Come realizzare una presentazione aziendale che conquista i clienti (con caso-studio)

15.07.2014 | 

Rev. 19.11.2025 | 

Carlo Gislon

Come creare una presentazione aziendale che catturi l'attenzione e trasmetta in modo chiaro e professionale i valori e gli obiettivi dell'azienda? C'è in effetti un modo quasi scientifico per stilarla che comprende sia i contenuti che la grafica. Questo articolo è una guida tra le più complete che puoi trovare

Sommario

Presentazione aziendale: lista dei contenuti principali

Non mi piace mai tirarla per le lunghe, anche se miro a realizzare articoli esaustivi, utili e utilizzabili. E questo non fa eccezione.

Ma comincio subito proponendoti la mia “guida istantanea” per la realizzazione di una presentazione aziendale, che considera sia il testo sia la grafica e che può assumere la forma di un dépliant, di una brochure di molte pagine o anche di un sito web.

Questa è la sintesi, ed è già una mini-guida, utile per chi non ha molto tempo da perdere. Ogni punto verrà spiegato in dettaglio più avanti. Ad ogni modo e in sintesi, una presentazione aziendale è composta da:

  1. Sintesi del prodotto/servizio (missione);
  2. Valori (scopo);
  3. Percorso storico;
  4. Informazioni sul team/organizzazione;
  5. Visione futura e piani di espansione;
  6. Informazioni di contatto/societarie.

Queste sono le parti principali che io stesso, nel mio lavoro di graphic designer, considero nello sviluppare una presentazione o un profilo aziendale.

Sono anche i punti sui quali converge il maggiore accordo tra i pubblicitari e che rappresentano una buona media dell’organizzazione delle presentazioni o dei profili aziendali più diffusi.

Già così eviti di lasciare per strada le cose importanti. Ma se hai ancora qualche dubbio o “sete di sapere”, non ti preoccupare: il soggetto sta per essere abbondantemente approfondito.

Presentazione aziendale, depliant a 6 ante raffigurato aperto

Perché serve una presentazione aziendale?

In estrema sintesi: per creare buona reputazione.

L’obiettivo sostanziale di una presentazione aziendale è attrarre interesse sull’azienda nel suo insieme. Non deve scendere nei dettagli del singolo prodotto o servizio né, tantomeno, in offerte specifiche.

Il semplice elenco iniziale già ci aiuta a riprenderci dalla “sbornia” di complicatissimi consigli e opinioni che mi è capitato di leggere sull’argomento: corretti in molti casi, ma spesso disorientanti.

Avrei potuto imbastire intricati discorsi sulla differenza tra il “chi si è” e “quello che si fa”, sulle differenze tra marca e brand, sul positioning ecc. ecc. Tutte cose corrette, ma che saranno descritte di seguito in modo più semplice e pratico.

Ho fatto comunque la scoperta del secolo, altro che teoria della relatività… ho trovato il “minimo comun denominatore” che ci riporta coi piedi per terra e ci fa ritrovare l’orientamento: la “legge” fondamentale attorno a cui sviluppare il discorso.

Come al solito, per comprendere, i confronti valgono spesso più di mille descrizioni. Quindi, per chiarire meglio lo scopo di una presentazione aziendale, potrei affermare con ottima convinzione che, mentre la pubblicità serve a stimolare la domanda, la presentazione aziendale serve a creare buona reputazione.

Mi piace questo termine: “buona reputazione” perché richiama cose tangibili. Significa “avere un’idea precisa e positiva di qualcosa o qualcuno”. Se tieni a mente questo, hai fatto il 90% del lavoro.

presentazione aziendale sotto forma di pdf raffigurato su portatile a schermo intero

Che tipo di presentazione aziendale ti serve?

Il termine “presentazione aziendale” può significare diverse cose, anche se tutte accomunate dall’obiettivo di fornire una panoramica d’insieme sull’impresa.

Può assumere varie forme, sulle quali orientarsi in base al nostro obiettivo specifico. Qui le elenco dalla più semplice alla più complessa.

1. Presentazione aziendale vera e propria

Quando si parla di presentazione aziendale, ci si riferisce spesso a un documento breve e sintetico, con finalità introduttive. Può assumere la forma di un documento PowerPoint, di una scheda PDF o di un contenuto da utilizzare in occasione di incontri o eventi.

Il tono è generalmente diretto e visivo, con l’obiettivo di comunicare in pochi minuti l’identità dell’azienda.

2. Company profile

Il company profile (o profilo aziendale) è, di solito, un documento più strutturato e completo, composto da più pagine rilegate, che approfondisce aspetti come storia, missione, valori, servizi, mercato di riferimento, team, certificazioni e, a volte, contiene delle case history.

Viene utilizzato in contesti commerciali, istituzionali o per supportare la comunicazione corporate.

3. Monografia istituzionale

Esiste poi una forma ancora più articolata: la monografia istituzionale (o volume commemorativo), che spesso assume l’aspetto di un vero e proprio libro di pregio, se realizzato con impegno.

Una monografia istituzionale può avere un taglio storico, celebrativo o narrativo e spesso combina testi, immagini e contenuti d’archivio. È utilizzata in occasioni speciali come anniversari, fusioni, passaggi generazionali o riposizionamenti importanti.

Non ti preoccupare: i consigli di questo articolo sono validi in ogni caso. I formati sono parenti stretti e, a volte, è difficile cogliere un confine netto tra l’uno e l’altro. Perdonami quindi se, in un certo senso, oso mescolare un lavoro fatto in PowerPoint con un prodotto editoriale di pregio.

Per farmi perdonare ti rimando a questo sito web che raccoglie il non plus ultra delle monografie aziendali e ne spiega e promuove il loro uso e importanza nella storia produttiva del Paese.

Presentazione/profilo aziendale: elenco contenuti completo

Proseguiamo nell’esplorazione. Ai punti elencati inizialmente, potremmo aggiungerne altri derivanti dalle ulteriori riflessioni, già fatte e che seguiranno, così da ottenere una sorta di lista di verifica completa per la presentazione aziendale:

  1. Sintesi del prodotto/servizio (missione);
  2. Valori (scopo);
  3. percorso storico;
  4. Informazioni sul team;
  5. Visione futura e piani di espansione;
  6. Informazioni societarie;
  7. Il mercato cui si rivolge;
  8. La tecnologia utilizzata;
  9. La responsabilità sociale e ambientale;
  10. Testimonianze;
  11. Dati finanziari e statistiche varie.

Si lavora su questi punti tenendo a mente il semplice obiettivo generale, quello accennato di creare “buona reputazione” o come avrei dovuto dire: “rafforzare il brand”.

L’ordine espresso non è rigidissimo a parte mission e purpose che sono considerazioni da fare assolutamente all’inizio perché hanno a che fare con l’anima della nostra azienda.

Dopo il “cosa”, il “come” raccontare

Potrei riassumere il modo migliore di esporre i punti 1–11 così: “raccontare una storia”. Ma sarebbe una sintesi eccessiva anche per me! Quindi, come lo facciamo?

L’elenco sopra è discretamente lungo, anche se non affermo sia necessario includere tutto o che si debba dedicare una pagina intera a ogni punto. In alcuni casi possono bastare pochi accenni.

Di seguito vedremo come “mettere a terra” tali punti, sia che tu stia pensando a una presentazione PowerPoint di poche schermate, a un opuscolo di poche facciate o a un prodotto raffinato, di molte pagine e ricco di dettagli simile a un libro.

Qui viene la parte più difficile e impegnativa: i paragrafi che seguono sono molto esaustivi e descrivono prassi consolidate; perciò, fai attenzione.

Dal lato pratico, potresti affidare i tuoi appunti a un’IA (es. ChatGPT) e chiedere di mettere in ordine tutto il testo, dargli un tono, uno stile. È un grande aiuto purché tu ti prenda piena responsabilità dei contenuti generati. Il messaggio deve restare comunque il tuo per quanto l’Ai possa averci messo le mani.

Il testo risultante da una elaborazione “alla Chatgpt” potrebbe mal interpretare le tue intenzioni. Perciò verifica con molta attenzione. Puoi, per esempio, controllare il testo fornito seguendo i punti elencati di seguito.

Ai o non Ai, per raccontare la storia nel modo giusto, dobbiamo: 1. Stabilire il target della presentazione aziendale; 2. Disporre veramente delle informazioni necessarie; 3. Andare dritti al punto; 4. Trovare una Proposta Unica di Vendita; 5. Dimostrare; 6. Pensare ai nostri piani futuri; 7. Usare immagini di ottima qualità; 8. Usare un ottimo italiano (e ottime traduzioni).

Questi punti sono approfonditamente sviluppati di seguito.

1. Stabilire il target della presentazione aziendale

Una presentazione aziendale può essere rivolta a compratori, fornitori, azionisti e perfino allo staff. Individua il destinatario del messaggio: questo determinerà contenuti e tono generali.

L’abbiamo già detto nel paragrafo introduttivo, ma è importante ribadirlo: una presentazione aziendale o company profile è uno strumento per far conoscere l’azienda nel suo insieme, per creare fiducia, benevolenza e reputazione, e per fornire informazioni.

Serve solo a questo, ma il modo in cui lo fa cambia a seconda del pubblico a cui è rivolta. Non puoi parlare allo stesso modo a tutti. Non è un pezzo promozionale e non è necessariamente rivolto al cliente, come abbiamo già sottolineato.

Direi di procedere per piccoli passi. La prima cosa da fare è pensare al proprio pubblico. Questo pubblico ha precisi interessi, un modo specifico di vedere la realtà e di percepire i propri problemi.

Stiamo cercando di instaurare una relazione duratura con il nostro pubblico. Le persone non cercano supereroi, ma qualcuno da stimare e comprendere.

Quello che vogliamo comunicare al nostro target è che siamo simili a loro, che i nostri sforzi sono paragonabili ai loro e che abbiamo punti di forza e debolezze come loro.

È per questo che il marketing si basa fondamentalmente sui sondaggi. L’obiettivo di un sondaggio è calarsi nel punto di vista del proprio pubblico, magari riuscendo a individuare le precise parole o frasi che lo colpiscono.

A questo punto dobbiamo fare attenzione, perché la “ruffianaggine” e l’“effetto bandieruola” sono dietro l’angolo. E sai bene che mostrarsi per quello che non si è non è molto saggio.

Non dobbiamo diventare imbonitori. Non dobbiamo adeguarci completamente al pubblico. Questo sarebbe un “no-brand”, ovvero la totale mancanza di positioning (così, con questi due termini, accontento anche gli appassionati di marketing).

Il cliente non ha sempre ragione, ma è vero che bisogna saper riconoscere la ragione che è sempre presente, in una certa misura, nel cliente stesso.

Se stiamo realizzando una vera monografia istituzionale — termine che può definire una presentazione aziendale di pregio, simile a un prodotto editoriale — il nostro pubblico potrebbe essere il cittadino in generale.

Potremmo quindi intenderlo come una sorta di “cliente allargato”, poiché anche a lui stiamo “vendendo” qualcosa: perlomeno i nostri valori o il nostro purpose (nella sua definizione di marketing).

un esempio di presentazione aziendale costituito da una lettera di presentazione arricchita con immagini professionali
L’esempio più semplice di presentazione aziendale può consistere anche solo di una semplice lettera di presentazione.
presentazione aziendale basta su un depliant 4 facciate - una piega

Un esempio di presentazione aziendale formato depliant una piega

2. Disporre –veramente– delle informazioni necessarie

Una presentazione aziendale richiede un’analisi e una raccolta di informazioni riguardanti: a. l’azienda; b. il prodotto; c. il mercato generale.

Insomma, ci vuole un po’ di studio preliminare. È bello buttarsi a capofitto nel vortice creativo, ma vi assicuro che anche il “vortice creativo” funziona meglio se si è ben informati.

Quando chiedo al cliente alcune informazioni riguardo questi tre punti, la risposta più frequente, in una sintesi molto tecnica, è: “Boh?!”. Perciò, di solito, invio un questionario per aiutarlo, e i “boh” spariscono.

I problemi che il cliente manifesta nel “raccontarsi” dimostrano che non si è mai preoccupato di definire con precisione il proprio prodotto o servizio e che, come diversi imprenditori mi hanno candidamente confessato, “pensa che il proprio prodotto sia un po’ come quello degli altri”.

Certamente, è possibile redigere velocemente un testo elegante e un po’ “vuoto” (come spesso accade), senza mettere insieme alcuna informazione concreta. L’intelligenza artificiale è specialista in questo tipo di testi.

Un lavoro efficace, invece, necessita di una raccolta di informazioni precisa e appassionata. Direi che questo è forse l’aspetto più importante di tutto il lavoro e, al contempo, il più sottovalutato.

Rifletti: hai la piena consapevolezza del tuo prodotto o servizio, di quello della concorrenza e del mercato in generale? Dovresti averla.

esempio di presentazione aziendale power point. Una delle schermate
presentazione aziendale power point - un'altra pagina esempio
Pagina power point di una presentazione aziendale. Altro esempio

Presentazione azienda Power Point – Pdf. Testi e progetto grafico studio grafico Carlo Gislon

3. Andare dritti al punto (mission)

Esprimiti con chiarezza, semplicità, specificità, coerenza! Rendi subito chiara la tua mission.

La prima cosa da fare per scrivere correttamente il testo di una presentazione aziendale è trovare una descrizione breve e il più possibile specifica della missione aziendale (che al marketing piace chiamare “mission”, ovviamente in inglese) e del proprio scopo (purpose).

Questi concetti non dovrebbero limitarsi a semplici dichiarazioni iniziali, ma pervadere l’intera presentazione.

La missione esprime la sostanza di ciò che la nostra attività consegna, mentre lo scopo rappresenta una ragione più ampia, sociale. Tuttavia, è necessario esprimerlo in modo un po’ “ruffiano”, facendo coincidere l’offerta con la domanda: «Come descrivere il prodotto?» e «Cosa si aspetta il pubblico di sentire?»

Questo è il dato più importante di tutta la pubblicità (e, spesso, di tutta la comunicazione) e lo è anche nella realizzazione di una presentazione aziendale efficace: trovare un punto di accordo col nostro target.

La questione è approfondita meglio nel mio articolo “Scrivere un testo promozionale persuasivo” che puoi leggere per migliorare ancor più la tua presentazione aziendale.

In questa fase è necessario usare un po’ di faccia tosta da venditore, ma solo quel tanto che basta. L’importante è resistere alla tentazione di imporre il proprio punto di vista.

Un esempio di “ruffianaggine etica” è l’uso delle keyword nella realizzazione di una pagina web, che prima di essere pubblicata va preceduta da una ricerca dei termini più cercati sull’argomento trattato.

A proposito, sapevi che sarebbe molto utile usare delle keyword anche in un profilo PDF? Certo, probabilmente il documento verrà pubblicato sul web, sia come PDF sia come pagina web.

Dovremmo quindi immaginarci (meglio ancora: sondare) cosa desidera il nostro pubblico — sottolineo “il nostro”: quello per il quale il prodotto è stato specificamente pensato e che abbiamo individuato in precedenza.

Vendiamo pentole? Di tipo economico, realizzate con materiali comuni, prive di particolari innovazioni tecniche? La missione non può essere “fornire pentole economiche”. Non sarebbe granché: detta così non ha scopo, è solo un misero contentino.

Considerando che il nostro pubblico cerca un prodotto economico, la missione potrebbe essere invece: “soluzioni economiche per la cottura”. Suona molto meglio ed è al contempo un’affermazione più veritiera.

Le parole magiche “soluzioni” e “cottura” fanno la differenza, perché, pur facendo riferimento al prodotto, parlano in realtà del cliente, che non cerca “pentole economiche” ma “soluzioni”.

E se fossero, invece, pentole con tutti gli accorgimenti per una cottura equilibrata e salutista? In tal caso, il pubblico potrebbe voler sentirsi dire che il cibo conserva tutte le sue proprietà nutritive e che non si rovina durante la cottura. Una missione in questo caso potrebbe essere: “soluzioni per una cottura salutista” o “pentole per la cucina gourmet”.

Insomma, basta imporre il nostro punto di vista. Non c’è bisogno di spiegare nel dettaglio com’è fatto il prodotto (a meno che non vogliate cantare una ninna-nanna al cliente); invece, è fondamentale far capire, al volo, cosa quel prodotto può realmente fare.

presentazione aziendale, altro esempio di depliant a 6 ante

Per questo profilo aziendale (studio grafico carlogislon) non erano disponibili foto di alta qualità, si è scelto quindi di giocare sulla loro disposizione e proporzione tenendo delle dimensioni ridotte. (tre ante aperte)
presentazione aziendale formato folder. Le cartelle porta documenti possono svolgere il compito di profilo aziendale

Questa presentazione aziendale (studio grafico carlogislon) gioca molto su una grafica originale, impattante, “giovane”. Questa ha la forma di un depliant leggermente superiore all’A4 (formato chiuso) e presenta anche una tasca interna. Può così essere usata per raccogliere lettere, preventivi, listini o altro

4. Trovare una Proposta Unica di Vendita

Dopo una mia personale battaglia con testi e definizioni del mondo del marketing, in cerca di una semplificazione tecnicamente corretta, sono finalmente giunto alla conclusione di poter offrire all’umanità due definizioni comprensibili di UPS e posizionamento.

La Proposta Unica di Vendita (USP) spiega che cosa fa il prodotto in modo unico, sottolineando i vantaggi.

Il posizionamento è il modo per comunicarlo, usando paragoni, immagini, linguaggio figurato o riferimenti noti, così che il messaggio risulti comprensibile, memorabile e immediato.

In pratica: la USP è il messaggio da trasmettere, il posizionamento è come viene percepito ed è fondamentalmente un “paragone”. Sono temi che vanno sviluppati insieme, a braccetto.

A questo punto della presentazione aziendale, è il momento di approfondire ciò che abbiamo introdotto nel punto 3 (citato in precedenza): sviluppare una Proposta Unica di Vendita chiara ed efficace.

Questa sezione ha lo scopo di mettere in luce i vantaggi specifici del tuo prodotto o servizio. Il primo obiettivo è la differenziazione; ma, a voler essere più precisi (e da veri marketer), lo scopo è costruire un solido posizionamento.

C’è sempre qualcosa che il tuo prodotto o servizio fa meglio, in modo diverso o più efficace rispetto alla concorrenza. Trovalo. Non solo nel prodotto in sé, ma anche nel modo in cui viene venduto, consegnato o acquistato; oppure nel prezzo, nelle garanzie, nei tempi di risposta o ancora nell’esperienza d’uso.

Ricorda: in questa fase stai implicitamente facendo un raffronto con il mercato. Le persone non vogliono semplicemente “conoscerti”; vogliono “confrontarti”. E non solo con altri fornitori, ma anche con qualcosa di noto e riconoscibile. Il paragone è uno dei modi più rapidi e potenti per creare comprensione.

Pensaci: dire “Gianni è l’amico più simpatico della compagnia” non spiega quanto sia simpatico Gianni, ma nella mente dell’ascoltatore il messaggio è chiaro. In un colpo solo, abbiamo “posizionato” Gianni.

Esempi di posizionamento

Se stai posizionando una pentola per la cucina salutista, potresti puntare su un messaggio come: “Il cibo come si faceva una volta”, associandolo a un’immagine rassicurante — ad esempio, una massaia degli anni ’50. Naturalmente, l’efficacia di questo messaggio dovrebbe essere confermata da test o ricerche sul target.

Se stai promuovendo un prodotto alimentare per sportivi, potresti pensare a qualcosa come: “La tua ricarica immediata”.

Una volta trovato il posizionamento giusto, dovresti usarlo in modo coerente: nei testi, nei titoli, nei sottotitoli, nelle immagini e nei materiali visivi. Ricorda: non stai scrivendo un semplice dépliant pubblicitario, ma una presentazione aziendale, che però deve comunicare con chiarezza e immediatezza.

Dopo una frazione di secondo, il pubblico dovrebbe avere già un’idea concreta di cosa puoi fare per lui. Un’offerta ben posizionata rende il brand riconoscibile, familiare e attraente.

Anche se la presentazione aziendale non ha l’obiettivo di vendere direttamente, il messaggio che trasmetti deve essere forte: non basta essere “bravi”, bisogna essere “bravi in modo specifico” e saperlo comunicare efficacemente.

4. Dimostrare

Lo sviluppo di una storia che –dimostra– i nostri valori.

Tra il “mostrare” e il “dimostrare” c’è di mezzo il mare, dice il proverbio. Dimostrare significa rassicurare… Finora sono state solo chiacchiere: ora dobbiamo dimostrare di essere in grado di mantenere le promesse.

Immagina di voler convincere il cliente a comprare. A volte basterà proporre il prodotto; altre volte occorrerà fornire dimostrazioni, che forse sarebbe meglio chiamare “spiegazioni molto convincenti”.

Qui inizieremo a fornire “evidenze” riguardo al nostro buon operato e a quanto già affermato. È il momento di parlare, ad esempio, del “doppio fondo in acciaio”. Il doppio fondo in acciaio dimostra che le nostre pentole non fanno bruciare il cibo.

A questo punto potremmo dire che l’azienda “ha un’esperienza consolidata” oppure che è “giovane ma formata da persone molto preparate ed entusiaste”, fornendo magari un brevissimo curriculum del management o descrivendo i criteri usati nella selezione del personale.

Potremmo introdurre un discorso sulle certificazioni, fornire alcune statistiche sull’azienda che ne evidenzino le potenzialità o l’espansione, e parlare delle nostre procedure di controllo qualità.

Il cliente più esigente vorrà testimonianze. Un’azione fondamentale di marketing consiste nel raccogliere opinioni e storie di successo dei clienti e usarle nelle attività di marketing, come, appunto, la stesura di un company profile. Consulta questo articolo per scoprire come raccogliere testimonianze e recensioni e come utilizzarle.

Quest’ultima azione va ripetuta ogni volta che un cliente utilizza un nostro servizio. Chiedigli di scrivere una recensione, interessandoti anche a quelle negative, perché fanno crescere e dimostrano la tua sincerità.

Recensioni e articoli apparsi sulla stampa dovrebbero essere citati anch’essi. Fai un resoconto dei principali successi dell’azienda: servizi svolti con particolare efficacia, prodotti di successo, ecc.

Potrebbe essere incluso un organigramma, anche semplificato. Come clienti, siamo spesso all’oscuro non solo delle gerarchie interne di un’azienda, ma anche dei compiti assegnati al personale, e questo può generare un po’ di diffidenza.

Rendi chiaro “chi comanda”, chi vende, chi assume, chi gestisce pagamenti ed entrate, chi fornisce informazioni, ecc. Un’azienda ben strutturata è garanzia di qualità.

Va incluso anche un portfolio lavori o esempi di progetti realizzati.

La storia ha il suo peso

Affidabilità, valore storico e sociale sono un’ulteriore dimostrazione delle nostre qualità e dell’onestà delle nostre intenzioni, come avevo premesso in precedenza.

Potremmo anche considerarla un’espansione del punto precedente, ma ha anche uno scopo realmente “storico” e di rilevanza sociale, soprattutto se trattiamo di grandi imprese con una tradizione che travalica molte generazioni.

Può quindi trattarsi di un accenno brevissimo oppure di un discorso lungo e articolato, considerando che ci sono aziende con più di un secolo di storia.

Oltre a offrire garanzie di solidità, competenza e affidabilità, questa sezione sottolinea il valore dell’azienda nella comunità e nel contesto storico, sia locale che nazionale.

Lo scopo è un’altra parola molto potente, sia nella lingua corrente che nel vocabolario specialistico del marketing, dove rappresenta le motivazioni alla base della nostra attività imprenditoriale: i “perché”, i valori a sostegno della missione.

Possiamo inserirlo a questo punto oppure prima, assieme alla missione. Esistono anche teorie che propongono una comunicazione mission-purpose-oriented, cioè una comunicazione del brand basata su missione e scopo.

In realtà, lo scopo travalica tutto il contenuto e lo pervade, in modo implicito o esplicito, così come la missione e il posizionamento. Potrebbe essere, ad esempio, qualcosa come: “diffondere la cultura della buona cucina” o “il rispetto per il cibo” (per restare all’esempio delle pentole).

5. Pensare ai nostri piani futuri

Dimostrare la propria stabilità e determinazione… un’azienda è viva nella misura in cui si pone delle mete future.

Passato… presente, ora tocca al futuro. Manca ancora questo aspetto temporale per concludere. I nostri piani per il futuro parlano di noi, ma forniscono anche informazioni pratiche.

Anche se, al momento, non siamo in grado di offrire taluni servizi o consegnare taluni prodotti, in futuro lo saremo.

Una scuola che tra qualche mese lancerà un nuovo corso o che si trasferirà in ambienti più grandi è un esempio. Un’azienda che pianifica di sviluppare nuovi modelli a determinate scadenze è un altro.

Parla dei tuoi progetti. Dimostrerai che non sei un improvvisatore, che non ti affidi al caso e, allo stesso tempo, creerai interesse e motivi per rimanere in contatto.

Quando poi riuscirai a portare a termine i tuoi piani, potrai affermare: “L’ho detto e l’ho fatto”, e la tua reputazione salirà alle stelle.

Sicurezza, umiltà e onestà vanno a braccetto

La linea migliore è quella dell’onestà. La presentazione aziendale non è un volantino strombazzante.

Meglio essere parsimoniosi con le immagini dell’azienda: vedute aeree, foto dell’ingresso, foto di gruppo, foto storiche.

Piuttosto, inseriamo l’immagine del titolare, una foto di alta qualità in atteggiamento informale, e qualche scorcio dell’azienda. Foto che lascino intravedere piuttosto che rappresentare una “planimetria”.

Mostriamo il personale in atteggiamento amichevole, informale, sorridente e curato nell’aspetto. Attenzione alle foto “segnaletiche”.

L’ideale è lasciare un po’ di spazio all’immaginazione del lettore, che saprà farsi un’idea dell’azienda molto più efficace di quanto possiate offrirgli direttamente voi.

Non parliamo mai male della concorrenza, non affermiamo di essere i migliori e non diciamo di saper fare tutto e bene. Sono tutti “boomerang”. Al contrario, ammettiamo i nostri limiti e dimostreremo di essere professionisti.

7. Usare immagini di ottima qualità

Le immagini servono a stabilire una realtà immediata.

Le immagini servono a rendere maggiormente comprensibile il testo e ad alleggerirne la lettura. Usare solo immagini di ottima qualità. Nessuno scatto amatoriale.

Ci si può servire di foto stock (foto d’archivio) acquistabili per pochi euro on line o servirsi di foto ad hoc fatte, magari, dal vostro fotografo di fiducia.

Anche delle buone illustrationi/diagrammi sono d’aiuto, purché non siano una semplice decorazione ma contribuiscano alla chiarezza e al creare interesse verso il vostro servizio.

È un punto devole in molte presentazioni aziendali e comunicazione in genere, non solo pubblicitaria. A volte è un vero “cancro” il diffondersi di immagini di scarsissima qualità.

Si risolve con la consapevolezza del valore dell’investimento, rivolgendosi a studi e professionisti competenti, essendo consapevoli dei modi corretti di reperire immagini –veramente– di buona qualità.

8. Usare un ottimo italiano (e ottime traduzioni)

L’uso corretto della lingua migliora la comprensione e migliora l’immagine aziendale.

Esistono vari servizi, anche on line per il controllo dei testi sia da un punto di vista grammaticale che di stile. Chatgpt è un ottimo strumento di intelligenza artificiale che vi restituisce testi in italiano corretto e molto scorrevoli.

Se invece volete la qualità, la creatività vera e trovate stilistiche raffinate e pertinenti, dovete rivolgervi a un bravo copywriter che sarà sempre un paio di passi avanti qualsiasi AI (in fondo le Ai imparano da loro a scrivere).

I testi vanno riletti più volte, meglio se da più persone per avere la certezza che non contengano errori.

Nessun sistema automatico vi darà una completa garanzia in tal senso anche se sicuramente un controllo ortografico col nostro pc è la prima cosa da fare.

Caso studio

Come ho realizzato una presentazione aziendale per un cliente del settore moda

Voglio raccontarti un caso reale: la realizzazione di una presentazione aziendale in formato depliant per un’azienda fornitrice di servizi nel settore moda.

Un progetto compatto (4 pagine), ma curato in ogni dettaglio che ho personalmente portato a termine.

1. Briefing iniziale e questionario

Il primo passo è stato un briefing dettagliato con il cliente, volto a comprendere:

  • Che tipo di immagine desiderava comunicare
  • Qual era il target (pubblico) della presentazione
  • Se esistevano già elementi di immagine coordinata (logo, palette, font, materiali precedenti)
  • Sviluppi e obiettivi e breve/lungo termine

Ho predisposto un questionario guidato che il cliente ha compilato, utile per raccogliere informazioni sulla storia aziendale, i servizi offerti e il tono comunicativo da adottare.

Seguiva in pratica i punti che ho elencato in questo articolo. Le risposte sono state poi approfondite opportunamente.

Si è stabilito sul comunicare un messaggio che offrisse, come sintesi, un’immagine aziendale:

  • Affidabile e precisa
  • Orientata al servizio
  • Di qualità e con immagine coordinata coerente

2. Raccolta materiali visivi e testuali

Una volta definiti gli obiettivi, abbiamo analizzato le risorse disponibili.

Le immagini non erano sempre adeguate, quindi abbiamo valutato l’uso di stock photography, fotoinserimenti o immagini generate con IA.

Alla fine è stato deciso di usare solo immagini fornite dal cliente optando per dimensioni non molto grandi.

3. Scrittura dei testi

Si è stabilito che scrivessi io i testi, partendo dalle informazoni raccolte nelle interviste iniziali e da mie ricerche.

Io scrivo spesso i testi dei miei lavori, ex novo o editing di quello fornito dal cliente.

Il testo è sempre la prima questione da affrontare poiché rappresenta ciò che va comunicato. Non sia contenuto alla alla grafica ma viceversa.

4. Proposte grafiche iniziali

Ho elaborato due proposte principali di layout, con alcune varianti alternative.

Lo stile visivo è stato coordinato sui punti rilevati nel briefing e raccolta informazioni ed è stato coordinato attorno al logo del cliente.

Ciò ha riguardato sia la disposizione delle immagini, sia la disposizione dei testi, la gabbia, le proporzioni, i margini, la disposizione, gli spazi bianchi.

Dopo il confronto, il cliente ha scelto la bozza su cui sviluppare la versione finale.

5. Ottimizzazione e perfezionamento

A partire dalla bozza scelta, ho effettuato gli aggiustamenti grafici e testuali, convalidando ogni passaggio con il cliente fino alla versione definitiva.

6. Ritocco immagini e ottimizzazione per la stampa

Le immagini originali sono state ritoccate per migliorarne qualità e composizione.

È stata usata l’IA solo per aumentare la risoluzione, il resto è stato effettuato tradizionalmente: l’ottimizzazione cromatica e l’inclusione di un profilo colore corretto.

7. Produzione dei file finali

Ho realizzato due versioni finali:

  • PDF ad alta risoluzione per la stampa tipografica
  • PDF ottimizzato per schermo, da inviare via email o utilizzare in presentazioni digitali

Un lavoro compatto, efficace e su misura, pensato per valorizzare l’identità dell’azienda.

Riepilogo

Puoi usare questi punti come una lista di verifica. Usali con buon senso ma senza pigrizia, non necessariamente in quel perfetto ordine. Missione, scopo e posizionamento sono probabilmente i punti cardine.

Idealmente andrebbe raccontata una storia (storytelling). La storia ha il compito di estrapolare in modo interessante i punti citati. “Interesse” è, infatti, un’altra parola chiave in questo contesto.

Una presentazione aziendale può richiedere una facciata o un opuscolo intero. È di solito proporzionata agli impegni, alla storia e ai servizi della società in questione.

I punti citati possono essere sviluppati in misura tale da arrivare a costituire, per una impresa di grandi dimensioni, un lavoro di decine di pagine o un sito web molto corposo.

Pensa ad aziende che hanno sedi in tutto il mondo, che si rivolgono a un mercato di investitori, che portano avanti campagne sociali, che si relazionano con media e che hanno una produzione molto articolata. Queste, di certo, non possono liquidare con poche righe il loro profilo.

Ma anche una piccola azienda con una grande tradizione meriterebbe una presentazione aziendale di altissimo pregio.

È possibile arrivare a redigere dei “libri d’arte” celebrativi dove magari, in tal caso, immagini molto professionali di altissima qualità, la fanno da padrone.

Questo tipo di presentazione potrebbe concentrarsi quindi sull’aspetto storico e sociale e incentrarsi così quasi esclusivamente su scopo e missione.

4 commenti

  1. anna 16.10.2017 at 15:34

    tutto molto interessante e utile, ma in tutta questa precisione dove è finito il punto 6???

    • Carlo Gislon 16.10.2017 at 16:18

      Grazie dell’appunto, ho corretto

  2. Gustok.it 09.04.2017 at 10:02

    Complimenti un articolo ben scritto!

  3. Anonimo 15.03.2017 at 9:04

    Un articolo molto bello ed utile, grazie Carlo

I commenti sono chiusi.