{"id":42550,"date":"2026-04-22T11:02:39","date_gmt":"2026-04-22T11:02:39","guid":{"rendered":"https:\/\/carlogislon.it\/staging\/?p=42550"},"modified":"2026-04-27T15:39:05","modified_gmt":"2026-04-27T15:39:05","slug":"il-modello-aida-e-il-suo-punto-debole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/carlogislon.it\/staging\/il-modello-aida-e-il-suo-punto-debole\/","title":{"rendered":"Il modello AIDA e il suo punto debole (che il graphic designer deve rattoppare)"},"content":{"rendered":"<div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:calc( 1340px + 0px );margin-left: calc(-0px \/ 2 );margin-right: calc(-0px \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\" style=\"--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:0px;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:0px;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:0px;--awb-spacing-left-medium:0px;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:0px;--awb-spacing-left-small:0px;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\"><div class=\"fusion-text fusion-text-1\"><p class=\"altre-dida\">In copertina: foto Attebery<\/p>\n<h2 id=\"toc_Premessa_e_tesi\"><span style=\"background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\">La teoria del modello AIDA<\/span><\/h2>\n<p>Il modello AIDA \u2014 <i>Attention, Interest, Desire, Action<\/i> \u2014 \u00e8 uno schema di riferimento per chi lavora nella comunicazione commerciale. Formalizzato nei primi anni del Novecento e ancora oggi ampiamente adottato, descrive il percorso dell&#8217;utente dalla prima interazione con un brand fino alla conversione.[1]<\/p>\n<p><span style=\"background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\">\u00c8 un modello che aiuta di sicuro a semplificare la vita del marketer. \u00c8 vero che ha indotto diverse critiche, un po&#8217; perch\u00e9 \u00e8 un modello lineare, mentre oggi il comportamento dei consumatori \u00e8 pi\u00f9 complesso, un po&#8217; perch\u00e9 non considera pienamente fattori come la fedelt\u00e0 o il post-acquisto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\">Ma \u00e8 evidente che l&#8217;acquirente, in modo lineare o no, attraversa queste fasi. Se arriva ad acquistare un prodotto ha sicuramente dovuto accorgersene (Attenzione), ha dovuto essere interessato (trovato col soggetto una corrispondenza ai suoi bisogni\/ideali), ha avuto il desiderio di averlo e l&#8217;ha acquistato. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\">Io direi che questa semplicit\u00e0 si prova da s\u00e9 e ci permette di organizzare uno schema di marketing graduale ordinato ed efficace. \u00c8, in pratica, una scala graduale di procacciamento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\">Questa struttura ha un&#8217;utilit\u00e0 pratica innegabile: aiuta a pianificare, a segmentare i messaggi, a costruire un <i>funnel, <\/i><\/span>l'&#8221;imbuto&#8221; con cui un pubblico ampio viene progressivamente selezionato e guidato fino a diventare cliente, attraverso fasi e messaggi mirati.<span style=\"background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\">[2]<\/span><\/p>\n<p><span style=\"background-color: rgba(0, 0, 0, 0); color: rgb(56, 43, 55); font-family: 'Ysabeau Office'; font-size: 24px; font-weight: 600; letter-spacing: -0.5px;\">Quello che il modello AIDA \u2013non\u2013 fa (la gatta da pelare)<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p>&#8220;Lo sai che non puoi annoiare le persone fino a convincerle a comprare il tuo prodotto; puoi solo interessarle al punto da volerlo comprare.&#8221; \u2014 David Ogilvy<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Questa frase esprime tutta l&#8217;acutezza di Ogilvy: dice la cosa pi\u00f9 semplice e intelligente che si possa dire sulla pubblicit\u00e0, e vale pi\u00f9 di un corso di laurea in comunicazione.<\/p>\n<p>Purtroppo \u00e8 anche la cosa pi\u00f9 difficile della comunicazione e del lavoro pubblicitario e di solito il gravoso compito ricade sul graphic designer al quale viene richiesta un&#8217;idea rivoluzionaria al giorno, in media.<\/p>\n<p><span style=\"background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\">L&#8217;<\/span><i style=\"background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\">interesse<\/i><span style=\"background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\"> \u00e8 tutto nella pubblicit\u00e0 (e forse nella comunicazione in generale). Lo so, \u00e8 troppo semplice a dirsi ma, tranquilli, abbiamo tanti modi per complicare la cosa, nessuno rester\u00e0 senza lavoro.<\/span><\/p>\n<p>In verit\u00e0, di semplice, e l&#8217;avrai capito, c&#8217;\u00e8 solo il concetto. Le abilit\u00e0 grafiche\/di marketing\/artistiche necessarie per raggiungere tale scopo sono innumerevoli e di solito, a parte per qualche eletto, costano fatica, sudore e sangue.<\/p>\n<p>Questo articolo non assolve il compitino di spiegarvi come si crea interesse, diciamo che per esso ci sono gli altri cento e passa articoli di questo blog. Qui rimaniamo pi\u00f9 umilmente su principi fondamentali.<\/p>\n<p><span style=\"background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\">L&#8217;AIDA \u00e8 uno schema molto tecnico. Purtroppo la realt\u00e0 lo \u00e8 molto di meno. Per far si che il prospetto scorra su questa scala graduale, la comunicazione deve costantemente &#8220;iniettare interesse<\/span>&#8220;<span style=\"background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\">. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\">Se per il prospetto l&#8217;interesse \u00e8 una fase nella sequenza, per il graphic designer \u00e8 un cruccio costante.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\">Avete presente le vecchie locomotive a vapore? Iniziano con qualche sbuffo, si muovono lentamente le ruote, il treno comincia a prendere velocit\u00e0 e accelera fino a regime. Ecco, l&#8217;AIDA \u00e8 la stessa cosa col graphic designer nel ruolo del macchinista a caricare continuamente carbone in caldaia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\">\u00c8 l&#8217;interesse che fa &#8220;scorrere il flusso&#8221; e che pervade quindi, in accordo con Ogilvy, tutto il senso della pubblicit\u00e0, in ogni pezzo promozionale, in ogni fase, in ogni media, in ogni canale. Si deve spalare carbone fino all&#8217;ultima lettera del modello AIDA.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\">La pubblicit\u00e0 cerca di interessare, interessare e poi ancora interessare, mentre il pubblico passa attraverso una fase di interesse e viene fatto proseguire sempre creando interesse fino ad acquistare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\">Se proprio devo fare una critica a questo schema (e alcuni l&#8217;hanno fatto) \u00e8 che manca di sottolineare tale aspetto. La grafica sembra relegata a qualche idea di abbellimento non si sa per quale scopo. Adesso lo conosci!<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/carlogislon.it\/staging\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/aida.webp\" data-caption=\"\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyload alignnone size-full wp-image-42793\" src=\"https:\/\/carlogislon.it\/staging\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/aida.webp\" data-orig-src=\"https:\/\/carlogislon.it\/staging\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/aida.webp\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"653\" srcset=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%27900%27%20height%3D%27653%27%20viewBox%3D%270%200%20900%20653%27%3E%3Crect%20width%3D%27900%27%20height%3D%27653%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-srcset=\"https:\/\/carlogislon.it\/staging\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/aida-200x145.webp 200w, https:\/\/carlogislon.it\/staging\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/aida-300x218.webp 300w, https:\/\/carlogislon.it\/staging\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/aida-400x290.webp 400w, https:\/\/carlogislon.it\/staging\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/aida-600x435.webp 600w, https:\/\/carlogislon.it\/staging\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/aida-768x557.webp 768w, https:\/\/carlogislon.it\/staging\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/aida-800x580.webp 800w, https:\/\/carlogislon.it\/staging\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/aida.webp 900w\" data-sizes=\"auto\" data-orig-sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/a><\/p>\n<h2 id=\"toc_Il_funnel_e_la_macchina_Linteresse_e_il\"><span style=\"background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\">L&#8217;AIDA e il funnel<\/span><\/h2>\n<p><span style=\"color: #141617; font-family: Ysabeau; font-size: 19px; font-weight: 300; letter-spacing: normal; background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\">Prendiamo un funnel tipico nella comunicazione commerciale: un poster che crea awareness, una pagina pubblicitaria che genera il lead, una pagina prodotto che converte. Tre formati diversi, tre momenti diversi del percorso d&#8217;acquisto.<\/span><sup style=\"color: #141617; font-family: Ysabeau; font-weight: 300; letter-spacing: normal; background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\">[2]<\/sup><\/p>\n<p>Questi formati, se usati correttamente, costruiscono una macchina logica ed efficiente che segue il modello AIDA, se ci pensi. Ma una macchina senza carburante non va da nessuna parte.<\/p>\n<p><span style=\"background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\">Un esempio reale: clicco su un banner che promette qualcosa di interessante \u2014 primo gradino superato, attenzione catturata. Arrivo alla pagina: messaggi disordinati, una vaga traccia di quanto promesso, una pessima foto, un pulsante &#8220;acquista&#8221; buttato l\u00ec senza contesto. Abbandono. Il funnel era l\u00ec, completo nella sua struttura. Ha fallito perch\u00e9 a un certo punto ha smesso di interessare.<\/span><\/p>\n<p>I fallimenti pi\u00f9 frequenti avvengono esattamente dopo il primo step. \u00c8 relativamente semplice attirare l&#8217;attenzione con un banner o un poster. Man mano che si procede nel funnel, per\u00f2, il pubblico diventa pi\u00f9 selettivo e pi\u00f9 sospettoso \u2014 in misura proporzionale alla promessa iniziale. Se l&#8217;interesse non viene ricostruito e mantenuto a ogni passaggio, il funnel perde il suo utente.<\/p>\n<blockquote>\n<p>Interest is essential. A customer&#8217;s attention is engaged in the first place by something of personal interest. Sustained interest gets and keeps the customer going on the journey. The customer has some reason to believe the brand may be of benefit or be compatible with his or her lifestyle. <a href=\"https:\/\/www.ebsco.com\/research-starters\/marketing\/customer-journey\">EBSCO<\/a><\/p>\n<\/blockquote>\n<figure><img decoding=\"async\" class=\"lazyload alignnone size-full wp-image-42591\" src=\"https:\/\/carlogislon.it\/staging\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/vidar-nordli-mathisen-DwDIazExSkQ-unsplash.webp\" data-orig-src=\"https:\/\/carlogislon.it\/staging\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/vidar-nordli-mathisen-DwDIazExSkQ-unsplash.webp\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"593\" srcset=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%27850%27%20height%3D%27593%27%20viewBox%3D%270%200%20850%20593%27%3E%3Crect%20width%3D%27850%27%20height%3D%27593%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-srcset=\"https:\/\/carlogislon.it\/staging\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/vidar-nordli-mathisen-DwDIazExSkQ-unsplash-200x140.webp 200w, https:\/\/carlogislon.it\/staging\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/vidar-nordli-mathisen-DwDIazExSkQ-unsplash-300x209.webp 300w, https:\/\/carlogislon.it\/staging\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/vidar-nordli-mathisen-DwDIazExSkQ-unsplash-400x279.webp 400w, https:\/\/carlogislon.it\/staging\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/vidar-nordli-mathisen-DwDIazExSkQ-unsplash-600x419.webp 600w, https:\/\/carlogislon.it\/staging\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/vidar-nordli-mathisen-DwDIazExSkQ-unsplash-768x536.webp 768w, https:\/\/carlogislon.it\/staging\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/vidar-nordli-mathisen-DwDIazExSkQ-unsplash-800x558.webp 800w, https:\/\/carlogislon.it\/staging\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/vidar-nordli-mathisen-DwDIazExSkQ-unsplash.webp 850w\" data-sizes=\"auto\" data-orig-sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><figcaption>Il sesso \u00e8 molto usato per creare attenzione e interesse. \u00c8 facile creare interesse col sesso, il problema \u00e8 che si deve creare interesse per il prodotto o servizio proposto non per il sesso in s\u00e9. L&#8217;associazione pu\u00f2 essere diretta, indiretta, per contrapposizione, con tono ironico e perfino negativo ma mai fuorviante. Un funnel con un argomento interessante ma inappropriato rischia facilmente di interrompersi o di deviare il vostro cliente verso altri prodotti<\/figcaption><\/figure>\n<h2 id=\"toc_Linteresse_nei_tre_formati_nota_pratica\"><span style=\"background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\">L&#8217;interesse in tre progetti grafici tipici<\/span><\/h2>\n<p>Vale la pena notare brevemente come l&#8217;interesse si declini in modo diverso a seconda del formato \u2014 perch\u00e9 ogni punto del funnel ha un pubblico con aspettative diverse.<\/p>\n<p>Prendiamo tre media &#8220;emblematici&#8221; della comunicazione d&#8217;impresa: il poster, la pagina pubblicitaria, la voce del catalogo\/shop. Giusto tre esempi famigliari.<\/p>\n<p>Il <i>poster<\/i> (e per estensione: banner web, pannelli, inserti sintetici) opera nel momento di massima distrazione. Il suo compito \u00e8 creare attenzione e un interesse immediato, vago ma reale. Non pu\u00f2 raccontare, non pu\u00f2 persuadere, non pu\u00f2 portare una call to action esplicita \u2014 sarebbe prematura e quasi sempre illeggibile. L&#8217;interesse qui si crea attraverso il concetto, non attraverso l&#8217;informazione.<\/p>\n<p>La <i>pagina pubblicitaria<\/i> opera nella fase di <i>consideration<\/i>: il prospetto sa gi\u00e0 che esiste un&#8217;offerta e sta valutando.<sup>[3]<\/sup> Qui l&#8217;interesse si mantiene attraverso la persuasione \u2014 testi, visual, argomentazione. Una call to action ha senso, ma deve essere proporzionata: &#8220;vai allo shop&#8221;, &#8220;scopri di pi\u00f9&#8221;, non &#8220;acquista ora&#8221; se vendi un servizio complesso, almeno.<\/p>\n<p>La <i>pagina prodotto<\/i> o catalogo opera nella fase di decision.<sup>[4]<\/sup> L&#8217;utente non vuole altra pubblicit\u00e0: vuole informazioni chiare, immagini, confronti. L&#8217;interesse si mantiene attraverso la chiarezza e la coerenza con quanto promesso nei passi precedenti. Una delusione qui, ad es. trovare qualcosa di diverso da quanto promesso dall&#8217;annuncio \u2014 \u00e8 il modo pi\u00f9 efficace per perdere un cliente gi\u00e0 quasi convinto.<\/p>\n<p>In tutti e tre i casi, il denominatore comune \u00e8 l&#8217;interesse, nell&#8217;insieme ricalcano il flusso AIDA. Alla pagina prodotto ci si aspetta azione ma la pagina prodotto stessa deve sostenere l&#8217;interesse.<\/p>\n<p><span style=\"background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\">Questo non \u00e8 un cambiamento estetico. Cambia dove si concentra il lavoro del pubblicitario, del grafico, del copywriter. Non sulla struttura del funnel ma sulla qualit\u00e0 del messaggio a ogni singolo passaggio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\">Ogilvy lo aveva gi\u00e0 capito: non puoi convincere annoiando. Puoi solo convincere interessando. E &#8220;interesse&#8221; per il prospetto potr\u00e0 anche essere una fase ma per il graphic designer \u00e8 un compito continuo, che inizia con il primo contatto e finisce quando il cliente ha pagato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\">Per dirla in altri termini, il prospetto si muover\u00e0 lungo le varie fasi, tra cui una fase di interesse, se il graphic designer (almeno per ci\u00f2 che concerne la comunicazione visiva) riuscir\u00e0 ad alimentare l&#8217;interesse lungo <i>tutto<\/i> il percorso.<\/span><\/p>\n<h2 id=\"toc_Conclusione\"><span style=\"background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\">Conclusione<\/span><\/h2>\n<p>Il modello AIDA resta uno strumento prezioso per pianificare la comunicazione commerciale. Il suo limite \u00e8 trattare (o far intendere di trattare) l&#8217;interesse solo dal punto di vista del prospetto invece che come il principio generativo dell&#8217;intera sequenza del marketing.<\/p>\n<p>Dal punto di vista del graphic designer, del copy, del direttore artistico e creativo, l&#8217;interesse non \u00e8 un gradino, \u00e8 il carburante di tutto il processo.<\/p>\n<p>Prima di chiedersi se il funnel \u00e8 strutturato correttamente, se i formati sono giusti, se la call to action \u00e8 ben posizionata \u2014 vale la pena fermarsi su una domanda pi\u00f9 semplice: stiamo <i>interessando<\/i>, in ogni singolo punto di contatto?<\/p>\n<p>Se la risposta \u00e8 s\u00ec, il funnel funzioner\u00e0. Se la risposta \u00e8 no, nessuna &#8220;matematica del marketing&#8221; sar\u00e0 sufficiente.<\/p>\n<h2 id=\"toc_Note_e_fonti\"><span style=\"background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\">Note e fonti<\/span><\/h2>\n<p>[1] Il modello AIDA viene tradizionalmente attribuito a <i>Elias St. Elmo Lewis<\/i> (1872\u20131948). La sua diffusione avvenne attraverso il lavoro di Edward K. Strong Jr. (<i>The Psychology of Selling and Advertising<\/i>, 1925). Ricerche recenti hanno aperto un dibattito sull&#8217;attribuzione precisa \u2014 con Frank H. Dukesmith e Arthur Frederick Sheldon indicati come possibili contributori alla formulazione originale \u2014 ma Lewis rimane la figura di riferimento consolidata in letteratura. Fonte: EBSCO Research Starters, <i>AIDA model<\/i>; Wikipedia IT, <i>AIDA (marketing)<\/i>.<\/p>\n<p>[2] Il framework TOFU\/MOFU\/BOFU (Top\/Middle\/Bottom of Funnel) \u00e8 l&#8217;evoluzione operativa del modello AIDA applicata alla pianificazione dei contenuti per fasi. Fonte: Ortto, <i>Marketing funnel explained<\/i>; Amazon Ads, <i>Marketing Funnel Guide<\/i>.<\/p>\n<p>[3] La fase di <i>consideration<\/i> corrisponde al momento in cui il prospect ha identificato un bisogno e confronta attivamente le opzioni. Fonte: Amazon Ads, <i>Consideration Advertising<\/i>.<\/p>\n<p>[4] La fase di <i>decision\/conversion<\/i> \u00e8 quella in cui l&#8217;utente \u00e8 pronto all&#8217;acquisto. Fonte: Snovio Blog, <i>Awareness, Consideration &amp; Decision<\/i>.<\/p>\n<p>[5] EBSCO Research Starters, <i>Customer Journey<\/i>: &#8220;Sustained interest gets and keeps the customer going on the journey.&#8221;<\/p>\n<p>[6] David Ogilvy, citazione documentata in raccolte delle sue dichiarazioni pubbliche. Ogilvy (<i>Ogilvy on Advertising<\/i>, 1983) \u00e8 considerato uno dei padri della pubblicit\u00e0 moderna.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il modello AIDA descrive un sorta di scala graduale di procacciamento: Attenzione > Interesse > Desiderio > Azione. Purtroppo tale modello resta solo una bella teoria o al massimo un buon schema senza un ingrediente fondamentale. 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