemico della creatività.

Il creativo vero quando fa qualcosa è disposto ad accettare qualsiasi giudizio altrui, è pronto a tenerlo in considerazione ma è pronto anche a rifiutarlo decisamente. “Ok, la prossima volta farò meglio”, oppure “non sono assolutamente d’accordo col tuo giudizio”.

Come niente fosse, il creativo continua tranquillo sul suo lavoro. Dispone di piena autodeterminazione. È normale non essere compresi quando si realizza qualcosa di nuovo, sarebbe strano il contrario.

Quello che ci uccide è il giudizio che abbiamo di noi stessi.

Il terzo nemico: essere troppo originali

Si potrebbe pensare il contrario. In realtà anche i lavori più strani o le idee più originali, perfino in campi non artistici, mantengono un collegamento con la realtà e spesso per affermarsi hanno avuto bisogno di molti anni in modo da diventare un pochino familiari, quel tanto da essere compresi.

In molti casi questo è successo molti anni dopo la morte dell’artista, quando la società era pronta a comprendere il suo lavoro. Sarebbe meglio fare un po’ prima. Chi rimane incompreso fallisce anche se può bearsi di avere un’intelligenza superiore alla norma.

Il quarto nemico: essere poco originali

Il quarto nemico è essere poco originali. L’artista ha una missione, come ho letto una volta, mi sembra una frase del filosofo americano Ron Hubbard “l’artista è colui che crea nuove realtà”. Questo è l’obiettivo fondamentale di tutti quelli che operano nelle arti ma vale anche per le persone che creano in altri settori.

Questa è la missione di fondo. E non pensate che queste realtà rimangano “solo” nella mente delle persone. Esse si riflettono negli usi e costumi della società e la possono cambiare radicalmente (vedasi Rinascimento).

Così il creativo è colui che per primo immagina una società migliore. Bloccate queste persone e la società subirà un declino. Una società è decadente: gli sforzi creativi ed artistici stanno venendo censurati o la maggioranza degli artisti e dei creativi sono persone capaci ormai solo di creare realtà peggiori.

Il quinto nemico: arrendersi alla realtà

Il quinto nemico è arrendersi alla realtà. Per un artista una palla non è necessariamente rotonda, un sole non è per forza giallo, l’erba non nasce per forza sul terreno, una storia non si racconta dall’inizio.

E se pensate che non sia così pensate a una palla da calcio bucata, al sole al tramonto o coperto dalla foschia, all’erba che cresce sul tetto o sugli alberi a certi racconti che partono dalla fine (flashback).

L’artista sa rovesciare, piegare, distorcere e colorare a piacimento l’universo. E, che strano, quando lo fa le cose appaiono ancora più naturali. Il “creativo” ha in realtà una capacità superiore di osservare la realtà per quello che è.

Per un imprenditore le persone non devono per forza guidare le stesse automobili, non devono per forza vestirsi allo stesso modo, non si deve per forza costruire in quella maniera o usare quei materiali.

Per qualche pazzo un oggetto più pesante dell’aria avrebbe potuto volare.

Il sesto nemico: dar peso alle critiche

Le persone che fanno critiche o osservazioni a chi cerca di intraprendere una nuova iniziativa o a chi sta producendo un prodotto d’arte, di solito non lo fanno affatto per il loro bene.

Queste persone stanno parlando dei –loro– fallimenti, non del vostro. I critici sono spesso artisti falliti. Pensate all’opposto: quando avete successo in qualcosa, non sentite la voglia di incoraggiare anche gli altri a provarci?

Pensate che dare retta a chi ha fallito vi porti da qualche parte? Circondatevi di persone positive, che vogliono spingervi in alto non in basso.

Le critiche potrebbero persino essere perfettamente razionali ma il fatto stesso che pongano eccessiva attenzione al lato negativo, agli errori, ai fallimenti, rappresenta un freno non un aiuto.

Conclusioni

Potremmo avere l’idea del creativo come di qualcuno sconnesso dalla realtà, poco concreto, che vive di sogni. Non è così poiché tutte le cose, anche le più concrete, come gli strumenti che ogni giorno usiamo, sono frutto dei sogni più arditi.

Le invenzioni più concrete come… il motore Diesel sono il prodotto di qualcuno con “la testa per aria”. Di sicuro ci sarà stato chi avrà dato del pazzo a chi guidava le prima auto spaventando a morte i cavalli delle carrozze.

Ci sarebbero automobili se qualcuno avesse dato troppo peso a questi “critici”?

La realtà, le cose banali e concrete di ogni giorno, sono state sogni di qualche visionario bistrattato un tempo.

Restiamo creativi e sopravviveremo.

I nemici della creatività

Gran parte del successo di un’impresa dipende dalla creatività. La creatività è l’impulso base di ogni artista ma è anche quello di ogni persona a questo mondo, qualsiasi lavoro faccia. Creare, in senso lato, causare cose, pensieri, azioni…

Ma non tutti sentono di esserlo come vorrebbero. Molti pensano di non poter produrre o attuare delle buone idee. Probabilmente dipende dal fatto che nessuno ha spiegato loro come diventare. Eppure creativi si diventa.

Dei pazzi creativi che tentano di far volare qualcosa di più pesante dell’aria

Il “creativo”, chi è costui?

Tanti anni fa ammiravo chi faceva un lavoro come quello che faccio io adesso. Ammiravo chi sapesse creare un impaginato gradevole o una composizione sorprendente o scrivere un testo che sapesse calamitare l’attenzione del lettore. L’ammiravo e mi chiedevo da dove diavolo gli uscissero certe idee. Poi ho capito che non sono le idee il problema.

Molte persone hanno grandissime idee. Pochissime, però, hanno la capacità di metterle in pratica. Creativo è chi si sforza di creare qualcosa che prima non c’era. Molti sminuiscono il lavoro dei creativi (unicamente perché non sono in grado di esserlo) dicendo che in fondo non si crea mai nulla di nuovo, che è tutto frutto di insegnamenti ed esempi altrui.

Non è così. Il fatto che l’esperienza e lo studio siano determinanti è assolutamente vero ma ciò non dimostra che il risultato finale non possa essere nuovo. Il fatto che qualcosa assomigli a qualcosa che già esiste non significa che non sia nuova.

In apparenza ha una vita più agiata che lavora in campi non-creativi. Mi vengono in mente dottori, avvocati, notai, contabili, bancari, impiegati, operai. Arrivano a guadagnare più facilmente di chi punta alla carriera artistica, si “sistemano” prima.

Credo però che non avranno mai la possibilità di assaporare l’enorme gioia e soddisfazione di chi riesce a creare una nuova attività commerciale o addirittura ad avere successo come artista.

Purtroppo questo post non vi farà diventare creativi ma vi propone una strada percorribile che, come per tutto il resto di cui scrivo, è frutto della sovrapposizione di studio ed esperienza.

Veniamo quindi al dunque, a quelli che secondo me sono i più grandi nemici della creatività.

Il primo nemico: la mancanza di competenza

Il primo nemico della creatività è la mancanza di competenza tecnica. Qualcuno disse che la creatività è 90% fatica e 10% talento. Una cosa del genere. Approvo completamente.

Non sudare sui fondamenti tecnici è il primo e più grande ostacolo alla creatività. Non studiare a sufficienza (non necessariamente a scuola) e non fare la gavetta necessaria sono un grosso error

Per esempio ho avuto degli allievi che si arrabbiavano perché non riuscivano a creare una buona composizione o ad ottenere certi risultati col programma di fotoritocco.

A loro non passava per la testa che semplicemente non erano preparati ancora a sufficienza nell’uso degli strumenti coinvolti, non pensavano che erano ancora troppo impacciati nell’uso delle tecniche e degli strumenti per poter sfornare qualcosa di buono. Studio, studio, studio, pratica, pratica, pratica. Non ci sono scorciatoie.

Best billboard

La mano che afferra la birra da dietro, un’illusione tridimensionale. L’idea è ottima ma come fai a realizzare l’effetto se non sai padroneggiare la fotografia e il fotoritocco? Fonte: la rete

Il secondo nemico: il giudizio altrui

La paura delle brutte figure, la paura di sbagliare, la paura dei commenti negativi, la paura di essere giudicati, la paura che il proprio lavoro sia rifiutato sono un altro nemico della creatività.

Il creativo vero quando fa qualcosa è disposto ad accettare qualsiasi giudizio altrui, è pronto a tenerlo in considerazione ma è pronto anche a rifiutarlo decisamente. “Ok, la prossima volta farò meglio”, oppure “non sono assolutamente d’accordo col tuo giudizio”.

Come niente fosse, il creativo continua tranquillo sul suo lavoro. Dispone di piena autodeterminazione. È normale non essere compresi quando si realizza qualcosa di nuovo, sarebbe strano il contrario.

Quello che ci uccide è il giudizio che abbiamo di noi stessi.

Il terzo nemico: essere troppo originali

Si potrebbe pensare il contrario. In realtà anche i lavori più strani o le idee più originali, perfino in campi non artistici, mantengono un collegamento con la realtà e spesso per affermarsi hanno avuto bisogno di molti anni in modo da diventare un pochino familiari, quel tanto da essere compresi.

In molti casi questo è successo molti anni dopo la morte dell’artista, quando la società era pronta a comprendere il suo lavoro. Sarebbe meglio fare un po’ prima. Chi rimane incompreso fallisce anche se può bearsi di avere un’intelligenza superiore alla norma.

Il quarto nemico: essere poco originali

Il quarto nemico è essere poco originali. L’artista ha una missione, come ho letto una volta, mi sembra una frase del filosofo americano Ron Hubbard “l’artista è colui che crea nuove realtà”. Questo è l’obiettivo fondamentale di tutti quelli che operano nelle arti ma vale anche per le persone che creano in altri settori.

Questa è la missione di fondo. E non pensate che queste realtà rimangano “solo” nella mente delle persone. Esse si riflettono negli usi e costumi della società e la possono cambiare radicalmente (vedasi Rinascimento).

Così il creativo è colui che per primo immagina una società migliore. Bloccate queste persone e la società subirà un declino. Una società è decadente: gli sforzi creativi ed artistici stanno venendo censurati o la maggioranza degli artisti e dei creativi sono persone capaci ormai solo di creare realtà peggiori.

Il quinto nemico: arrendersi alla realtà

Il quinto nemico è arrendersi alla realtà. Per un artista una palla non è necessariamente rotonda, un sole non è per forza giallo, l’erba non nasce per forza sul terreno, una storia non si racconta dall’inizio.

E se pensate che non sia così pensate a una palla da calcio bucata, al sole al tramonto o coperto dalla foschia, all’erba che cresce sul tetto o sugli alberi a certi racconti che partono dalla fine (flashback).

L’artista sa rovesciare, piegare, distorcere e colorare a piacimento l’universo. E, che strano, quando lo fa le cose appaiono ancora più naturali. Il “creativo” ha in realtà una capacità superiore di osservare la realtà per quello che è.

Per un imprenditore le persone non devono per forza guidare le stesse automobili, non devono per forza vestirsi allo stesso modo, non si deve per forza costruire in quella maniera o usare quei materiali.

Per qualche pazzo un oggetto più pesante dell’aria avrebbe potuto volare.

Il sesto nemico: dar peso alle critiche

Le persone che fanno critiche o osservazioni a chi cerca di intraprendere una nuova iniziativa o a chi sta producendo un prodotto d’arte, di solito non lo fanno affatto per il loro bene.

Queste persone stanno parlando dei –loro– fallimenti, non del vostro. I critici sono spesso artisti falliti. Pensate all’opposto: quando avete successo in qualcosa, non sentite la voglia di incoraggiare anche gli altri a provarci?

Pensate che dare retta a chi ha fallito vi porti da qualche parte? Circondatevi di persone positive, che vogliono spingervi in alto non in basso.

Le critiche potrebbero persino essere perfettamente razionali ma il fatto stesso che pongano eccessiva attenzione al lato negativo, agli errori, ai fallimenti, rappresenta un freno non un aiuto.

Conclusioni

Potremmo avere l’idea del creativo come di qualcuno sconnesso dalla realtà, poco concreto, che vive di sogni. Non è così poiché tutte le cose, anche le più concrete, come gli strumenti che ogni giorno usiamo, sono frutto dei sogni più arditi.

Le invenzioni più concrete come… il motore Diesel sono il prodotto di qualcuno con “la testa per aria”. Di sicuro ci sarà stato chi avrà dato del pazzo a chi guidava le prima auto spaventando a morte i cavalli delle carrozze.

Ci sarebbero automobili se qualcuno avesse dato troppo peso a questi “critici”?

La realtà, le cose banali e concrete di ogni giorno, sono state sogni di qualche visionario bistrattato un tempo.

Restiamo creativi e sopravviveremo.

Ricordati di condividere l'articolo se ti è piaciuto:

Sullo stesso argomento:

© Carlo Gislon – Se vuoi usare gli articoli del mio blog cita l’autore (Carlo Gislon) e inserisci un link al mio articolo originale. Fare altrimenti viola le leggi sul copyright e può essere perseguito legalmente. Articoli copiati possono essere facilmente rintracciati.