Logo di successo: il potere della semplicità
Se dovessimo trovare un minimo comun denominatore di un logo di successo sarebbe probabilmente la "semplicità". Si potrebbe migliorare qualsiasi logo lavorando –esclusivamente– su questo aspetto. Una tesi audace ma dimostrabile

Sommario
Logo di successo. Esempi di aziende famose
Ci sono aziende che investono cifre “impossibili” sulla realizzazione o sul restyling del loro logo, cifre superiori (spesso ben superiori) ai 100 mila euro, giusto per darvi un ordine di grandezza (io chiedo un po’ meno se qualcuno fosse interessato…).
Ipotizzando che esse non siano formate da sprovveduti ai quali piace buttare i soldi dalla finestra ma che qualche regola di questo gioco chiamato marketing l’abbiano capita, proviamo a prendere in esame i loro lavori. Non serve un genio per afferrare un unico filo conduttore di ogni intervento.
Invariabilmente i restyling dei loro logo vanno tutti nella direzione di una maggiore semplicità. Avete mai visto un logo negli anni diventare più complicato? Io mai. Caspita, deve esserci in ballo una vera e propria legge fisica sulla questione!
L’esempio Nike
Il loro marchio è un “baffetto”. Difficile immaginare qualcosa di più semplice, l’hanno reso ancora più semplice rendendolo pieno ed eliminando il brand. Un marchio così è molto intelligente: può essere riprodotto in qualsiasi dimensione, da pochi millimetri a decine di metri, su qualsiasi supporto rimanendo sempre facilmente identificabile.
È simpatico e non invadente, non è un pugno su un occhio. Di primo acchito questo potrebbe sembrare uno svantaggio ma in un logo spesso riprodotto su capi di abbigliamento è un grandissimo vantaggio invece perché è molto elegante e non prevarica l’estetica del prodotto.
Il vostro marchio riuscirebbe a dare un valore aggiunto al confezionamento dei vostri prodotti? Questo sarebbe un ottimo test. Sarebbe in grado, da solo, di migliorare l’immagine del prodotto? Il pubblico, non solo voi, lo userebbe volentieri? Se la risposta è sì avete già un ottimo logo.

L’esempio del marchio Apple
All’inizio, oltre al simbolo, un po’ più complicato dell’attuale, veniva usata anche la scritta “Apple”. Col tempo il simbolo è diventato così emblematico (come nel caso Nike) da non averne più bisogno, cosa che si possono permettere i marchi di imprese molto, molto famose.
Come il marchio Nike di cui sopra, alcuni logo diventano così famosi che non solo non v’è bisogno di citare il nome ma il farlo sminuirebbe implicitamente il valore del simbolo.
Non v’è rischio di confusione. La mela morsicata, monocromatica, fino a qualche anno fa con una sfumatura metallica, è inconfondibile. Tutti i pregi del marchio Nike già citato con un valore estetico ed evocativo un po’ superiore.
La gente si diverte ad usarlo. Questo lo rende “virale”. Questo è il grande vantaggio di un marchio che è semplicemente bello.

Marchio Tic Tac
Un marchio italiano. Beh, semplice anch’esso, no? Non quanto gli esempi precedenti ma la grande idea di questo marchio è che riproduce un suono anziché una caratteristica del prodotto. Questo logo è nato già col piede giusto, da mani esperte.
L’ideatore ha saputo brillantemente cogliere un aspetto del prodotto, o meglio della confezione. Pochi loghi al mondo richiamano musicalmente un prodotto. Due brevi parole e una forma dinamica e divertente, che richiama la freschezza. 
Marchio TIM
Ancora Italia. Linearità e ripetitività delle forme. Il progetto ha saputo cogliere il concetto del servizio nei suoi aspetti fondamentali tutti magistralmente evocati: tecnologia, connettività, dinamicità, progresso. Semplice, chiaro, gradevole, evocativo. Un grande esempio di sintesi degli aspetti tecnici del servizio.
Un restyling resosi necessario dall’espansione del mercato mobile. Da questo possiamo trarre un ulteriore enorme vantaggio dalla semplicità e dal non essere troppo specifici: la versatilità

Il marchio biologico europeo
Ridurre una spiga di grano a 6 chicchi, se non è ricerca della semplicità questa! Ci siamo permessi di stravolgere persino la natura per rendere il marchio più semplice.
È diventato anche meno serio, più gradevole. Insomma, aver portato il simbolo principale alla massima semplificazione lo ha reso meno descrittivo ma più evocativo: capace di stimolare ricordi e sensazioni, di colpire direttamente le sensazioni.
E poi, il biologico non va forse a braccetto con la semplicità?
Possiamo anche da questo logo trarre un insegnamento? Forse è questo: il logo deve comunicare il concetto, non l’oggetto. Scavalcare la descrizione per comunicare direttamente l’idea.

Marchio Virgin
Vivo, vivace, dinamico, positivo. Nella semplicità nasconde una grande ricercatezza. Il carattere è disegnato a mano. Riconoscibile e riproducibile in tutte le salse senza perdere la benché minima efficacia. Un carattere, un colore, nessun simbolo, solo testo.
Marchio Cisco
Un bellissimo esempio di restyling in direzione di maggiore semplicità ma anche di maggiore impatto e di maggior originalità . Meno “istituzionale”, si potrebbe dire, meno serio. Una tendenza della grafica moderna che mira a ridurre la distanza tra l’azienda e il pubblico.
Il nuovo marchio ha altresì un valore “tecnico” superiore: rende molto meglio su qualsiasi superficie, risalta maggiormente ed ha un superiore valore estetico.
L’insegnamento del marchio Cisco? Potrebbe essere questo: la semplicità avvicina il cliente all’azienda.

Marchio Shell
L’evoluzione di questo marchio, spesso citata come esempio in libri di graphic design, è emblematica. È evidente che le evoluzioni sono sempre state in direzione di un maggior impatto e semplicità. In questo caso una semplicità più basata sulla stilizzazione che nella “riduzione”.
Da riproduzione fedele dell’oggetto rispetto a una rappresentazione concettuale. La conchiglia attuale di Shell (un’immagine stilizzata) è più riconoscibile come tale della conchiglia originale (un’immagine praticamente reale in bianco e nero).
L’insegnamento Shell? Un logo deve sembrare… un logo! O per dirla in modo serio: una illustrazione non è un logo. Agli “inizi” i logo erano spesso illustrazioni relativamente complesse.

I vantaggi della semplicità nei logo
Ricapitoliamo i vantaggi di un progetto di restyling logo in direzione di una maggiore semplicità:
- Un logo semplice è versatile
- Un logo semplice è “portabile”
- Un logo semplice è più incisivo
1. Un logo semplice è versatile
È frequente che molte aziende adottino logo troppo complessi. Spesso questo è causato dall’idea sbagliata che un logo debba descrivere qualcosa.
Un logo non dovrebbe descrivere, piuttosto dovrebbe evocare lo spirito generale dell’azienda. Un logo troppo descrittivo si lega a un’offerta precisa che però, con l’andar del tempo, di solito, si amplia o cambia.
“progetto macchine per depurazione acque reflue perciò mi serve un filtro stilizzato come logo”. E se tra un paio d’anni iniziassi a produrre, filtri per l’aria e per l’olio?
Un simbolo ha valore nella misura in cui rimane immutabile. L’obiettivo è quindi quello di creare un logo che sia “immortale”. Certo dovrà subire un restyling col modificarsi dei gusti generali del pubblico o con il cambiare della sfera d’azione aziendale.
2. Un logo semplice è “portabile”
È necessario tenere conto dei numerosi supporti su cui andrà riprodotto e dei numerosi scopi per cui verrà usato.
Il logo potrà servire a coprire l’intero telone di un camion oppure potrà essere stampato su una penna biro. Su una email o su una rivista a colori. Su una maglietta o su uno shopper. Stampato su carta o inciso sull’acciaio.
Logo con linee sottili, con molti colori, con caratteri troppo piccoli, con molti elementi costituiranno una fonte di problemi.
3. Un logo semplice è più incisivo
Troviamo un concetto da esprimere, lavoriamo su quello. Non si può raccontare l’azienda intera (e non serve) con un logo.
Il logo è “un particolare che deve raccontare il tutto”. Piuttosto che cercare di raccontare mille cose in un secondo, cerchiamo di esprimere un concetto.
“Sineddoche” non è una parolaccia. Nell’arte del convincere, la retorica, significa: usare un particolare per descrivere il tutto. Il logo è un esempio.
Un interessante esercizio
Sarebbe un bell’esercizio di restyling, quello di prendere il proprio logo e liberarlo da quei fronzoli che non ne caratterizzano significativamente il messaggio. Fate delle prove.
Togliete questo o quello. Togliete elementi, togliete colori, togliete sfumature. Provate a sostituire sfumature con colori vivi.
Non è richiesta nessuna brillante idea. Lascia solo quel che serve veramente e anche… meno.





