Risoluzione immagine. Come scegliere quella giusta

8 anni fa  •  Di  •  1 Commenti

Tutti sanno che un’immagine destinata alla stampa deve essere a 300 dpi. Peccato sia sbagliato. È di fatto una semplificazione estrema che può generare inutili difficoltà, problemi inspiegabili e soluzioni sbagliate. In molti casi un’immagine non deve essere a 300 dpi. A volte basta molto meno, a volte è necessario molto di più. Può sembrare un discorso molto tecnico, ma ormai anche i non addetti ai lavori sono spesso coinvolti in problematiche relative alla stampa. Meglio avere quindi qualche idea chiara sul soggetto.

Ecco che scarico la mia bella immagine da internet, magari anche libera da copyright… da usare nel volantino che sto realizzando per la mia ditta. Se non sono preoccupato del risultato, la utilizzo senza pensarci troppo. Forse è giusto così. Meglio un volantino scadente che nessun volantino. Ma, se per qualche oscuro motivo o malsana pignoleria, volessi offrire un’immagine adeguata al prodotto che vendo in modo, che so, da non dare un’impressione dilettantesca o da stravolgere addirittura l’aspetto delle cose, allora sarei preso dal fatidico dubbio : “avrà una risoluzione sufficiente? È a 300 dpi?”

In realtà 300 dpi potrebbero essere anche troppi o, meno frequentemente, pochi e l’enfasi che viene data a questo aspetto è di solito molto esagerata. Vediamo qualche caso.

Quando 300 dpi sono pochi

Ricordo un episodio che mi sarà capitato una decina di anni fa. Un tipografo, per la verità molto bravo, non riusciva a capacitarsi perché il logo rappresentato in una scheda tecnica che gli avevo consegnato per la stampa, presentasse, nella pellicola che aveva appena sviluppato, il difetto di avere i bordi “seghettati”. Eppure era un’immagine di ben “300 dpi”! Tutti sanno che 300 sono più che sufficienti! Ma niente da fare. Bordi seghettati. Conoscendo il motivo, feci cambiare al tipografo le impostazioni di stampa del file. Xpress, allora re incontrastato dei programmi di impaginazione, aveva le sue opzioni di stampa e, se non ricordo male, ne aveva una del tipo “stampa le immagini tiff a piena risoluzione”. Spuntata la casella il problema era sparito e l’immagine risultava perfettamente nitida. Xpress aveva creato un output molto maggior di 300 dpi lasciando la risoluzione dell’immagine come io l’avevo elaborata, 800 dpi.

Quando un’immagine ha bordi netti, in altre parole, differenze nette di colore, nel suo interno o col bianco della carta, 300 dpi sono tutt’altro che sufficienti. Risultati accettabili si ottengono a partire da 600, a 800 sono già buoni, a 1200 i difetti sono di fatto invisibili. Per la cronaca, nel caso suddetto, avevo fornito un’immagine del logo a 1000 dpi (non possedendo una versione vettoriale).

RisoluzioeMarchi

Per questa immagine servono molto più di 300 dpi. Meglio se in formato vettoriale.

Il discorso è ancor più valido per il testo. Un elemento monocromatico è praticamente privo di sfumature. Quando un’immagine contiene testo, 300 dpi sono assolutamente insufficienti. In realtà, elementi come testo e marchi, non dovrebbero essere trattati come immagini bitmap ma come elementi vettoriali.

Il formato pdf conserva tale impostazione mentre un formato come jpg o tif, traduce tutto in immagine a matrice di pixel. Da dove deriva lo “standard” di 300 dpi? Deriva dall’utilizzo di immagini fotografiche. Gli scatti fotografici sono di solito a “tono continuo”: non hanno stacchi completamente netti di tonalità, i passaggi di colore sono più o meno graduali. 300 dipi in questo caso sono più che sufficienti per la stampa di immagini fotografiche su carta patinata. Risoluzione Immagine

Una tipica immagine da stampare a 300 dpi

Quando 300 dpi sono anche troppi

Forse è una mia impressione ma la pubblicità delle stampanti da tavolo a getto d’inchiostro non punta più molto sulla risoluzione. Veniva sottolineata in maniera piuttosto eclatante, ora la pubblicità mi sembra più indirizzata verso le caratteristiche del colore. Potrebbe non essere un caso visto che le tanto promosse risoluzioni di 1200 dpi e oltre servono molto poco. Forse hanno un loro significato quando si stampa su carta fotografica lucida. Questa carta è in grado di rendere anche i più piccoli dettagli che possono essere apprezzati, però, solo se lo scatto stesso, l’immagine da stampare, è molto, molto nitida come uno scatto  professionale, difficilmente ottenibile con macchine amatoriali. Nei quotidiani e nelle riviste su carta non patinata in genere, si ottengono ottimi risultati a 100 dpi.

È un peccato che gli stampatori spesso richiedino anche in questi casi immagini a 300 o 250 dpi. Questa risoluzione non solo non è necessaria ma fa perdere nitidezza all’immagine stampata su tali carte. E un poster, quanto deve essere la risoluzione di un poster? Beh un poster lo si guarda di solito da circa un metro di distanza o più. Risoluzioni elevate sono inutili e non fanno altro che appesantire il file rendendone difficile la gestione. 100, 150 dpi al massimo vanno benissimo. Quando si sale di dimensioni, si pensi a un “billboard”, i grandi manifesti lungo le strade, si può scendere ancora di molto.

Lo standard dei 300 dpi ha contagiato anche i professionisti. È diventata una regola per rendere tutto più semplice. Così gli stampatori richiedono che i file siano a 300 dpi, come quando si manda a stampare un volantino su un service on line. Il loro sistema segnala un errore se la risoluzione è un po’ più bassa anche se la stampa risulterebbe perfino migliore.

Comunicazione contro Tecnica

Si può arrivare al punto di preferire immagini insignificanti, dai colori pessimi, dalla scarsa nitidezza, ma, tuttavia a 300 dpi, rispetto a immagini nitide, dai colori equilibrati e dal grande messaggio perché non hanno la risoluzione “necessaria”. In questo caso siamo di fronte a un problema tecnico che va a cozzare con esigenze di comunicazione. La comunicazione viene sempre prima. L’unico motivo per cui stampiamo qualcosa è comunicare.

È possibile aumentare artificialmente la risoluzione dell’immagine?

Un programma come Photoshop, è capace di aumentare la risoluzione di un’immagine aggiungendo artificialmente pixel in base a un calcolo. Per farla semplice, se ci sono due pixel vicini, uno verde chiaro e un verde scuro, ne aggiunge altri in mezzo con una tonalià intermedia. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, ciò non migliora la qualità dell’immagine, che risulterà sì ad una risoluzione più alta, ma sfocata.

Risoluzione Immagine RisoluzioneImmagine

L’immagine a destra è stata “ricampionata” con Photoshop. È stata cioè portata artificialmente ad una risoluzione maggiore. Come si può vedere, appare più sfocata.

Conclusioni

Ci sono immagini orribili che hanno una risoluzione perfetta… Una foto scadente resta una foto scadente anche se ha 300 dpi. Un’immagine che sa comunicare vale molto di più  e si dovrebbe tentare di usarla anche se non ha una risoluzione sufficiente. Testo, marchi e illustrazioni dovrebbero andare in stampa sempre in formato vettoriale. Ora ne sappiamo qualcosa di più e possiamo destreggiarci meglio nella questione.

Commenti 1

  1. AlexGrafx
    Complimenti, articolo molto interessante e molto ben scritto! grande Carlo

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