Servizi di stampa on line. Croce e delizia
Quando, diversi anni fa, scrissi questo articolo, "stampa tradizionale" e "stampa on line" convivevano da concorrenti. Come prevedibile, il primo ha perso la partita. La conversione all'e-commerce anche del settore della stampa è conclusa fatto salvo determinate nicchie di lavorazione o piccolissimi stampatori. Per l'utente, ormai abbastanza smaliziato, il problema vero è diventato: come trarre il massimo profitto dalla stampa on line?

Sommario
Configurazione ON LINE di un ordine di stampa presso Pixartprinting.it
Com’era la frase di Einstein? “Usiamo solo il 10% delle nostre capacità”? Ecco, nella stampa è la stessa cosa. Diciamo che questo articolo si prefigge di elevare un po’ questa percentuale. Se hai un po’ di pazienza ne vale la pena.
Servizi di stampa on line, avvertenze
1. La scelta della carta, tipo e spessore
Fondamentalmente esistono due tipi di carta: uso-mano e patinata. La prima ha un aspetto e una sensazione al tratto naturale, assorbe maggiormente l’inchiostro ed è adatta quando vogliamo offrire una sensazione naturale.
La carta patinata è, invece, rivestita da un sottilissimo strato minerale che la rende meno assorbente, un po’ traslucida (lucida nella versione glossy). Ed è adatta a prodotti più tecnologici e devo dobbiamo riprodurre con più precisione i dettagli. È più sottile della uso-mano.
Gli spessori più usati hanno un range che va dai 100 gr/m2 ai 300 gr. Un volantino è spesso stampato con una carta tra i 150 e i 200, un biglietto da visita attorno ai 300, un grande depliant o una cartella porta-documenti attorno ai 250.
Ora dovresti essere passato dal 10 al 12% delle tue capacità in fatto di stampa. Non è molto ma è solo il primo passo.
2. Formato
È indispensabile uscire dai soliti cliché per dare un tocco di personalità o di brand come dicono i guru del marketing.
Cominciate provando formati quadrati, oppure orizzontali. Nei libri cercate di evitare i formati più comuni, provate formati un po’ più allungati per i tascabili o, al contrario, più larghi per i libri da tavolo.
Provate a valutare la piegatura anche per opuscoli di molte pagine e per tecniche di piegatura diverse come spiegato meglio nel paragrafo successivo.
E con questo facciamo un altro 2, 3%. Un passettino alla volta.
3. Piegatura
Pochi lo sanno e pochi ne approfittano, con la piegatura si possono arrivare a ben 36 pagine! Certo, non abbiamo la praticità della cucitura o rilegatura ma la soluzione è molto economica.
Un altro vantaggio è l'”unicità” che può servire a rafforzare il brand, un altro vantaggio è il poter riprodurre illustrazioni molto grande e complesse.
Questo aspetto fa guadagnare un po’ di più dei precedenti dal 5 al 10% di “abilità di stampa”.
4. Rilegatura
Cucitura punto metallico e brossura sono le più diffuse. Occhio alla brossura, se stai producendo un volume di alta qualità, devi optare per una brossura cucita con due vantaggi.
Il volume rilegato con brossura cucita si apre più agevolmente e le pagine non tenderanno a staccarsi anche con uso prolungato. Se il prodotto non è destinato a dura opta invece per la brossura grecata o fresata.
Essendo le più usate sono anche le più banali e le meno distintive. Per i prodotti commerciali o, diciamo, sotto le cento pagine, si possono sperimentare altri tipi di rilegatura: bodoniana, giapponese, punti omega, criss-cross, rivetti metallici.
Questo è una caratteristica dove si dovrebbe tentare di uscire dai soliti luoghi comuni. Non siamo pigri! Se ti impegni, il guadagno è abbastanza notevole, anche un 10%.
5. Finiture
Di solito con finiture si intende un’applicazione ulteriore. Potrebbe trattarsi di una plastificazione o di una vernice anti-uv o di una vernice che va ad evidenziare determinati particolari.
Anche la goffratura è molto simpatica, praticamente l’applicazione di un rilievo. L’aggiunto della terza dimensione nella stampa per arricchire le percezioni e la comunicazione.
Le finiture nella stampa vanno applicate con moderazione a meno che non siate veramente degli artisti della grafica, in tal caso non ci sono limiti.
Con questo consiglio dovresti arrivare a un 30/40% di capacità. Alla faccia di Einstein. Una percentuale che può essere ancora migliorata perché ti ho parlato solo degli aspetti principali.
Servizi di stampa on line: scansare i problemi
Non solo, ma si può ancora migliorare imparando ad evitare i problemi più comuni. Scopriamo una lista di strumenti e accorgimenti per ridurre i problemi.
Stampa assicurata. Permette, con un sovrapprezzo modesto, di richiedere una ristampa del lavoro senza ulteriori costi. Una sorta di assicurazione.
La prova di stampa. Molti service consegnano a richiesta una prova di stampa da autorizzare. Controllare quindi ortografia, posizione degli elementi, correttezza delle pieghe, colori ecc.
Stampare alcune copie di prova. Stampare una quantità minima per un utilizzo essenziale così da avere modo di effettuare un “collaudo” per la stampa successiva ad alta tiratura. Un passo in avanti rispetto alla prova di stampa.
Controlli incrociati. Fare controllare il lavoro a più persone prima di andare in stampa. Di solito chi ha elaborato l’impaginato grafico è “troppo preso” per notare tutti gli errori.
Verifica professionale file. I service offrono con un modesto sovrapprezzo una verifica professionale del file, più approfondita di quella tecnica inclusa nel prezzo standard.
Chiamare il servizio assistenza. Anche se operate on line, dall’altra parte esiste comunque un servizio di assistenza, un essere umano cui chiedere informazioni e rassicurazioni. Aspetto molto migliorato rispetto a un tempo.
Acquistare campionari di carte e colori. Esistono campionari per la carta, per il packaging e per il grande formato su supporto rigido. Indispensabili per scegliere il supporto e valutare la resa di stampa e al tatto.

Terminologia fondamentale di stampa
Gli errori si fanno fondamentalmente perché “non si comprende” e non si comprende perché principalmente si incontra una terminologia molto ostica.
Qualche termine l’abbiamo già incontrato e chiarito. Ecco il resto della terminologia principale spiegata in modo semplice.
Pagine. È, in realtà, il numero di facciate, devono essere multiple di 4 tranne che nei pieghevoli. Perciò non puoi stampare un catalogo di 18 o 22 pagine ecc. ma di 20 o 24 ecc.
Formato. Le dimensioni del foglio tagliato. I formati standard A5, A4, A3, sono i più economici ma ci sono formati più insoliti che potrebbero venire meglio incontro alle tue necessità.
Indicatori di taglio. Segni sulla pagina che indicano alla stampatore dove rifilare la pagina. Vanno inclusi quando si genera il pdf per la stampa.
Smarginatura. Parte di una immagine sul foglio che va oltre il taglio per garantire la copertura dell’inchiostro.
Profili colore. Sistema per garantire l’uniformità dei colori tra oggetto reale e oggetto stampato. Codice che fa riferimento ai valori numerici assoluti di un colore. Vanno inclusi quando si genera il pdf per la stampa.
Patinata, uso-mano (carta). Già spiegato prima.
Grammatura. È il peso della carta in grammi al m2. I piccoli depliant usano di solito una carta da 175/200 gr. Una cartellina 250/300, un biglietto da visita 300. Spessori da 150 in giù per volantini, libri, riviste, manifesti.
Spessore della carta. Di solito non è un elemento di scelta ma lo inserisco per sottolinearne la differenza col peso. Una carta può essere più pesante ma al contempo più sottile di una più leggera. La patinatura aggiunge molto peso pur mantenendo la carta sottile.
Brossura incollata grecata o fresata (rilegatura). Quando i fogli interni sono incollati tra loro e il dorso a una copertina separata. Adatta da un certo numero di pagine in sù. È la rilegatura usata normalmente nei libri economici e nei cataloghi con più di 40 pagine circa.
Brossura cucita (rilegatura). Quando i fogli sono tenuti assieme, a gruppi di 16 pagine di solito, con filo e successivamente incollati sulla copertina. Più costosa, resistente ed elegante di quella incollata.


Cucitura metallica (rilegatura). Utilizzabile fino a un centinaio di pagine a seconda del peso della carta. Usata in molte riviste e cataloghi.
Copertina cartonata. Con copertina in cartone rigido, come nei libri di pregio.
Risoluzione. Le immagini fotografiche sono composte di tanti piccoli quadratini di diverso colore come un mosaico, chiamati pixel.
Le immagini utilizzate o che fornite al grafico devono avere un minimo di 200 pixel per pollice nella dimensione di stampa (meglio di più).
Ad esempio, una immagine di dieci cm di larghezza in stampa deve avere una larghezza minima, in pixel, di 800 (10 cm = circa 4 pollici).
Formato raster o bitmap. Un’immagine formata da una matrice di pixel. Queste immagini si degradano man mano che se ne aumentano le dimensioni e, in misura minore, anche quando si riducono. Si misurano in pixel.

Formato vettoriale. Un formato che utilizza calcoli matematici per riprodurre forme e colori. L’immagine di questo tipo può essere ridimensionata senza alcuna perdita di qualità. I logo, le illustrazioni quali fumetti, silhouette, icone devono essere in formato vettoriale. I testi sono un altro elemento tipicamente vettoriale.
Plastificazione e verniciature. Vengono usate per aumentare la robustezza del materiale, ad esempio nei menù o per dare un tocco estetico diverso.
Formato pdf. Un formato-documento che conserva sia l’aspetto raster che vettoriale delle immagini inserite nel documento garantendo la massima definizione possibile ed è compatibile con qualsiasi dispositivo di stampa. A questo aggiunge numerose altre caratteristiche e funzionalità che lo rendono adatto alla distribuzione e visualizzazione su quasi tutti i sistemi.
Jpg. Un formato-file e un sistema di compressione immagine e anche un formato file di per sé. I livelli di qualità più elevati non producono difetti visibili nell’immagine. Al contrario, usare elevate compressioni, può risultare in difetti anche molto evidenti.
Stampa digitale con toner. La stampa digitale che usa l’inchiostro in polvere come le comuni laser o fotocopiatrici. Di qualità medio bassa, usate nelle copisterie e piccoli centri di stampa digitale.
Stampa digitale offset. La stampa digitale che usa inchiostri liquidi, producono stampati con la stessa qualità della stampa offset tradizionale. Macchine costosissime utilizzate solo dai grandi fornitori.
Stampa offset. Non è una stampa digitale ma inserisco tale definizione per una necessità di raffronto. Una stampa indiretta (offset in inglese): l’inchiostro viene prima applicato su un rullo che lo trasferisce in un seconda fase alla carta.
Questo tipo di stampa ha permesso di ridurre costi e tempi di lavorazione ed è tuttora il metodo più conveniente per le alte tirature.
Bene, so che non siete arrivati al 100% delle vostre capacità di stampa (nemmeno gli stampatori prossimi alla pensione lo sono), ma di sicuro andiamo meglio del 10% iniziale.
Buona stampa on line, allora!