Basta errori nelle bozze! Dieci consigli pratici e uno… da maestro Jedi

2 mesi fa  •  Di  •  0 Commenti

È un fatto: la mano di un folletto malvagio inserisce di tanto in tanto errori nei nostri file di testo rovinandoci un lavoro fino a poco prima perfetto. Contro queste forze sovrannaturali non possiamo far nulla, meglio quindi concentrarci su questi 10 possibili rimedi! (+1)


Chi non ha mai maledetto un errore sfuggito in fase di stampa? Se non ti è mai capitato è perché non sei stato abbastanza pignolo o attento o magari, semplicemente, perché affronti le cose con… filosofia. Beato te. Il Correttore di Bozze è una professione, il “correggere bozze”, una condanna. Ecco quindi alcuni consigli che spero servano almeno ad avere uno sconto di pena!

suggerimenti correzione bozze

Un avvertimento, prima di cominciare: questo articolo non è una lezione per aspiranti correttori di bozze, questo articolo è per chi, suo malgrado, si trova a dover pubblicare uno scritto in forma cartacea o digitale e non vuole ritrovarsi coi soliti errori che sembrano materializzati da qualche folletto malvagio o che ci fanno dubitare della nostra salute mentale.

Correzione di bozze: un problema di ogni professionista

Quale professionista non si è mai trovato a stampare una lettera commerciale, un preventivo importante, a scrivere il testo di un depliant o di una piccola presentazione, ad aggiornare il proprio catalogo, il proprio listino o la propria pagina web?

Questi consigli sono per lui.

  1. Stampare il testo. Sulla carta qualsiasi correzione è più agevole. L’avrai notato. Sulla carta stampata è più facile trovare errori. Molto più facile. È un assioma che possiamo scolpire sulla pietra. Quindi il mio primo e più caldo consiglio è: stampa. Anche se è un testo che verrà pubblicato solo in forma digitale, stampa. 
  2. Dimentica ciò che hai scritto. Dopo che hai scritto il testo, dimenticalo. Per applicare questo consiglio devi lavorare con discreto anticipo lasciando passare qualche giorno. Quando si corregge un testo appena scritto e magari appena letto e riletto, lo si conosce così bene che si diventa incapaci di vedere semplicemente quello che è scritto e cominciamo a compiere un esercizio di memoria.
  3. Passare il testo a qualcun altro e mai fidarsi… Questa tecnica è buona ma ha un difetto: che gli altri non si sentono responsabili del lavoro e quindi potrebbero controllarlo in modo superficiale. Fallo leggere ad altri ma non fidarti.
  4. Correggere una cosa alla volta. Ad esempio prima i titoli, poi il testo generale, poi le tabelle, poi verificare la posizione delle immagini, poi le didascalie. Fare una cosa alla volta è più facile.
  5. Segnare in modo chiaro le correzioni, specie se le passi a qualcun altro. I professionisti usano dei segni standard con la penna rossa sia all’interno del testo che a margine corrispondente. Non commettete l’errore di fare dei piccoli segni (ad esempio una piccolissima barra che cancella una lettera o un punto da inserire) in una pagina zeppa di testo pretendendo che la correzione non sfugga.
  6. Ricontrollare le correzioni una volta apportate. Sono possibili dimenticanze o errate interpretazioni nell’azione di apportare le correzioni indicate.
  7. Usate i correttori ortografici e i comandi trova/sostituisci. A volte ci si dimentica di attivare la correzione ortografica del software. È possibile poi trovare doppi spazi, parole ripetute o errori ripetuti col comando trova/sostituisci.
  8. Concentrarsi maggiormente sui punti delicati, ad esempio: titoli, formule, parti evidenziate, indici. Un errore su un titolo è molto più grave di un errore nel testo. Un errore sulla copertina lo è anche di più. Alcuni punti meritano ulteriori controlli. Sbagliare un prezzo o un codice su un catalogo è più grave che dimenticarsi un accento.
  9. Concentrarsi sui punti che alla lettura appaiono poco chiari. Sono segnali che possono indicare una punteggiatura sbagliata, una costruzione sbagliata, frasi troppo lunghe, errori nei tempi verbali, termini poco appropriati o altro.
  10. Seguite la traccia. Se trovi un errore di un tipo, è probabile che ce ne siano altri simili. Se, per esempio, nei titoli è stato messo il punto a fine frase (nei titoli non vanno), è probabile che sia stato fatto con altri titoli. Se è stato individuato un doppio spazio, è probabile che ce ne siano ancora. Se è stata sbagliata una sigla, è probabile che lo siano anche le altre ecc.
  11. L’ultimo è un consiglio da vero Jedi: se pensi che ci sia un errore, allora l’errore c’è. Ascolta il tuo “sesto senso” ma sarebbe meglio dire: non essere ragionevole con te stesso. Se pensi che possano esserci ancora degli errori, se qualcosa secondo te non quadra, molto, molto probabilmente gli errori ci sono. Devi arrivare al punto in cui senti che non vi sono errori.

Conclusioni

Non è vietato sbagliare. Si possono trovare errori anche nei testi dei libri delle più grandi case editrici. Fare degli errori non è sempre la fine del mondo e siete in buona compagnia se questo vi consola. Io non ho mai trovato gente che non fa errori anche se ho trovato molti che pretendono che gli altri non facciano errori.

È vietato però commettere errori molto gravi (vedi punto 8) o farne così tanti da assestare un colpo da ko alla comprensione del testo o alla propria immagine. Questo, non è giustificabile e lo è anche meno non imparare dai propri errori.

Nemmeno la scrittura di una breve lettera è una banalità. Tutto quello che leggete in giro su libri o su pubblicazioni professionali di qualsiasi tipo è costato, in termini di controlli e correzioni, un lavoro estenuante ed imprecazioni da scaricatori di porto anche alle segretarie più garbate.

Certo, potrebbero esistere figure, giornalisti o scrittori per esempio, che sono così avvezze alla lingua italiana e alla comunicazione in genere e così brillanti e attenti sul proprio lavoro da non commettere –quasi– mai errori ma anch’essi leggono e rileggono i loro testi maniacalmente prima di pubblicarli o prima di consegnarli a specialisti nella correzione di bozze.

D’altro canto, se hanno inventato la professione del Correttore di Bozze, un motivo ci sarà. No?

 

 

 

 

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