Formati digitali editoriali. Oltre il Pdf

Libro, manuale, rivista... pronti, belli e impaginati col mio Indesign. Stampiamoli allora, o no? O non solo? Abbiamo sentito tutti parlare di "alternative digitali" ma è ora di mettere un po' di chiarezza sulle diverse opzioni di "output"

Sommario

Sappiamo che non c’è solo la stampa ma sentivo il bisogno di offrire un chiaro sommario delle alternative di “output” disponibili.

Questo articolo è dedicato a chi stra producendo un libro, un manuale o una rivista e vuole sapere chiaramente quali sono i formati alternativi alla stampa, il “quale”, il “cosa” e il “perché”.

Confesso che è difficile anche per me stare al passo con le diavolerie tecnologiche proposte e per questo mi sono dedicato ultimamente allo studio e ai test per cercare di trovare, un filo conduttore, dei “punti stabili”

Insomma, visto che “la scienza deve fare il suo corso”, ho fermato io alcuni elementi stabili, dei riferimenti validi e duraturi.

Stai per avere un quadro di vera esperienza pratica sul campo di un grafico prfessionista che da anni lotta per sopravvivere nel mondo dell’editoria (e non solo editoria) digitale.

Che ne faccio allora del mio file Indesign, stampa a parte?

Il formato editoriale Pdf

Benedetto Pdf. Rimane il formato digitale più diffuso nelle pubblicazioni di taglio editoriale e, in fondo, immaginiamo tutti perché: si ottiene con una semplice esportazione da un qualsiasi programma di scrittura o impaginazione.

Fin què facile, ma la mancata conoscenza di principi fondamentali come quelli sui formati immagine, sul colore, sui metodi di compressione e altro ancora, come vedremo poi, offre il risultato sovente di Pdf di scarsa qualità.

Il Pdf può andare oltre… il Pdf. L’ho scoperto in questi anni, e soprattutto può andare oltre i Pdf che circolano. Pochi immaginano, infatti, il salto in avanti che si potrebbe fare implementando alcune ulteriori funzionalità. Vediamole.

Pdf con una marcia in più

Ad esempio, un semplice ma importante progresso sarebbe l’usare semplici funzioni come segnalibri, indici e link funzionanti.

Libro in pdf con evidenziati i segnalibri che fanno da sommario cliccabile al contenuto.

Pdf con segnalibri aperto con Acrobat

Perfino un lavoro pensato solo per la stampa si avvale di automatismi, di variabili, di interattività, se poi viene consultato su uno schermo, l’investimento è più che opportuno.

Un libro pubblicato in formato pdf dovrebbe fare un abbondante e preciso uso di tali strumenti, così il Pdf si trasforma da file per la stampa in vero ebook. Prendi nota: il Pdf è un formato ebook.

Ulteriori e auspicabili potenziamenti potrebbero consistere in aggiunta di metadati (informazioni sui contenuti, ad esempio: autore, sintesi, lingua. Informazioni che descrivno altre informazioni, vitali per la classificazione e ricerca). Elementi fondamentali per una corretta archiviazione e distribuzione.

Se pubblichi una rivista o un catalogo, puoi benissimo optare per tale formato, magari con qualche accorgimento più tecnologicamente raffinato come quelli accennati.

Puoi assegnare al tuo periodico digitale un codice ISSN (codice numerico univoco identificativo di una pubblicazione editoriale definito da uno standard internazionale) così da farlo entrare nel circuito editoriale ufficiale anche se non viene stampato.

Limiti? Uno è molto importante: non è accettato dai grandi store editoriali (Amazon, Apple Books…), quindi la distribuzione (e soprattutto la vendita) rimane principalmente “diretta” (sito web, newsletter, e-commerce proprietario).

Un altro è il mancato supporto di animazioni e gallery. Se vuoi giocare con diagrammi animati, gallerie di immagini, animazioni devi optare per i formati Epub o Html.

Un Pdf è un ebook, il genere più comune di ebook. Siamo così abituati ad usarlo che nella nostra ansia di cercare sempre nuovi strumenti con cui trastullarci un po’, rischiamo di addentrarci in complessità inutili.

Nota: questo articolo trascura naturalmente gli enormi vantaggi portati dal Pdf nel mondo della stampa. Qui si parla di digitale.

Il formato digitale editoriale Pdf come si presenta aperto con browser Firefox. Notare le opzioni di visualizzazione

Un Pdf aperto col browser Firefox nell’opzione di visualizzazione “raggruppamento pari” che mostra solo le pagine pari affiancate, non le copertine quindi. Firefox ha ottime opzioni per visualizzare un Pdf. Il pdf è un formato così versatile che molti sw e ogni browser lo possono aprire

Come si ottiene un Pdf?

Un Pdf è fondamentalmente il risultato di una esportazione da Indesign, da Word o da diversi altri programmi di grafica, impaginazione o elaborazione testi.

Nelle linee essenziali l’esportazione da Indesign è semplice, diventa un po’ complicata quando ci si deve giostrare tra interattività, ottimizzazione immagini, preparazione ottimale per lo schermo o la stampa, animazioni, indici e quando il file di partenza, magari Indesign, non è ben organizzato.

Il formato editoriale Epub

Vuoi vendere su Amazon, Google, Apple…? Hai un romanzo o un saggio per le mani? Vuoi che supporti animazioni e audio? In tal caso il migliore formato è l’Epub: il libro digitale per antonomasia.

Per un libro dalla struttura semplice l’Epub reflowable (testo e struttura che si adatta) non ha rivali. In un libro complesso, in un manuale o in una rivista, rivali ne ha diversi, il citato Pdf in primo luogo e l’Html che vedremo poi.

L’Epub a layout fisso è mal supportato (e poco sopportato dai grafici) perché in realtà offre spesso risultati imprevedibili su lettori Amazon e su app varie ma con opportuni trattamenti, a volte un po’ drastici, si riesce a sistemare.

Il grande distributore può applicare all’Epub il suo Drm (protezione che serve a impedire la produzione di copie illegali) e aggiungervi quel codice che serve a rendere il libro parte del suo “eco-sistema” coi suoi vari ausili di ricerca, lettura, approfondimento, acquisto, archiviazione.

Limiti: non basta un browser per leggere un Epub, serve un’app dedicata per la lettura (tuttavia scaricabile gratuitamente e facilmente) e un po’ di pratica nell’usarla, meglio ancora serve un lettore ebook apposito.

Non sono molti però i reader e le app che supportano tutto il potenziale epub, specie nel formato layout fisso. Direi Libri per Osx e Adobe Digital Edition, le migliori.

Nel formato “fixed” non basta un qualsiasi lettore o app. Mentre Apple books è molto affidabile, e quasi altrettanto Adobe digital editon (due app per leggere ebook fissi e reflowable, su mac e su mac e pc il secondo), altri lettori lo sono molto meno.

Quando usarlo: per vendere contenuti digitali su piattaforme ufficiali; quando si vuole offrire il non plus ultra dell’accessibilità; quando siamo di fronte a un prodotto dalla struttura semplice (romanzo o saggio) o in un libro con prevalenza di illustrazioni (epub a layout fisso); quando vi sono animazioni complesse.

Ho scritto vari articoli sul soggetto Epub. Io ti consiglierei di cominciare da questo se vuoi approfondire il soggetto specifico: “Cos’è un Epub e cosa fa? Una guida alle reali potenzialità“.

Il formato digitale editoriale Epub3. Lavorazione su sigil e test con smartphone

Un Epub3. Fasi finali di editing e verifica su smartphone. Studio Gislon

La “quarta” dimensione del formato Epub

Come accennato, il formato epub consente di inserire nel nostro documento animazioni e cambiamenti di stato che in un certo senso rappresentano l’introduzione di una “quarta dimensione”, il tempo.

Per esempio, potremmo inserire una serie di grafici che mostrano, cliccando sull’anno corrispondente, l’andamento nel tempo di un fenomeno, o una gallery che scorre automaticamente.

Oppure, in un catalogo, potremmo, a comando, proporre le varianti di un prodotto, che ne so, per colore, per taglia, per… quello che si vuole.

Una rivista, potrebbe aggiungere una gallery di immagini che mostra un avvenimento anziché un’immagine singola.

Potremmo poi aggiungere pulsanti con effetti di scorrimento, semplici animazioni, cambiamenti di stato.

Come si ottiene un Epub?

Ben altra cosa rispetto al Pdf è ottenere un Epub fatto come si deve.

Indesign consente una esportazione in formato Epub, il risultato è spesso però inaffidabile e quasi mai conforme agli standard internazionali.

La semplice esportazione da Indesign non produce, in altre parole, un Epub funzionante e vendibile.

Dopo l’esportazione da Indesign, un Epub fatto a regola d’arte richiede ulteriore lavoro su Html, Xml, Css e sui termini specifici del formato.

Il lavoro prosegue con una messa a punto a volte anche molto profonda del codice risultante da tale esportazione su un programma di editing web o uno specifico programma di editing Epub come Sigil, ideal per epub adattabili (reflowable).

Segue un’ultima fase fondamentale di test e verifiche indispensabile per produrre un Epub che venga accettato da tutti gli store e sia compatibile con tutti i lettori.

Produrre un Epub pienamente accessibile, come previsto dagli standard UE, livello AA. Richiede un ulteriore lavoro di mappatura e descrizione dei contenuti che può essere molto laborioso.

Il formato editoriale Html

La pubblicazione Html

È il formato elettronico col “potenziale” più elevato sia per le caratteristiche intrinseche del documento, sia per la sua fruizione e distribuzione.

La potenza del formato Html si spiega brevemente: tutta l’esperienza che trovi nel più avanzato sito web può essere trasportata in una pubblicazione digitale Html: collegamenti, animazioni, video, moduli, adattabilità, gallerie, animazioni…

Una rivista Html con evidenziato il po-up dell'indice, cliccabile. Sotto le miniature di ogni pagine. Qui su Google Chrome ma molto simile anche su altri browser

Una rivista Html col pop-up sommario aperto su Google Chrome.

Alla fine basta un link e un browser qualunque per scorrere un una rivista o un manuale in Html. Possiamo offrire la pubblicazione come semplice link, non c’è bisogno di fare download di nessuna app, tantomeno possedere un dispositivo particolare.

È un ottimo formato per manuali e libri di studio perché consente di inserire sezioni con quiz e calcolo dei punteggi, bocciature e pass, infografiche animate ecc.

Un ulteriore e considerevole vantaggio rispetto ai formati Epub e Pdf è che, in quanto costituito da pagine web on line, viene facilmente indicizzato dai motori di ricerca. Mica poco.

La pubblicazione in Html di un profilo aziendale e di un catalogo, giusto per dare un’occhiata anche al lato commerciale, può rientrare benissimo in un’0ttica di Seo marketing contribuendo a creare contatti di valore tramite il web.

Il “dietro le quinte” di un prodotto editoriale Html, come una rivista o un manuale, o di uno commerciale come un catalogo è infatti simile a un sito web ed è identica la fruizione.

Www.orizzontieditore/bellaitalia-nov2024.it, potrebbe essere il link al numero di novembre 2024 della rivista Bella Italia e così via per tutte le uscite (ogni riferimento a editori e pubblicazioni esistenti è casuale).

La rivista potrebbe essere responsive, verrebbe indicizzata, potrebbe avere un accesso a pagamento o gratuito.

Come si produce una pubblicazione Html?

Per produrre una rivista in “pieno Html” è necessario un lavoro specifico, usando software specifici ed essendo consapevoli di competenze specifiche del web.

Un lavoro non da poco e non da “grafici cartacei”, specie se vanno realizzate alternative responsive ma non certo impossibile e un lavoro che apre orizzonti infiniti.

Volendo si può usare come “base” il Pdf della versione cartacea e pubblicare una versione tutta simile in Html magari con la sola aggiunta di un indice dei contenuti che il browser renderà disponibile o magari aggiungendo qualche gallery dinamica al posto di alcune immagini statiche.

Possiamo immaginare vari “livelli di Html” che partono dal lavoro fatto per la versione su stampa.

Tuttavia esiste una scorciatoia ancora più rapida che merita di essere presa in considerazione, che parte dalla realizzazione di un Pdf ben ottimizzato.

Il flipbook

Anche un semplice Pdf, con pochi click, può essere velocemente pubblicato nella forma più semplice di Html.

Ci sono tantissimi servizi on line che trasformano il Pdf in una pubblicazione Html5 sfogliabile, accessibile da browser, anche seza dover installare nulla.

Questi servizi prendono il tuo pdf e lo trasforma in pagine web, statiche ma con testo cercabile, conservando gli indici e i collegamenti e aggiungono qualche funzione così che l’utente possa personalizzare la lettura (secondo il servizio).

Aggiungono poi un effetto scorrimento pagine che non è solo gradevole ma migliora l’esperienza di lettura e la comprensione.

Queste versioni digitali in Html sono normalmente chiamate flipbook. Giusto alcuni esempi, selezionati perché rappresentano tre alternative diverse di approccio.

  • Issuu: servizio esterno leader del settore. Trasforma i PDF in contenuti vettoriali, sempre nitidi. Offre condivisione, ricerca interna e archivi di numeri arretrati. Quando l’unica briga che ti vuoi prendere è un upload.
  • FlowPaper: alternativa più “professionale”. Può essere usato in cloud (come Issuu) oppure self-hosted, integrandosi direttamente in un sito aziendale. Mantiene testo vettoriale e può funzionare anche off-line. Quando vuoi avere controllo totale, hai un server e competenze web almeno basilari.
  • DearFlip: un plug in per wordpress e non solo per inglobare flipbook nel proprio hosting e sito web

(Ho trattato esaurientemente il soggetto “flipbook” in questo mio articolo: “Vantaggi dei Flipbook Digitali: presente e futuro della Pubblicazione online“).

Esempi scelti non a caso quindi. Il primo è una piattaforma completa, il secondo consente di integrare la pubblicazione completamente nel proprio sito web e perfino di realizzarne una versione off-web.

Ma un flipbook può benissimo essere ospitato anche nel proprio sito web, c’è bisogno di un po’ di codice o di un buon plug in, magari non la versione free che può essere un po’ limitata graficamente e non solo.

Il fatto che una rivista si sfogli in modo naturale non è solo qualcosa di “carino”, è molto di più.

È parte vitale dell’esperienza – Ux design se vogliamo essere più tecnici e dare il giusto rilievo alla questione. Scorrere una rivista in modo fluido, intuitivo e familiare ed anche fare zoom, disporre di testi e immagini nitide sono cose essenziali per una buona user experience (l’insieme di percezioni, emozioni e reazioni che un utente prova interagendo con un prodotto o servizio).

Esempio copertina di flipbook - html 5 rivista digitaleEsempio indice di flipbook - html 5 rivista digitaleEsempio pagine interne di flipbook - html 5 rivista digitale

Alcuni esempi Html5 – flipbook che mi piacciono. Per sperimentare la navigazione vai su Issuu.com

Svantaggi e vantaggi del flipbook rispetto al “puro Html”

Le animazioni, le gallery, la multimedialità in genere non sono applicabili in un flipbook. L’ottimizzazione Seo è difficile e parziale.

È necessario il settaggio di un plug in specifico sul proprio sito web, a pagamento nelle versioni professionali o usare un servizio esterno, sempre a pagamento per settaggi “pro”.

Il vantaggio è che si può usare il Pdf pari-pari, magari una versione digitale ben ottimizzata con tutti i link, un indice generale e un peso non eccessivo.

La rivista Html non è un blog

Anche la sezione di un sito web, se rispetta alcune caratteristiche, può essere a tutti gli effetti, in sé stesso, una rivista periodica, naturalmente in formato Html. Ma, attenzione, perché una rivista non è un blog.

Ciò che distingue una rivista web da un semplice blog è innanzitutto la struttura editoriale: un titolo stabile, una periodicità dichiarata (mensile, bimestrale, semestrale), una numerazione progressiva dei fascicoli e un archivio che permetta di consultare i numeri passati.

A differenza del blog, non si tratta quindi di un flusso costante di articoli, ma di uscite organizzate in “numeri” che raccolgono contributi differenti sotto una copertina comune (e un filo conduttore).

Forse potremmo dire che un blog è una rivista di un unico numero che si amplia all’infinito. Forse.

Ma accanto agli aspetti tecnici ci sono quelli legali. In Italia, la legge equipara la rivista digitale a quella cartacea: se viene pubblicata periodicamente e diffusa al pubblico, deve essere registrata presso il Tribunale competente ed avere un direttore responsabile iscritto all’Ordine dei Giornalisti.

Inoltre, può (e spesso dovrebbe) dotarsi di un ISSN elettronico, il codice internazionale che identifica le pubblicazioni seriali, utile per biblioteche e archivi. Infine, anche i periodici online rientrano negli obblighi di deposito legale presso le biblioteche nazionali centrali.

In sintesi, una rivista web progettata con regolarità editoriale e responsabilità formale, correttamente organizzata e gestita, non è solo un contenitore di articoli: può essere riconosciuto, tecnicamente e legalmente, e dai suoi lettori, come una vera e propria rivista.

E la newsletter? È una rivista?

Attenzione, qui si parte a velocità curvatura e comincio a far fatica a tenere i piedi per terra, ma voglio espormi: un esempio di rivista digitale molto semplice e sotto gli occhi di tutti è la newsletter, anch’essa rientrante nella “categoria” Html 5.

Editorialmente possiede (o potrebbe facilmente possedere) già molte delle caratteristiche di un periodico: un titolo stabile, una cadenza regolare, contenuti organizzati e curati come in una redazione, un archivio che conserva i numeri precedenti.

La differenza è solo nel canale di distribuzione, che non è la carta né un sito web dedicato, ma la semplice email. In questo senso, la newsletter può essere vista come una forma essenziale di rivista digitale, capace di raggiungere direttamente i lettori senza passaggi intermedi.

Se strutturata con una periodicità chiara, un responsabile editoriale e un progetto dichiarato, un sistema di archiviazione, una newsletter potrebbe evolvere in un vero prodotto editoriale legalmente riconosciuto.

Registrandola come periodico presso il Tribunale competente, nominando un direttore responsabile e richiedendo un ISSN elettronico, la newsletter acquisirebbe lo stesso status giuridico di una rivista tradizionale.

Non sarebbe più soltanto un mezzo informale di comunicazione, ma entrerebbe a pieno titolo nel panorama delle pubblicazioni periodiche.

Magari questa riflessione potrebbe aiutarci a vedere la newsletter in una visione strategica diversa o magari è solo un volo pindarico. Chissà, spero di aver ispirato qualcuno o me stesso.

Che si voglia o no e a guardare bene, la diffusione di questi semplici periodici organizzati come le newsletter, ci ha fatti diventare tutti un po’ “editori”.

Credo derivi dal fatto che si tratti di una delle funzioni di comunicazione fondamentali di un’impresa che nei decenni hanno cambiato forma ma sono state sempre presenti.

Come si ottiene una pubblicazione Html5?

Anche se alla fine una pubblicazione di tal tipo è perfettamente paragonabile a un sito web, di solito non si ottiene con lo stesso flusso di produzione.

Il modo migliore, poiché di solito si tratta di pubblicazioni che hanno un corrispondente cartaceo, è usare inizialmente un programma di impaginazione come Indesign o Xpress e successivamente esportare nel formato Html5.

Le pubblicazioni complesse richiedono un’ottimizzazione “feroce” prima di poter creare una esportazione di buon livello, ben funzionante ed esteticamente valida e potrebbe richiedere un ripensamento di alcuni aspetti grafico/funzionali rispetto alla versione stampata.

Più semplice è il caso della produzione di un Flipbook per cui basta un Pdf (comunque ben ottimizzato) dato in pasto a un servizio on line come Issuu.

I Fantastici 3

Hai visto perciò che le strade percorribili, alla ricerca del formato digitale editoriale più adatto, sono fondamentalmente 3: Pdf, Epub, Html. Questo semplifica le cose. Non cito l’audio-libro perché non ha un genesi digitale (è stato inventato col giradischi molti decenni fa).

L’audio-libro è in realtà un prodotto che nel digitale ha trovato un supporto migliore ma che potrebbe esistere benissimo in un mondo completamente analogico, come è per la musica.

Per fare un ripasso e ricapitolare vantaggi e svantaggi dei tre principali formati digitali editoriali:

  1. Pdf – semplice da realizzare e distribuire, ma merita di essere sfruttato meglio di quanto la maggioranza delle persone facciano, specie nella qualità delle immagini, dell’uso delle funzioni interattive, nella gestione del testo, nell’arricchimento con meta-dati e semantica. Vendibile solo (o quasi) attraverso un proprio e-commerce. Animazioni inesistenti.
  2. Epub – difficile da realizzare se si va oltre le schif…, pardon le versioni “fai da te”, che si vedono in giro o se deve gestire grafica complessa. Vendibile ovunque, un po’ meno “portabile” perché necessita di app specifiche. Il meglio per romanzi, saggi e libri dalla struttura semplice in genere. Nel formato fisso ideale per libri illustrati con poco testo o impaginazioni complesse.
  3. Html 5 (Web pubblication) – Le pubblicazioni sfogliabili su browser che sfruttano gli ultimi standard Html. Il meglio per distribuire una rivista digitale o per promuovere un catalogo con funzionalità che su carta sono impensabili. Piena ottimizzazione Seo, il che significa che ogni contenuto viene facilmente indicizzato dai motori di ricerca.

Queste sono le uniche vere alternative “paper-free” disponibili (a parte tecnologie specifiche per la programmazione di applicazioni mobile).

Forse un’asserzione coraggiosa o semplicemente una mia tesi che mira a creare delle utili macro-categorie ma, effettivamente, alla fine, il resto è un derivato che ruota sempre attorno a Pdf, Html, Xml, standard ebook e accessibilità.

Potresti impostare un’attività editoriale e vendere libri e riviste completamente digitali col loro codice ISBN o ISSN, catalogate internazionalmente come Dio comanda.

Non dovrai abbattere un singolo albero e nemmeno riciclare carta, magari non raggiungerebbero l’user experience della stampa ma potrebbero puntare su aspetti che la carta si sogna e avvantaggiarsi di costi inferiori, ammesso che tale ultimo aspetto sia un vero traguardo.

Digitale vs Stampa e conclusioni

In realtà si è ormai capito che il digitale non ha soppiantato la stampa. Personalmente credo in una collaborazione tra i due formati.

In una scena ideale, mi piacerebbe disporre sia della copia stampata sia del digitale di un libro o di una rivista, di sicuro vorrei la copia stampata di alcuni tipi di libri (es. fotografici o con grandi illustrazioni) e di quelli cui tengo affettivamente di più.

Quando sono in viaggio e prendo il mio lettore ebook o il mio tablet non posso non soffermarmi, magari per un attimo, nel pensare alla comodità di disporre di centinaia di pubblicazioni a portata di click, di poter approfondire con immediatezza un argomento, di poter disporre immediatamente di qualsiasi libro il pianeta editoriale mi offra.

Ma, allo stesso tempo, proprio perché lavoro da tanti anni nel digitale posso ormai affermare con certezza che la stampa ha saputo mantenere il suo spazio e la sua funzione vitale e che il digitale si è mostrato un complemento e non un sostituto.

Allora perché diventare schizofrenici sforzandoci di trovare un vincitore della contesa? Piuttosto, accettiamone le differenze e usiamo tali strumenti per quello che sono, come “viene naturale” oserei dire.

E per i più pigri, come me, ecco un ulteriore aiuto, una tabella che riassume all’osso pro e contro dei formati trattati.

Altri approfondimenti nel mio blog

Confronto finale PDF, EPUB3 e pubblicazione Web (Html) per pubblicazioni digitali

AspettoPDFEPUB3HTML5 / Web
CompatibilitàCompatibile universalmente, leggibile su tutti i dispositivi e browser moderniCompatibilità variabile, dipende dal lettore e-reader o app dedicataCompatibilità totale, supportato da tutti i browser moderni senza plugin
ResponsiveNon responsive: layout fisso, solo zoom o modalità a una/due pagineSì, layout reflowable con testo fluido adattabile allo schermoSì, pienamente responsive con layout adattabile a smartphone, tablet e desktop
ImpaginazioneFedelissima alla tipografia e al layout originaleMeno fedele, con priorità al testo fluido e adattabileAltamente personalizzabile, anche con simulazione di rivista cartacea
InterattivitàLimitata: link, segnalibri, pochi elementi multimedialiBuona: supporta audio, video e note interattiveMassima: video, audio, animazioni, infografiche, quiz e mappe integrate
SEO / IndicizzazioneSEO scarsa: contenuto PDF difficilmente indicizzabile da GoogleSEO limitata: spesso confinato in app o store non accessibili ai motori di ricercaSEO ottima: HTML5 pienamente indicizzabile e ottimizzabile per motori di ricerca
AccessibilitàDipende dalla creazione del PDF, spesso poco accessibileBuona, se supportato dal lettore e-readerAlta, grazie a HTML5 semantico e supporto ARIA
DistribuzioneFacile da scaricare e condividere come file allegatoDistribuito tramite e-book store e app dedicateAccesso diretto via web con URL, facilmente condivisibile
OfflineSì, leggibile ovunque una volta scaricatoSì, sempre accessibile su dispositivi compatibiliGeneralmente sì
Tabella comparativa con vantaggi e svantaggi dei formati digitali editoriali PDF, EPUB3 e HTML5 per la pubblicazione di riviste, cataloghi e manuali

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