Gestione del colore. Quando i colori danno i numeri…

6 anni fa  •  Di  •  1 Commenti

Ottenere una corrispondenza ottimale tra i colori reali di un oggetto e i suoi corrispondenti in stampai o su uno schermo è un cruccio costante di chi si occupa di grafica o di fotografia. Monitor, macchine fotografiche e stampanti hanno caratteristiche tecniche diverse e perciò interpretano i colori in modo diverso. Come porvi rimedio?

Fotografiamo un oggetto o un primo piano e, caspita, volgiamo che sul monitor, e poi, ancor più importante, sulla carta, i colori rispecchino quelli reali. È il minimo verrebbe da dire ma in effetti rappresenta un grande traguardo tecnico. Un obiettivo raggiunto dall’introduzione dei Profili Colore.

Un profilo colore è la carta di identità dei colori dell’immagine. Serve a generare un calcolo che modifica i valori numerici dei colori per adattarli al dispositivo di destinazione. Così, quando il file verrà utilizzato da tale dispositivo, i colori rappresentati saranno fedeli all’originale. La mancanza di un profilo causerebbe delle discrepanze anche notevoli.

Se il nostro lavoro è destinato alla stampa dovremo associare un profilo adatto alla stampa. Se andrà visualizzato a video dovremo associarne uno adatto alla rappresentazione video. Al lato pratico, quand’è che decidiamo e assegniamo tale profilo?

I programmi di grafica professionali sono in grado di assegnare profili a immagini che ne sono prive o di covertire  profili esistenti. Ad esempio con Photoshop possiamo preparare un’immagine per il web in modo che sia visualizzata correttamente dal browser.

Nella creazione di documenti complessi, la gestione del colore subentra soprattutto quando esportiamo nel formato pdf, visto che questo è un formato universalmente accettato come standard nello scambio di documenti per stampa e monitor.

La gestione del colore nel flusso di lavoro in pdf

Il flusso di lavoro attuale per la stampa si basa quasi esclusivamente sul formato pdf. In parole povere, alla fine, dopo aver preparato l’impaginato con Indesign (di solito) o Xpress (meno frequentemente) si esporta il lavoro nel formato pdf. Siamo così sicuri di avere un file che sarà perfettamente compatibile con i dispositivi esterni di stampa e che conterrà immagini fotografiche e illustrazioni (vettoriali) che verranno stampate alla massima risoluzione possibile e sarà un file che conterrà tutte le font (caratteri) che servono per riprodurre fedelmente il testo.

Comprendere a menadito il significato delle impostazioni di esportazione, in particolare della sezione output della finestra di esportazione in pdf produrrà la fine di tante incertezze. È qui che troviamo infatti le impostazioni che esportano il file pdf nel profilo corretto per una riproduzione fedele del colore.

Se siete dei grafici, mettete questo argomento tra i più importanti da studiare. Vi darà una marcia in più perché la gestione del colore è un aspetto piuttosto trascurato ancora.

Conclusioni

I colori nel computer sono numeri ma questi numeri generano aspetti del colore diversi da monitor a monitor e da stampante a stampante. In modo simile quando si scatta o si fa la scansione di una foto, i colori della realtà vengono tradotti in numeri che variano a seconda del dispositivo di entrata usato. La gestione del colore compensa tali differenze e cerca di riprodurre i colori in maniera fedele alla realtà indipendentemente dal dispositivo.

La qualità del monitor è fondamentale. Vale senz’altro la pena spendere dei soldi in più per un monitor di qualità. Vi darà la possibilità di effettuare quelle regolazioni indispensabili per gestire una corretta visualizzazione del colore e, tra l’altro, vi farà trascorrere ore molto più gradevoli davanti allo schermo.

Mantenere tale fedeltà nei colori è una grossa conquista tecnologica. La gestione è alla portata di tutti ma sfruttata da pochi.

Perfino molti  stampatori si trovano in difficoltà con questo aspetto e solo le grandi aziende tipografiche riescono a gestire in modo del tutto professionale e con risultati prevedibili la gestione del colore. I service di stampa on line, almeno i principali, forniscono il profilo colore adatto alla stampa sui loro dispositivi.

È vero, è un aspetto prettamente tecnico e per questo motivo (o scusa) molti creativi, compreso me stesso, non se ne sono in passato curati molto. D’altro canto non è nemmeno facile, senza delle buone opportunità di formazione, diventarne competenti.

Insomma, l’avrete capito il mio intento: quello di stimolare ogni grafico, ogni fotografo e ogni stampatore a comprendere appieno  la gestione del colore e a togliersi qualsiasi incertezza. Sarà come togliersi una grossa palla al piede nel raggiungimento degli obiettivi creativi del proprio lavoro.

Un’ottima risorsa per imparare effettivamente la gestione digitale del colore è il blog di Mauro Boscarol cui ho fatto riferimento molte volte: http://www.boscarol.com/blog/. In effetti qui c’è tutto.

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